Archive for the ‘Noi siamo qui’ Category

Io sto con Maya

lunedì, giugno 19th, 2017

Riprendiamo e condividiamo da Radio Blackout:

Nella notte tra l’8 e il 9 giugno Maya, 19 anni, mentre sta tornando a casa dopo una serata ai murazzi di Torino assiste a un controllo della polizia su due ragazzi e quindi si avvicina per capire costa sta succedendo. Al suo “troppo interesse” corrisponde immediatamente la risposta innervosita degli agenti che la identificano e minacciano di farle passare la notte in carcere. Nella centralissima Piazza Vittorio, Maya viene sequestrata dagli agenti e portata nella caserma di Via Veglia. In macchina tira fuori il telefono per avvertire la famiglia e gli amici ma la polizia inchioda e le storce un braccio e leva il telefono. In commissariato viene riconosciuta come una militante politica e ricominciano quindi gli abusi degli agenti che iniziano a insultarla, la zittiscono e le urlano addosso. (altro…)

Denuncie per chi denuncia

mercoledì, febbraio 1st, 2017

Il 7 gennaio si era svolta a Gorizia, davanti alla prefettura, un presidio contro la proposta del ministero dell’interno di aprire un CIE in ogni regione.
Per il Friuli si tratterebbe della ri-apertura di quell’oscena esperienza di reclusione e deprivazione di ogni diritto che è stato il CIE di Gradisca.
E’ quindi anche contro la sua riapertura che si è manifestato ricordando e leggendo le testimonianze dirette di quelle persone che lì vi erano rinchiuse.
Ebbene, la semplice lettura di una lettera, sembra aver costato a Sara, la compagna che l’ha riportata, una denuncia da parte del sap sindacato di polizia.
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L’accoglienza per Sandrine

martedì, gennaio 3rd, 2017

Nell’epoca della post verità l’accoglienza è, come titolano sul blog Hurrya, qualcosa che segrega ed uccide.

Così è morta Sandrine, in questo contesto dove una parola che dovrebbe significare rifugio e protezione è in realtà tutt’altro.

Questo hanno denunciato le proteste delle persone del centro per richiedenti asilo di Conetta, in provincia di Venezia.

Quello che sono e come vengono gestiti questi centri è tutto ben documentato qui; sono la continuazione del grande business che i cie realizzavano alla grande sulla pelle de* migranti.

E dal momento che occorre fingere di dare una riposta ai deliri securitari, alle paure sempre opportunamente sollecitate che indicano in ogni migrante un possibile terrorista, il 2016 si è chiuso con la previsione dell’apertura di un centro di identificazione ed espulsione in ogni regione.

I cie erano dei lager; lo saranno ancora perchè chi li ripropone non può pensare nulla di meglio.

Perciò noi saremo sempre a contrastarli e combatterli.

Viva Rojava!

venerdì, settembre 2nd, 2016

noisiamoqui384Da Rete Donne Kurdistan. Riceviamo e condividiamo.

APPELLO DELLE DONNE IN SOSTEGNO AL ROJAVA CONTRO L’INVASIONE DELLA TURCHIA IN SIRIA

L’esperienza democratica di successo che donne e uomini stanno da tre anni costruendo in Rojava è oggi a rischio per via dell’invasione del nord della Siria da parte dell’esercito turco, avvenuta la mattina del 24 agosto attraverso l’occupazione della città di Jarablus. In questi anni, nel Nord della Siria e in particolare nella regione autonoma del Rojava, abbiamo seguito e supportato la crescita di un esperimento di democrazia diretta che si è posto come alternativa agli Stati-Nazione, al regime di Assad e alle forze dell’Isis, e che ha posto al centro del suo modello di società la liberazione e l’organizzazione autonoma delle donne (altro…)

Comunicato da Rete Kurdistan

lunedì, agosto 29th, 2016

 

Immagine realtiva alla campagna di boicottaggio della Turchia http://www.retekurdistan.it/%e2%80%ac-boycottturkey/

Immagine realtiva alla campagna di boicottaggio della Turchia
http://www.retekurdistan.it/%e2%80%ac-boycottturkey/

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Denunciamo l’aggressione della Turchia contro la rivoluzione democratica del Rojava e delle Forze Democratiche Siriane-Comunicato Stampa

Dopo l’invasione in territorio siriano e l’occupazione della città di Jarablus – avvenuta peraltro senza alcun combattimento, evidentemente concordata con le bande di ISIS – lo Stato turco e i suoi complici hanno avviato un’intensa aggressione contro le Forze Democratiche della Siria, contro il Consiglio Militare di Manbij, contro i curdi e gli altri popoli che vivono nella regione.

