Archive for the ‘Femminismo’ Category

3 agosto: giornata di solidarietà e lotta con le donne yazide

mercoledì, agosto 2nd, 2017

Condividiamo l’appello lanciato dalla Conferenza Internazionale delle Donne Yazide. L’appello è per una giornata internazionale di iniziativa contro il femminicidio nel ricordo del genocidio perpetrato dallo stato islamico (IS) sulla popolazione yazida della città irachena di Sinjar.

Le donne sono quelle che hanno subito di più la deportazione con stupri, torture e schiavitù sessuale e con il femminicidio come elemento portante del genocidio finalizzato all’annientamento di tutta la comunità.

Così, nell’indifferenza e spesso nella dimenticanza, si ripete nella storia l’uso del femminicidio come strategia politica, come arma utilizzata a fini di terrore, sradicamento, epurazione etnica.

Karima Guenivet ci aiuta a ricordare: Durante l’invasione del Kuwait da parte dell’Iraq nel 1990 più di 5000 donne kuwaitiane sarebbero state violentate. Dal 1991 iniziano le ostilità nella ex Jugoslavia, così come inizia non solo l’uso dello stupro, ma anche delle gravidanze forzate, a fini di epurazione etnica. Nell’aprile 1994 lo stesso schema si ripete in Ruanda, dove, secondo i rapporti dell’Onu, circa 50000 donne sarebbero state violentate, torturate, mutilate o uccise. In Algeria e in Afghanistan altre donne subiscono la stessa sorte, non più in nome di una politica di epurazione etnica o di una volontà di sradicamento, ma in nome della jihad. (altro…)

Solidarietà a Non Una di Meno – Pisa

giovedì, maggio 25th, 2017

Questa è la notizia che riprendiamo da Dinamo Press: Alle 8:00 circa di stamattina, a Pisa, polizia e digos hanno sgomberato la Mala Servanen Jin Occupata – Casa delle Donne che combattono, spazio femminista aperto l’8 marzo a seguito della giornata di sciopero delle donne, che ha visto a Pisa un corteo partecipatissimo invadere le strade della città.

L’ex centro di accoglienza di via Garibaldi è stato sottratto dallo stato di abbandono in cui era lasciato dal Comune di Pisa e dall’Usl per divenire luogo di discussione, ascolto e aggregazione attorno ai temi della salute e dei servizi, caratteristici del percorso Non Una Di Meno.
“Una Casa dove noi donne che ci ribelliamo ad un sistema di servizi sociali autoritario possiamo trovare soluzioni stabili alle nostre emergenze socio-abitative, liberandoci da giudizi e umiliazioni, dal ricatto di perdere i nostri figli o i pochi sussidi da elemosina.”
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Mai state pacifiste

lunedì, maggio 8th, 2017

Come non condividere questo importante ed illuminante scritto di Dilar Dirik?

Il pacifismo – o passivismo? – femminista (Dilar Dirik)

Domani è la giornata internazionale delle donne. Di fronte all’ondata sempre crescente di femminicidi, violenza sessuale e cultura dello stupro, dobbiamo affrontare la questione dell’autodifesa delle donne.
Quando alcune donne bianche celebrano la non violenza dei cortei delle donne contro Trump, per poi posare di fronte alla macchina fotografica con i poliziotti, quando la violenza per mano di quest’ultimi colpisce nello specifico soprattutto persone di colore, quando i nazi-punchers (chi risponde con un pugno a un nazista) vengono accusati di essere uguali ai fascisti, quando le femministe in situazioni di relativa sicurezza accusano di militarismo le donne militanti del Medioriente che devono far fronte alla schiavitù sessuale dell’Isis… dobbiamo problematizzare il concetto liberale di non violenza che lascia da parte i sistemi di potere e i meccanismi di violenza strutturale che vi si intersecano. (altro…)

Fertility day: figliare figliare figliare!

giovedì, settembre 1st, 2016

femm66Ieri abbiamo letto del Fertility Day lanciato per il 22 settembre dalla ministra Lorenzin.

Poi abbiamo letto le tante e varie critiche a questa oscenità.

Oggi la ministra dice che se la campagna non è piaciuta, si tratterà solo di rimodularla.

Perciò la ministra insiste con questa iniziativa che non è brutta per come è fatta, ma soprattutto perchè è fatta. (altro…)

Fini per altri fini

martedì, agosto 23rd, 2016

Antipatie27C’era un articolo di Massimo Fini sul Fatto Quotidiano di sabato che prendiamo a prestito perchè ci sollecita un pensiero che ci sta a cuore.

