LUOGHI

“Abbiamo sempre pensato che la nostra battaglia per l’autodeterminazione …  non possa essere disincarnata dal luogo che abitiamo … In esso, da questo luogo di enunciazione, ragioniamo contro il sessismo, contro la violenza, contro le prevaricazioni … che colpiscono noi, ma anche il luogo intorno a noi. Quando diciamo che non vogliamo essere colonia di nessuno, lo diciamo in senso di rivendicazione individuale, ma anche territoriale; per noi le due cose sono inscindibili … Nessuna di noi può pensarsi in una terra colonizzata, ridotta ad un corridoio per passaggio di merci, ma ancor prima, devastata in un immenso cantiere.” (Udine, presidio No Tav 8 marzo 2012)

E’ all’ecologia sociale e al bioregionalismo che facciamo riferimento quando pensiamo al nostro territorio, al nostro dove. Viviamo in Friuli-Venezia Giulia, una regione politico-amministrativa artificiale, così definita e delimitata dopo la seconda guerra mondiale, ma sono le bioregioni a dar vita alle nostre mappe territoriali (Bassa Friulana, Isontino, …), che poco hanno a che fare con la geografia istituzionale. Bioregioni, ovvero quelle unità territoriali, spesso sfuggenti, di difficile delimitazione, non coincidenti con l’ufficialità delle regioni, caratterizzate da una certa affinità ambientale, storica, linguistica e culturale; al loro interno è/era possibile percepire “un senso di identità” comune, ben lontano da quell’identità istituzionale o campanilista, leghista, conservatrice, razzista con cui possono essere confuse. Pensare per bioregioni equivale, quindi, ad avere una mappa territoriale ed una sensibilità diverse, indispensabili per sviluppare un approccio ecologico-sociale del territorio. E’ anche a questo tipo di sensibilità che attingiamo nelle lotte, tutte, anche quelle degli altri ed in particolare nelle lotte No Tav di questi ultimi anni. E’ per questo tipo di sensibilità che lottiamo contro lo sterminio dei territori.

(Sul bioregionalismo e sul rischio di infiltrazione delle destre in questa teoria geo-politica, si veda qui!)

Dal locale al globale e dal reale al virtuale … eccoci qua, nella rete, in Ecofemminismo, dove, nel 2001, abbiamo cominciato a costruire i nostri percorsi ipertestuali; uno spazio html, parte di un sito più vasto, www.ecologiasociale.org, del quale abbiamo condiviso il progetto ed in cui abbiamo sviluppato il nostro ipertesto ecofemminista fino al 2009. E’ in  http://dumbles.noblogs.org/, che nel 2009 abbiamo continuato il nostro percorso, cercando di aggiornare ed implementare, quasi quotidianamente, contenuti, temi, denunce, ribellioni, punti di vista … ed è  in questo blog che stiamo tentando di recuperare il “vecchio” ipertesto html, che sicuramente renderà il percorso più …. come si suol dire, tridimensionale, ipertestuale, organico. Facciamo parte di reti, quelle più affini, libertarie e femministe, non per rimanerne intrappolate, ma per creare libere sinergie, punti di interconnessione che ci completino e rafforzino.

Nella globalità del web, nella complessità dell’esistente, nella lotta dei movimenti, nei nostri corpi, nelle complicità, nelle solitudini, nelle differenze, nelle maternità, nelle difficoltà di ogni giorno … Noi siamo qui.