Archive for the ‘Sessismo’ Category

Chi legittima chi

domenica, dicembre 10th, 2017

Eccolo di nuovo: Massimo Fini dalle colonne del Fatto Quotidiano di sabato con l’articolo “Stiamo legittimando le streghe nere” ad usare lo smaccato trucchetto del delegittimare donne e antifaacist* perchè, delegittimano sessisti, molestatori e fascisti e quindi, mostrandosi così intolleranti peccano degli stessi peccati che vorrebbero contestare.

Scrive lui: “Tira una brutta aria, di maccartismo, di caccia alle streghe, In Italia, in Europa, negli Stati Uniti. Dopo il ‘caso Weinstein’ si è aperta la caccia al ‘molestatore sessuale’. Non c’è uomo, soprattutto pubblico, politico, produttore, regista, attore, ma anche privato, su cui non aleggi l’accusa di stregoneria. E come ai tempi della Santa Inquisizione basta il sospetto perchè venga acceso il rogo. Non passerà molto tempo – sempre che la cosa non sia già in atto – perchè un qualche politico ingaggi dei Santi Inquisitori per rovinarne un altro.” (altro…)

Seghe leghiste

martedì, luglio 26th, 2016

Antipatie26La Lega si eccita in pubblico. Qualche battuta contro omosessuali, una bambola gonfiabile, e via, un orgasmo collettivo e tutt* content* .

Verde pisello si tira su come può dopo il flop da nord a sud delle amministrative. Smanettando sulle parti basse dei suoi membri.

A proposito di membri, quello che di nome fa Danilo Narduzzi, quando era consigliere e capogruppo in regione, ha fatto man bassa di soldi pubblici. Così dice la Corte dei conti.

Era quello che nei tg regionali della serva compariva a dire che gli extracomunitari non dovevano essere curati e poi per eccitare maggiormente il suo pubblico ci aggiungeva spesso la sveltina delle cure dentali gratis… ma che scherziamo??!

Altrimenti, come comprarsi profumi e balocchi?

Sega la lega.

Non siamo Colonia di nessuno

sabato, gennaio 9th, 2016

violsess116Eh già.
Tocca sempre ribadire questo principio, soprattutto a fronte si fatti come quelli accusati da molte donne la notte di capodanno a Colonia e, pare in altre città della Germania.
Parliamo di furti, molestie, aggressioni tutte agite sul terreno della violenza sessuale. Nei gironi successivi però, ben poco si è considerato e si è tentato di capire effettivamente quello che era successo; il focus sulla violenza contro le donne è stato subito soverchiato e sostituito da quello sugli immigrati e, come sempre in questi casi, si è messo in moto quell’altro meccanismo, quello strumentale, che ben conosciamo.
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Denigrare e punire

domenica, giugno 7th, 2015

Antipatie20Del percorso storico circa gli atteggiamenti di Maroni nei confronti degli extracomunitari, ci informa oggi Staffetta ricordandoci che Nell’estate del 2011 il ministro degli Interni Maroni lanciava un appello agli enti locali per accogliere quanti più migranti possibile e faceva requisire l’ex Residence degli Aranci di Mineo per l’accoglienza dei richiedenti asilo.
La prima tranche dell’inchiesta Mafia Capitale ha chiarito che il business sui migranti rendeva più della droga e la seconda, ha solo aggiunto che loro, i migranti, (e toh, guarda… anche gli zingari), erano una delle mammelle della mucca da mungere.
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Ce que soulève la jupe

martedì, maggio 20th, 2014

mio-il-corpo4… ciò che suscita la gonna, soprattutto se a portarla è un uomo.
In Francia, a Nantes se la sono messa dei liceali come loro modo di combattere o suscitare discussioni intorno al sessismo, in una campagna da loro stessi ideata e poi avallata, con tanto di bollino sulla locandina, dal ministero dell’educazione, dell’insegnamento superiore e della ricerca.
Una cosa semplice, forse approvata con paternalismo istituzionale, ma che con la gonna solleva questioni intorno alla libertà del vestire e dell’essere. Tutte cose che fanno incazzare bigott*, moralist* , fascist*.
Ve l’immaginate in Italia? Nicoletta Tiliacos sul Foglio si premura di scrivere che in questo c’è una sospensione del senso del ridicolo.
Da far cader le gonne ed anche le gonadi.

Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo

martedì, febbraio 4th, 2014

noisiamoqui339A leggere tutte le ultime vicende intorno  agli insulti sessisti rivolti a Boldrini e ad altre parlamentari di cui su Femminismo a Sud trovate ampie ed articolate analisi viene da pensare una cosa, ovvero che il sessismoe il suo contrario, l’antisessismo, sia diventato una sorta di gioco delle parti, un meccanismo che funziona quasi da solo;
da un lato per l’incapacità di declinare l’azione e la battaglia politica indipendentemente dal genere di chi la esercita, dall’altro per la volontà di chi riceve l’insulto, di trasformarlo in arma d’attacco politico utile ad occultare l’argomento di cui si dovrebbe discutere e nel contempo, (beata l’ora!) per sturare  le solite pulsioni securitarie.
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Brum brum…brum… vroooar

lunedì, maggio 27th, 2013

 

femm55La Repubblica è partita in quarta di tanto che è sensibile sull’uso e abuso del corpo femminile.

Le donne contestano la pubblicità schifida che reclamizza un motoraduno e il quotidiano ne pubblica per intero il comunicato. Bene.

Ovviamente trattandosi di moto, la cosa la trovate su Repubblica Motori.

Idem con task force

domenica, maggio 5th, 2013

 femminicidio60In questi giorni sono accadute molte cose che sarebbero state meritevoli di commento: donne uccise, ministre attaccate da frasi sessiste e razziste, attribuzioni e negazioni di deleghe politiche, richieste e negazioni di leggi restrittive e censorie…. insomma, nell’arco di qualche giorno, oltre alla tragedia di tre donne uccise in poche ore, abbiamo assistito ai “lavori politici” intorno a questa e ad altre “questioni” come alla lavorazione di una plastilina che sotto i nostri occhi ha assunto diverse forme, una specie di morphing nel tentativo di configurare una fisionomia che si adatti per quanto possibile a questo governo PD + / – L.

Ai femmincidi, cui va aggiunto forse il family mass murder di Sannicandro di Bari, ci aggiungiamo -per la cronaca e per l’analisi del “fenomeno”- (perchè non compreso nella rassegna nazionale), anche un altro femminicida tutto friulano originario di Latisana, reoconfesso per aver strangolato la sua compagna uruguaiana a Montevideo.

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Quando Anca dice No

mercoledì, gennaio 2nd, 2013

Le parole di cui si rivestono i sentimenti, si sà, sono in alta percentuale verbalismo affettivo, l’amore poi, non ne parliamo, ne usa tutte le sfumature, dalle più idiote, modaiole, stereotipate  e vuote, alle più pesanti e infine ricattatorie.
Soprattutto quando minacciano (e attuano) gesti come quello di quel tale che si è dato fuoco sotto la finestra della ex fidanzata perchè lei non ne voleva più sapere di rimettersi con lui.
Poi, al solito, i giornali, dopo il 25 novembre, tanto sensibilizzati (sic!) alle violenze contro le donne, sono pronti a riprendere e rilanciare la frase clou dell’abbandonato pentito dell’estremo gesto e cioè che è stato un errore perchè “… lei non vale tanto”.
Così il Corriere mette nel titolo questa frase che oltre che essere l’esplicitazione di un palese ricatto, è anche misogina e sessista.
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Fluido è bello

sabato, settembre 15th, 2012

Internazionale di questa settimana dedica un lungo articolo a bambin* che non si conformano verso il genere biologicamente dato o apparente che sia. In un mondo che forza, anche crudelmente, al rosa e al celeste ancor prima che la creatura sia messa al mondo, figuriamoci dopo…, loro sono dentro un’identità di genere fluida, irriducibile ai comportamenti socialmente previsti per l’essere maschio o l’essere femmina.
Ci piace pensare che questa meravigliosa fluidità, questo assecondare le proprie propensioni, dovrebbe essere la dimensione di tutt*, sicuramente il futuro evoluto della nostra specie.

Conferenze da sofferenza

giovedì, agosto 23rd, 2012

Donne e sofferenza?
Ribellione e resistenza!!

Leggete:
Se la depressione colpisce una donna, come reagisce chi gli sta vicino? Quando un uomo uccide la propria partner per gelosia, cosa pensiamo? Quando una donna è preda della droga, del gioco d’azzardo, del vizio, come ci comportiamo? Quando una donna è diversa dalle nostre aspettative cosa facciamo? E se non gli interessano gli uomini?
Allora, intanto ridiamo, perchè è il primo impulso che genera l’incipit patetico e sballato di questa iniziativa che qui di seguito commentiamo.