L’articolo lo si trova anche qui, nel magazzino degli scritti dell’autore.

Dopo una lunga prolusione in musica, “il nostro” mette in scena le paure ed i disorientamenti coniugati nella prospettiva politica fascio-destrorsa di chi mal sopporta omosessuali, donne autodeterminate ed immigrat* perchè minacciano l’integrità e l’esistenza del solito maschio bianco occidentale.

Insomma, un po’ di schifezzuole condite con un citazioni musicali per arrivare ad evocare la fifa per il calo della “natività” occidentale, così la chiama lui, scesa a livelli bassissimi mentre Gli altri, quelli che tanto temiamo, fanno figli come conigli ed è impensabile di spazzarli via tutti a colpi di droni. Prima o poi ci sommergeranno. (altro…)

Integrazione disintegrata

domenica, agosto 21st, 2016

femm65Dice Merkel che il burka è un ostacolo all’integrazione.

Perchè, supponiamo, nel suo pensiero, ma anche in quello di tant* altr*, l’integrand* dovrebbe assomigliare, assumere, essere come o uguale all’integrat* .

Perciò supponiamo che l’integrazione debba passare per la demolizione dell’identità propria e dell’assunzione dell’identità altrui.

Tutto questo discutere su burka, burkini, velo e non velo (o qualsiasi altra connotazione religiosa, culturale, sociale) ci riporta di fatto a questo: chi vuol essere integrat* deve sostanzialmente assomigliare a noi integrator* ed integrati*

Cosa impossibile, ovviamente.

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Lezione di femminismo, … e molto di più

domenica, novembre 9th, 2014

fonte: http://www.retekurdistan.it/

Salvavita

venerdì, agosto 29th, 2014

femm64Sì, è vero, dire sempre la verità è una gran cosa, ma le bugie delle volte ti salvano la vita.
Nel senso che ti permettono di sfuggire, se pur con l’inganno, dalle grinfie di chi ti vorrebbe assolutamente conforme ai suoi progetti, alla sua morale, alle sue tradizioni precipitandoti in conflitti duri, talvolta drammatici.
E’ bella questa storia autobiografica narrata da Nadia P. Manzoor; a lei le bugie hanno permesso di mettersi in una terra di nessuno, fuori dalla tradizione di famiglia e dagli input socio culturali, in osservazione ed in ascolto delle proprie propensioni per poter arrivare alla verità che più conta: a non ingannare se stessa.
Nel sistema dell’apparire e dell’obbedire la menzogna è strutturale; è l’attribuzione di identità, dentro o fuori la tradizione …. e perciò riguarda tutte.
Qualche onesta bugia per prendersi il tempo di dire che noi siamo quello che vogliamo noi.

Fai la cosa giusta

domenica, luglio 27th, 2014

femm63che poi è la cosa più difficile. Che poi la cosa da fare, intanto, deve essere “giusta” per sé.
Noi potevamo essere e dirci “femministe” perchè era (e in parte lo è ancora) la dimensione psichica, fisica, etica o che altro… che ci fa sentire bene; è il nostro modo di interpretare il mondo.
Ma è il “nostro” modo, a sua volta declinato in “ecofemminismo”; ed anche questo è il “nostro” ecofemminismo; cresciuto sulla nostra esperienza e sensibilità…
Oggi leggiamo di questo “Women against feminism” riportato da Repubblica ed argomentato e commentato qui da Eretica.
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Rosaria

lunedì, aprile 21st, 2014

femm62Oggi, tornando a leggere di Rosaria Aprea, delle botte ricevute, di nuovo, dall’ex compagno, siamo tornate a rileggere, qua e là, delle sue vicende attraverso le quali anche noi l’abbiamo conosciuta.
Picchiata dal compagno nel 2013 al punto di vedersi spappolata la milza, poi asportata e rioperata per una grave emorragia interna, disse che lo perdonava, che avrebbe voluto tornare con lui.  Poi, intervistata in questo o quel programma, disse anche altre cose,  cose ambivalenti ed oscillanti tra perdono, denuncia, amore, ribellione.
Ma siccome era il periodo della campagna governativa del ddl contro la violenza di genere, della denuncia obbligata, dell’autoconsegna alla tutela giudiziaria, allora, Rosaria ed il suo perdono fecero scalpore e  molt* ne parlarono sottintendendo che faceva male, molto male a mantenere quell’atteggiamento.
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Le quote rosa vanno in bianco