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Intanto Erdogan

mercoledì, agosto 24th, 2016

noisiamoqui382intanto Erdogan finge di combattere l’isis, e con la scusa di realizzare un campo per i profughi siriani offre ai jihadisti un rifugio sicuro per le cure, reclutamento e protezione.

Sono stati ampiamente riportati casi di abusi sessuali e traffico di esseri umani. Questi campi sono stati ampiamente studiati come luoghi dove l’AKP consapevolmente mobilita i rifugiati per il suo programma ideologico e politico.

Racconta e spiega bene tutto Dilar Dirik in questo scritto.

Poi Erdogan, sempre con l’alibi di combattere l’Isis, tenta di porre un blocco all’avanzata dei curdi siriani.

Raccontato e documentato molto bene in questa intervista da RadioOndaRossa.

Ricordiamocene quando si faranno analisi e commenti intorno allo spauracchiio del terrorismo del califfo.

L’ultima pallottola per Carlo Giuliani,

mercoledì, luglio 20th, 2016

noisiamoqui381 l’ha sparata Francesca Archibugi. Scrivendo questo: Carlo Giuliani oggi ha 38 anni. Lavoro, figli, giornate belle e brutte come tutti. Ride del ragazzino con l’estintore. Non è più estremista. E poi ancora questo: Sarebbe diventato il padre amoroso e comprensivo di se stesso, del giovane che era stato, se glielo avessero permesso.
I demoni, Dostojevskj

Le carogne e gli avvoltoi aspettano spesso la tua morte, soprattutto se sei ribelle, per costruirti intorno una storia addomesticata a loro uso e consumo.

Cara signora, inventi storie e stronzate buoniste per i suoi film, non scomodi Dostojevskj che non è il caso; se qui c’è un demone, è quello dei mistificatori, delle mistificatrici, ed è tutto suo.

*Qualcosa su Genova 2001

Centouno anni dopo

giovedì, giugno 2nd, 2016

noisiamoqui380Ci sono voluti cento anni più uno alla Germania per riconoscere il genocidio armeno da parte dell’allora impero ottomano. All’Italia, se pur con le solite sottili ipocrise, ce ne sono voluti solo ottantacinque.

In ogni caso la Turchia insiste con l’errore storico.

Ci è venuto in mente l’album del 2003 di Diamanda Galas Defixiones Will and Testament e i racconti riportati in questo post.

Una bella riflessione

mercoledì, maggio 25th, 2016

noisiamoqui379Una riflessione sulla solidarietà, soprattutto; sul chi, come e perchè e quindi anche su tutt* noi che guardiamo ad altr* dal nostro punto di vista.

Uno scritto di Dilar Dirik che riprendiamo da Da Kobane a noi che l’ha ripreso da Retekurdistan. Buona lettura

Sfidare il privilegio: solidarietà e autoriflessione (di Dilar Dirik)

Sfidare il privilegio: solidarietà e autoriflessione
(8 maggio 2016)La solidarietà non è carità a senso unico praticata da attivisti privilegiati, ma un processo multidimensionale che contribuisce all’emancipazione di tutti i soggetti coinvolti. L’autrice desidera ringraziare gli attivisti internazionalisti in Rojava, gli attivisti Kashmiri e Tamil, gli anarchici greci e in particolare Hawzhin Azeez per le loro reazioni, senza le quali l’articolo non sarebbe stato valido che a metà. (altro…)

Se Report non riporta

venerdì, maggio 13th, 2016

noisiamoqui378e soprattutto non riporta giusto ciò che succede a* profugh*, non fa informazione ma, come ormai la maggior parte dei mass media, fa disinformazione, falsificazione, strumentalizzazione e cose del genere legate al trattare la storia e la realtà come più conviene.

Tutto meno che informazione.

Si tratta della puntata di Report andata in onda l’8 maggio (qui il link della puntata http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-819676cb-24b0-4f24-97ff-6f928f47e6cc.html). (altro…)

A braccetto con l’Egitto

martedì, aprile 26th, 2016

noisiamoqui377

Oggi nella posta abbiamo trovato il testo che pubblichiamo qui sotto.

Leggetelo, è importante. Grazie alle femministe e lesbiche di Bologna che l’hanno scritto e anche a chi l’ha condiviso.

Amplifichiamo queste informazioni, in solidarietà con tutt* quell* che in Egitto combattono per la libertà.

