Archive for the ‘GenderAzioni’ Category

Trans formers

domenica, dicembre 27th, 2015

genderazioni3Il capitalismo è onnivoro. Il capitalismo si può nutrire di praticamente qualunque cosa esista, reale o virtuale che sia.   Nessun altro sistema vivente riesce a tanto.
E’ uno degli aspetti che lo fanno durare tanto a lungo; la sua capacità di fagocitare e convertire in denaro anche ciò che si pone come critica o minaccia al suo ordine.
Ingurgitare e rimettere in circolo, tutto e anche il suo contrario con un metabolismo senza peli sullo stomaco.
Bisogna capire questo e ci vuole una certa fatica per starne fuori.
Qualcosa sul movimento transgender scritto da Ray Filar in questo interessante post. Buona lettura.

Gli ossessionati del gender

lunedì, settembre 14th, 2015

genderazioni1Solo una cieca ossessione e un fanatismo integralista possono spingere a sostenere una campagna come quella contro una fantomatica “teoria gender” che, in alcune scuole del comprensorio di Trento, si concretizza semplicemente come educazione alle relazioni di genere.
Questo giro, poi, gli invasati del “maschio e femmina Dio li creò”, a corredo della loro campagna anti-gender, hanno scelto un’immagine, che alla loro stupida ottusità, probabilmente voleva rappresentare i danni che la nefasta teoria arreca agli adolescenti.
Solo che il volto ritratto nella foto è quella di Leelah Alcorn, trasgender, suicidatasi a 17 anni perchè il mondo intorno a lei, ad iniziare dai suoi genitori, non ammetteva né permetteva che un corpo di ragazzo possa sentire un’identità ed una sensibilità altra da quella biologicamente determinata.
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Ciao Leelah

martedì, dicembre 30th, 2014

integralismi39L’ultima violenza che ci possono fare è quella di quando siamo mort* e allora la famiglia, la società, la chiesa… tutti quelli che fanno le norme alle quali ti devi conformare, vogliono l’ultima parola su quella che è stata la tua vita, cioè che sei stat* tu.
Leelah, prima di suicidarsi ha spiegato bene le violenze subite; l’ultima, che lei non può raccontare è quella dei media che parlando della sua morte: la sua via di uscita da un’identità negata, di ragazza intrappolata in un corpo di ragazzo, continuano a nominarla al maschile; insipienti e ottusi, insensibili rispetto alla sua lettera che pubblicano più sotto e che si chiude con un disperato “sistemate la società. Per favore”.
Sì, sistemiamola perchè il corpo che ci appartiene non può esserci cucito addosso come la nostra peggior prigione.

Rosaria

lunedì, aprile 21st, 2014

femm62Oggi, tornando a leggere di Rosaria Aprea, delle botte ricevute, di nuovo, dall’ex compagno, siamo tornate a rileggere, qua e là, delle sue vicende attraverso le quali anche noi l’abbiamo conosciuta.
Picchiata dal compagno nel 2013 al punto di vedersi spappolata la milza, poi asportata e rioperata per una grave emorragia interna, disse che lo perdonava, che avrebbe voluto tornare con lui.  Poi, intervistata in questo o quel programma, disse anche altre cose,  cose ambivalenti ed oscillanti tra perdono, denuncia, amore, ribellione.
Ma siccome era il periodo della campagna governativa del ddl contro la violenza di genere, della denuncia obbligata, dell’autoconsegna alla tutela giudiziaria, allora, Rosaria ed il suo perdono fecero scalpore e  molt* ne parlarono sottintendendo che faceva male, molto male a mantenere quell’atteggiamento.
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Come sono belle

martedì, febbraio 18th, 2014

integralismi36come sono belle le persone che vogliono essere normali rispetto a loro stesse!
Oggi abbiamo incontrato Harnaam Kaur, cioè la sua storia. La riportiamo da qui dove la collocazione dell’articolo è leggermente, ma solo leggermente meno odioso che in altri siti o blog anche italiani.
Non c’è nessuno che comunque abbia collocato la “notizia” fuori da un contesto di “casistiche” e “fenomenologie”  o con inserti “See also”, “Leggi anche”… su altre donne barbute, uomini che si infilano cose nella barba, e “curiosità” varie. Naturalmente c’è tutto un prologo di comprensione verso la ragazza che deve difendersi dai bulli, che trova copertura nella religione Sikh…ecc.,  ma la conclusione con le parole di Harnaam sono magnifiche: “Tutto quello che conta in questo momento è che io ami me stessa, la mia barba, i mieiti tatuaggi, le mie cicatrici e le mie smagliature, le mie imperfezioni. Voglio che le altre donne trovino la forza che ho trovato io». E sono parole belle, per tutte.

Genetico, epigenetico o chi se ne importa

lunedì, febbraio 17th, 2014

noisiamoqui343Navigando troviamo questa notizia: “Gay si nasce? Lo studio: “L’omosessualità è influenzata dai geni 3 volte su 10“, poi vediamo che  l’ha commentata anche Monica Pepe qui.
Insomma si tratta della ricorrente voglia di determinare il “meccanismo” in azione per l’omosessualità: sono i geni,  non sono affatto i geni, è una questione epigenetica, ormonale, ambientale e via discorrendo.
Siamo convinte che se in questa società le diversità di ognun* invece che essere la devianza dalla normalità fossero “normalità”, non ci sarebbero tanti studi in merito, e quelli intrapresi per un genuino gusto di capire chi siamo e da dove veniamo, non susciterebbero consequenziali strumentalizzazioni, programmi aberranti di diagnosi e cura, schedature e odio; sarebbero il gustoso piacere del  sapere che fuori dai moralismi, dai pregiudizi, dalla normalizzazione non può far male.