L’inno di Mamonti

L’osservazione viene facile, ed eccola pronta dal lato B della lega, quello populista, che osserva che durante questo duro periodo di crisi il parlamento si preoccupa di imporre l’insegnamento dell’inno di Mameli nelle scuole.
L’altro giorno, oltre a questo il parlamento ha anche deciso che il 17 marzo sarà il giorno dell’Unità d’Italia e che nelle scuole di ogni ordine e grado si dovranno organizzare “percorsi didattici e incontri celebrativi” per “riaffermare e consolidare l’identità nazionale attraverso il ricordo e la memoria civica”.
In effetti è vero, fa veramente senso… questo rigurgito tardo o neo fascista nelle scuole mazzolate e tartassate da schiere di ministri della pubblica distruzione.
Sia chiaro, non fa meno senso la fuffa leghista con la sua scuola verde Adro ed il suo italianissimo e nazionalissimo vizietto di casta ladrona….
In realtà, pare proprio che questo governo tecnico, stia tecnicamente congegnando un sistema simildittatoriale in cui ormai è evidente, le proteste non addomesticate sono duramente represse, si denuncia e si arresta a puro scopo intimidatorio e nelle scuole ormai con forte composizione multietnica si esalta l’appartenenza nazionale… chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori e chi non è con noi è contro di noi.
Poi il perchè lo spiega bene il solito PD a chiusura del quadro:  “Con  questo ddl – ha detto il senatore del Pd Antonio Rusconi – alle scuole è affidato un compito importante: recuperare e rinnovare le radici di una Nazione, dei sacrifici compiuti e di quelli che si è ancora disposti a compiere insieme”… ecco dei sacrifici che si è ancora disposti (sic!) a compiere insieme… cioè noi.

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