La repressione brutale della dittatura del generale Al Sisi

Il popolo egiziano è sceso in piazza il 25 aprile per denunciare, non tanto la vendita di 2 isole strategiche all’Arabia Saudita ma soprattutto il brutale regime militare di Al Sisi. In vista della manifestazione del 25 Aprile al Cairo, il dittatore ha deciso di applicare delle retate massive per impedire alle egiziane ed egiziani di scendere in piazza. Ci sono stati più di 200 arresti negli ultimi giorni, le persone venivano prelevate dalle proprie case, mentre camminavano per strada o erano in un bar, di tanti non si sa dove li hanno portati. Sono stati torturati, avvelenati, violentate/i. Già durante la manifestazione del 15 Aprile, sono state arrestate 25 persone solo al Cairo, uno di loro è stato denudato per strada da sbirri in borghese e poi caricato su una camionetta e massacrato, altri hanno subito interrogatori coi servizi segreti e sono stati torturati. Purtroppo questi 25 arrestati sono ancora in carcere. Alcuni che sono stati arrestati prima della manifestazione sono stati rilasciati, con segni di tortura. Dopo il rilascio sono stati nuovamente arrestati, come nel caso di un ragazzo, che è stato ripreso mentre era in aeroporto e ora non si sa dove sia! (altro…)

Giulio e gli altri

martedì, febbraio 9th, 2016

noisiamoqui376Infine l’addio a Giulio non sarà un funerale di stato.
Almeno sarà risparmiata la grande girandola di dichiarazioni ipocrite sul “suo sacrificio che fa onore all’Italia”, mentre l’Italia stringe amabilmente le mani di quelli che con tutta probabilità sono gli artefici di quel buco nero che in Egitto negli ultimi mesi del 2015 ha inghiottito una media di tre persone al giorno.
Persone, spesso oppositori del regime, che secondo le forze dell’ordine potrebbero rappresentare “una minaccia alla sicurezza nazionale” e perciò prelevate, torturate e sistematicamente violentate e spesso sparite.
Ma Renzi ha definito Al Sisi “un grande statista” e perciò, più o meno sappiamo già come andrà a finire.
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Un silenzio assordante

sabato, febbraio 6th, 2016

noisiamoqui375Seguiamo, seguiamo, seguiamo “Da Kobane a noi” !
Perchè non possiamo non sapere quello che sta accadendo nei territori del Kurdistan, quello che sta facendo la Turchia nel silenzio totale e quindi con la vigliacca complicità dell’occidente.
A chi foraggia la Turchia perchè tenga bloccati i profughi in fuga dalla Siria non interessa nient’altro, e ci mette tutto l’impegno possibile per chiudere gli occhi davanti al massacro dei civili lasciati morire in uno scantinato a Cizre e sparati non appena tentavano di uscire.
Si chiama pulizia etnica, … ma per carità, occhio non vede… e il buio è come il sonno della coscienza.

Martina, Ornella e Valentina libere subito!

mercoledì, gennaio 27th, 2016

noisiamoqui374Nel giorno della memoria, in cui si ricorda del genocidio nazifascista contro il popolo ebraico, persone “diverse”, zingar* e omosessuali, giorno in cui si dovrebbe ricordare ogni altro genocidio, ci chiediamo che coscienza e che memoria si ha e si avrà del genocidio in corso in Europa ed intorno ad essa.
Martina, Ornella e Valentina il 23 gennaio erano a Calais per marciare dalla “jungle”, il campo profughi sgomberato alla città e chiedere il diritto alla mobilità e, tutto sommato, alla vita, per le persone che dietro di loro lasciano il genocidio della guerra e della fame.
La polizia però ha risposto con lacrimogeni, idranti ed arresti. Le tre attiviste residenti in Francia accusate di danneggiamento e di disturbo all’ordine pubblico, rischiano l’espulsione dal loro luogo di vita e di lavoro per effetto dello stato di emergenza vigente.
Noi siamo con loro, sosteniamo la loro liberazione e con loro ricordiamo questa incommensurabile vergogna che oggi come ieri vede in azione razzismi e fascismi mai trascorsi.
Oggi addizionati al capitalismo che privilegia gli affari e le merci e tanto micragnoso da requisire i beni che gli immigrati riescono a portarsi dietro come un tempo si prelevavano i denti d’oro.
E chi, come Martina, Ornella e Valentina grida contro questa oscenità, viene perseguit*.
Che ce ne facciamo della memoria?

