Barzelletta

Ma anche questa l’avevamo già sentita.
Ah sì! Nel lontano 1971 quando in America Ananda Chakrabarty, microbiologo indiano allora impiegato alla General Electric Company si presentò all’ufficio dei brevetti e dei marchi registrati  per chiedere la registrazione di un batterio geneticamente manipolato con lo scopo di mangiarsi le chiazze di petrolio negli oceani.
Poi quella del batterio che mangia il petrolio l’abbiamo risentita più e più volte nel corso di questi trentanove anni e thiè, ce la cucchiamo di nuovo con il Mycoplasma laboratorium di Venter.
Oggi cadrebbe pure a fagiolo; come gli enzimi che ci sturano il water, potrebbe essere spedito a rendersi utile là nel Golfo del Messico dove la tecnologia umana se ne è fregata della sicurezza e della vita circostante; ha provocato il disastro e non sa ancora come porvi rimedio.
[Ah!, Anche se non se ne sente più parlare, il petrolio continua ad uscire, al ritmo di 25.000 barili al giorno, se stiamo alle stime del Wall Street Journal; 150.000 barili al giorno(20.250 ton) se prendiamo per buone le stime della stessa BP circa le potenzialità della piattaforma collassata].
Dunque la vita artificiale orientata alle buone cause.
Questa è come quella degli OGM che dovevano eliminare la denutrizione e la fame nel mondo.
Lasciapassare usurati per una scienza decrepita avvitata su una autoesaltazione ipertecnologica in corsa autoreferenziale nel suo LHC e in autoerotismo molecolare da smania del creatore. E poi, non dimentichiamo le ricadute sul mercato.
Craig Venter è un buon rappresentante di tutto questo; il ricercatore imprenditore che ti metteva per 712.000 dollari il tuo DNA su CD ; Venter  è figlio del matrimonio fra scienza e mercato dove la sua cellullina assemblata grazie a potenti computer è la migliore dote per un futuro che da oggi non sarà più quello di una volta.
Superati gli incontrollabili e talvolta ingovernabili OGM con il loro retaggio ancora naturale; quelle chimere che non hanno mai suscitato grandi simpatie. Qui la creatura si può congegnare dalla a alla z e non farà scherzi, farà quello che noi vogliamo.
Sono lontani i tempi di Chakrabarty quando pur di brevettare il vivente lo si trattò come un composto chimico inanimato;  sostenendo che “il fatto che quei microrganismi fossero vivi non aveva alcun significato legale”. Sono così superati tutti i problemi di brevettabilità perché l’organismo è genuinamente artificiale.
Made in laboratory by la scienza del fare. Fare per capire; d’altra parte, non è vero che riusciamo a capire davvero soltanto ciò che siamo in grado di creare?
Avevamo due grandi progetti: trovare la particella di Dio e l’elan vital, the current of life; con Venter ci siamo avvicinati a capire il secondo: come fare per creare.
Bene. Ci chiediamo quando la scienza si applicherà altrettanto seriamente a capire come si sia fatto a distruggere il pianeta dove la vita, guarda un po’ si creava da sola e, soprattutto, quando si applicherà a pensare come rimediare, naturalmente prima che sia troppo tardi; che la barzelletta del mycoplasma che si mangia il petrolio non fa ridere nessuno.

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