lunedì, marzo 10th, 2014

femm61La politica istituzionale in Italia ha un che di grottesco tutto suo, particolare.
Questa delle quote rosa ne è un esempio.
Oggi 90 deputate si sono presentate al lavoro in bianco a sostegno della norma sulle quote rosa che avrebbe dovuto essere inserita nella legge elettorale.
A quanto pare poi, le quote da assegnare non erano nemmeno fifty fifty, ma 60 per lui e 40 per lei!
Quindi, non solo l’umiliazione di dover ammettere che le donne vanno considerate per legge; ma pure per legge che tira al ribasso.
E poi, anche la norma al ribasso, nel segreto dell’urna viene bocciata! A dimostrazione che un conto è il quaqqauraquà su donne democrazia diritti e un altro il culo sulla poltrona.
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Kapitale umano

lunedì, febbraio 24th, 2014

noisiamoqui344Ieri l’Istat ha diffuso i dati su quanto valgono le rotelline del sistema che dovrebbero far marciare la baracca.
Loro lo chiamano “capitale umano”, e già con questo ti danno l’idea di che cosa sei dentro questo contesto; contabilizzato/a per il reddito che produci, che poi, per loro, corrisponde a quello che vali.
E pure ci dicono che le donne valgono di meno. Sai che sorpresa!
Valgono di meno perchè producono non ‘market’ cioè generano beni e servizi ceduti e fruiti gratuitamente, quello che noi chiamiamo lavoro di cura e lavoro domestico. Nello stock totale di capitale umano perciò le donne valgono metà di un uomo, -e sono dati del 2008-; quando ancora la crisi  non ci aveva rispedite a casa a generare ancora di più fuori mercato beni e servizi fondamentali e gratuiti che abbasseranno ancora di più il nostro valore di mercato.
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Un Popò di memoria

venerdì, febbraio 7th, 2014

femm60Le Pari Opportunità del consiglio regionale del FriuliVeneziaGiulia  hanno in piedi un progetto di Archivio della Memoria delle Donne; come lo descrivono loro: “il progetto promuove la conservazione della storia delle donne della regione: testimonianze scritte spesso abbandonate, disperse e frammentate. Il periodo storico interessato va dal dopoguerra ad oggi.”.
C’è una scheda di adesione al progetto attraverso la quale si aderisce e si mette a disposizione notizie, accessi ecc.  al proprio archivio.
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Contributo per la Coordinamenta

lunedì, dicembre 16th, 2013

 

femm59Nell’impossibilità di essere presenti all’incontro “Questioni di genere nella sinistra di classe” organizzato da Coordinamenta Femminista e Lesbica a Roma sabato 14 dicembre, abbiamo pensato un  contributo di riflessione e discussione che abbiamo mandato alle Coordinamente proponendo una specie di percorso di lettura in quattro tappe da problematizzare, disarticolare, decostruire insieme a tutte le donne presenti.
Il filo conduttore di questo percorso è la condizione di prigionia ma anche ciò che è possibile sviluppare in questa condizione per resistere alla reificazione, all’annullamento, alla morte in vita e addirittura le forme evolute di relazione, di solidarietà e di condivisione che proprio vivendo questa condizione si possono inventare e praticare (forme spesso più evolute che nella vita “libera” di fuori).
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Culicidi

venerdì, dicembre 13th, 2013

femm58Sarebbe Culicidae, la famiglia delle zanzare, ma ci va bene italianizzato per via di un’altra assonanza per accennare ad una trasmissione, quella di Radio24 “La zanzara” che sembra essere specializzata nell’estrapolare il peggio possibile dalle persone che intervista. Oppure è specializzata nel trovare persone che hanno soltanto il peggio da dire sicchè si ascolta, si polemizza, si discute a livello di culicide; tre gangli nervosi sì e no.
Oggi leggiamo delle esternazioni di quella meraviglia di Mirigliano,giornalista del Tg3 quella di “Sposati e sii sottomessa” che aggiunge altre perle programmatiche per la vita delle donne, tipo: se sei incinta devi essere costretta a partorire.
Come si eserciterà la costrizione, non è dato sapere; in ogni caso abortire deve essere proibito e non parliamo poi delle relazioni omosessuali; -sia lode a Putin- perchè i gay sono geneticamente modificati.
Parole di donna dop. Punture di zanzara: o ti gratti o tiri il flit.