Dal tetto

mercoledì, gennaio 20th, 2016

autodifesa1Oggi una ragazza di origini pachistane, abitante a Cervignano, bassa friulana, è salita sul tetto della sua casa come estremo atto di ribellione per il matrimonio al quale la famiglia l’aveva destinata. Qui la notizia.
I commenti sono quasi tutti orientati a sottolineare “la barbarie prossima ventura”, il “ritorno al medioevo”, e poi a parlare di gentaglia e ignoranza per poi scivolare, come di consueto nelle ormai solite, ma non per questo meno ripugnanti frasi razziste.
Sì, il matrimonio combinato, o forzato o riparatore sono “tradizioni” aberranti; di queste, non dimentichiamo che quello riparatore ha abbandonato la nostra civilissima civiltà e il nostro codice penale solo nel 1981….
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Dalla finestra

martedì, gennaio 19th, 2016

noisiamoqui373Qualcuno disse che il suicidio è una soluzione permanente ad un problema passeggero.
Già… Ma bisogna saperlo, averne coscienza ed una forza grande per poter superare il momento terribile che assolutizza un presente che sembra prospettare solo quella via di uscita.
E poi occorre percepire un filo di futuro; perciò la cosa sconvolgente e tristissima è che questo non sia a soli dodici anni.
Ma così sembra essere stato per la ragazza dodicenne che a Pordenone si è gettata dalla finestra.
Si è salvata, guarirà e probabilmente non riporterà danni permanenti.
Ne siamo felici.
Non altrettanto delle reazioni del mondo intorno.
Come spesso accade, la scuola non c’entra, la famiglia non sapeva e tutti guardano ad una legge sul cyberbullismo.
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Oggi 9 gennaio 2013

sabato, gennaio 9th, 2016

Oggi sono tre anni da che a Parigi furono assassinate tre donne kurde: Sakine Cansiz, Fidan Dogan e Leyla Söylemez. Tre donne che lottavano per la libertà loro e del loro popolo, assassinate con la responsabilità e collaborazione dei servizi segreti turchi.

Ma la memoria è ancora atrocemente scossa dalla morte di altre tre donne ad opera dell’esercito turco: Sêvê Demir, Pakize Nayır e Fatma Uyar.

Non si ferma la mattanza di Erdogan contro il popolo kurdo, mentre tutti guardano all’isis, l’esercito turco tortura e uccide nel silenzio e nell’indifferenza generali. (altro…)

Fantocci

sabato, gennaio 9th, 2016

noisiamoqui372Che cosa è il pignarûl, più o meno è spiegato qui; una ritualità con molteplici stratificazioni storiche e diverse interpretazioni. Noi per esempio, di anno in anno vi associamo le riflessioni che ci sembrano più urgenti (qui, qui e qui gli ultimi tre) e mentre ci siamo trovat* intorno al fuoco per ricordare l’enorme crisi ambientale che ci si para davanti, le guerre presenti e incipienti, le lotte dei popoli curdo e palestinese, le aspirazioni dei popoli e delle persone che aspirano all’autodeterminazione, in quel di Pradamano, due passi da Udine, ardeva un pignarûl con miliziano dell’IS fantoccio sul palo della pira.
Il caso è riportato sul giornale locale, nello stile del giornale locale, che ovviamente, stimola i soliti commentatori del giornale locale, quasi sempre e quasi tutti grezzi e islamofobi.
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Stile liberty

domenica, gennaio 3rd, 2016

noisiamoqui371Oggi leggiamo, dal post di Manlio Lilli, archeologo, su “Il Fatto quotidiano”, della vicenda di Villa Toppani a Udine; una bella villa liberty al cui posto sorgerà un parcheggio.
Se ne duole il Lilli il quale richiama i progetti di Pietro Fontanini presidente della provincia su tale sito che, a suo dire, sarebbe dovuto diventare la casa dei friulani.
Ce ne doliamo anche noi; un parcheggio è sempre una cosa più squallida di una casa, ed altrettanto squallida è la politica che abbandona il patrimonio storico e forse lo è anche l’idea della casa dei friulani maturata nella mente del presidente Fontanini.
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L’occhio del paDRONE

mercoledì, dicembre 23rd, 2015

Antipatie22A Udine è arrivato il drone urbano: terrà d’occhio gli angoli più nascosti della città, aumenterà la sicurezza dei cittadini e permetterà di bypassare ostacoli senza fatica, effettuando riprese dall’alto da mettere a disposizione di polizia e carabinieri.
Non bastavano, tra private e comunali, 700 telecamere, no.
Non bastavano perchè tanto investimento tecnosecuritario, per un verso è stato un flop, dal momento che i ladri agiscono col volto coperto o mettono fuori uso gli impianti; per l’altro invece, quando si deve tenere a bada la contestazione e la protesta, nulla è mai abbastanza.
Perciò quelli del Protocollo di videosorvegliare (e punire) hanno pensato bene di dotarsi del trabicolo spione… perchè non c’è intervento securitario che non metta al primo posto la sicurezza dell’esercizio del potere che deve sempre sapere chi sei e cosa fai soprattutto se gli fai contro.