Come i panda

mercoledì, agosto 28th, 2013

femm57Ma davvero vogliamo essere una specie protetta?
Va bene che per farci calare nel ruolo certe pubblicità progresso per sensibilizzare l’opinione pubblica contro la violenza rappresentano spesso la donna con l’occhio nero…. Però, dopo che abbiamo capito urbi et orbi che il problema esiste, -che perfino il papa,  se gli scrivi che sei stata stuprata ti solidarizza-; che  la violenza, e le molestie ed il sessismo ecc. ecc. non si dovrebbero fare…. che fàmo?
Auspichiamo che ci sia creato un mondo a parte, off limits ai malintenzionati, con targhetta sulla porta for “damen” come nei cessi e come hanno pensato di fare su certi convogli delle ferrovie tedesche ed austriache?
Sarebbe piacevole sì, essere indisturbate, e non solo in viaggio; sempre, possibilmente.
Perciò non è il vagone rosa che deve essere creato, è tutto il resto del treno che deve darsi una sistemata.
Non ci è mai piaciuta questa politica ruffiana di parcheggi, vagoni, o seggi… insomma di piccoli mondi a parte.
Che poi si sa, le specie protette sono deboli, fragili e soprattutto hanno bisogno di protettori; insomma, niente da fare, questo treno  corre sempre sugli stessi binari del patriarcato.

La fica e il braccio di Dio

martedì, luglio 23rd, 2013

femm56L’anteprima è nel titolo: “Spende 200 euro al primo appuntamento ma lei non gliela da: ragazzo la denuncia ai carabinieri“;
il succo è nell’occhiello: Lui le paga il cinema, ristorante e drink, ma lei non se la sente. Incredibile e triste la dichiarazione: “E’ uno schifo, se Dio ti ha fatto la f**a è perchè la devi dare, sennò ti faceva un altro braccio!”.
La controdeduzione assertiva,  a parità di linguaggio e asterischi è che se Dio ha fatto la f**a, ammesso che sia stato lui a farla, ci si fa quel ca**o che pare e piace e perciò il braccino in più non serviva.
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Acqua di SELtz

venerdì, aprile 12th, 2013

femm54Prendete l’immagine qui a fianco; l’estetica e bucolica immagine botticelliana a corredo di un tema  alquanto complesso ed articolato come quello del “dominio” su donne e natura; focalizzate in particolare il tema “violenza sulle donne”; mettete tutto nella prospettiva dell’ecofemminismo ed avrete costruito, se pur non benissimo, un “modulo” non convenzionale di dissertare sull’argomento che dopo tanti femminicidi sembra essersi posato sui padiglioni auricolari della “gente comune”.Poi provate ad immaginare quali figure potrebbero esporre su questo tema a partire dal concetto di “dominio” e poi andate a guardare la seconda parte della locandina

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Sagesse oblige

lunedì, aprile 1st, 2013

femm53Apriti cielo! Napolitano nomina 10 saggi tutti maschi e nessuna femmina.
Ravera si indigna e Zanardo chiede la nomina di un’altra decina di sagge femmine.
Che è ora di finirla,ci vogliono le donne!
Ci chiediamo di che genere fossero le tecniche Fornero, Severino e Cancellieri nominate in ministeri di non poco conto (e i risultati si vedono….), di che genere fossero quelle altre pidielline o quelle piddine ecc. e vorremmo risparmiarci i nomi che ci viene da ridere.
Si può pensare a donne sagge, più sagge, in una grottesca scala di saggezze di genere?
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8 marzo

venerdì, marzo 8th, 2013

femm528MARZO – Donne, non accettate mimose dai politici!
Potrebbero averle pagate con i vostri soldi!!

Già…; se vi sono arrivate da  Kocijancic, capogruppo di Sel in regione, sicuramente sì perchè esso stesso si è dichiarato colpevole di aver commesso peculato con il fiore simbolo della festa della donna.
Altri consiglieri, –Les miserables-,qui in regione si sono fatti rimborsare anche l’acquisto delle scarpe, sicchè chi è a corto di argomenti si fa la campagna elettorale tutta di rimblazo sulla trasparenza; Debora docet, e le scarpe tentano di farle a noi con il TAV ecc. che,  -pecula o specula-, la politica, quella lì, è proprio una presa per il culo…per dirla alla Grillo.
Ma sì, possiamo anche fare a meno delle mimose, e, già che ci siamo, anche di Grillo, del governo e del papa!
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