Ed ecco qua, che alla fine della stagione estiva, La Fattoria Didattica & Sociale Bosco di Museis, di Renato Garibaldi, dopo le serate sulle radici cristiane e celtiche della cultura di montagna curate da Paolo Paron (uno degli artefici dell’operazione Sbilfs e dell’invenzione e/o manipolazione delle tradizioni carniche a uso della nuova destra iniziata nei primi anni ’90), le riflessioni sugli stranieri con o senza dio gestite da un prete di fama (di) sinistra come Don Di Piazza, l’apologia degli imprenditori della montagna, persino la proiezione del film “Carnia 1944”, organizza la sua brava INIZIATIVA SESSISTA SULLE DONNE (ahinoi anche con alcune donne presenti che forse non hanno saputo leggere tra le righe e quindi non hanno capito l’importanza di disertare simili contesti).
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C’era una volta il maschilismo

venerdì, agosto 10th, 2012

che identificava il dominio di un sesso (ed un genere) su un altro… poi,  ragionando sulla complessità di quello che siamo, il discorso si è giustamente dilatato… qui alcuni appunti su sessismo ed antisessimo, per una riflessione che continua…

La sessualità è performativa, cioè produce possibilità di esistenza (e di identità) nel momento stesso in cui le mette in atto. Questo mi sembra è il contributo che le lotte di liberazione delle donne e delle soggettività glbtq hanno dato a tutt* noi, mettendoci di fronte ad uno scatto di sensibilità fondamentale. Da qui non si torna indietro.
Nel momento in cui io agisco la mia autodeterminazione, l’autogestione del mio corpo, del mio desiderio, della mia sessualità, invento posibilità di esistenza che diventano reali non solo per me. Il sessismo è la negazione di questa performatività, di questa creatività politica capace di cambiare le strutture carnali delle relazioni.
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Free Pussy Riot! Manifestazione e concerto benefit a Ljubljana 03/07/2012

venerdì, giugno 29th, 2012

Il festival femminista e queer Red Dawns/Rdece Zore, il festival City of Women/Mesto Zensk e la Lesbian-Feminist University di Ljubljana organizzano per il prossimo MARTEDI 3 LUGLIO una manifestazione e un concerto benefit in sostegno alle attiviste russe Pussy Riot!

Tutto il ricavato verrà devoluto per le spese legali delle attiviste (potete seguire gli aggiornamenti sul caso qui)
Programma:
Lunedì 02 luglio
ore 19.00 preparazione del corteo (striscioni, balaclave ecc) presso il Tiffany club (ŠKUC-Kulturni center Q, ACC Metelkova mesto, Ljubljana)
Martedì 03 luglio

ore 16.00 Presidio di protesta davanti all’Ambasciata russa Tomšičeva ulica 9 a Ljubljana
ore 21.00 concerto benefit con
Škrip Orkestra
,
Ludovik Material,
Iamdisease
Sentence
di seguito Dj-set  riot grrrl, new wave ed electropunk conTigresse & Sister presso il  Menza pri koritu (ACC Metelkova mesto, Ljubljana)

Free Pussy Riot!

+ info (altro…)

Violenza delle istituzioni: la lingua

lunedì, giugno 11th, 2012

Invitate all’incontro del 2-3 giugno: “Il personale è politico, il sociale è privato“, non potendo parteciparvi di persona, abbiamo contribuito con lo scritto qui sotto; una riflessione in progress inserita nella parte “La violenza delle istituzioni sulle donne”. Qui 1,2,3 gli atti dell’incontro.

Breve premessa
Abbiamo recentemente ripreso a riflettere sulla lingua, ma lo abbiamo fatto da un altro punto di vista. Nei primi anni ‘90 le nostre considerazioni prendevano le mosse dalla nostra lingua-madre (il friulano), cancellata dalla lingua “nazionale” imposta, cioè dalla lingua di stato: l’italiano.
[Qui un ns scritto del 1993 ] Oggi, pur ritenendo quell’aspetto, (che allora configuravamo come “lingue tagliate”, minorizzate, cancellate, attraverso un inesorabile processo di colonizzazione), molto importante ed ancora degno di analisi; tentiamo invece un altro approccio, di certo non esaustivo, che ha come perno la discriminazione sessuale che è codificata nella lingua a danno soprattutto delle donne e che quindi si configura come prima violenza istituzionale, la più profonda e forse la più difficile da affrontare. Tenendo quello che sbrigativamente si usa definire “sessismo linguistico“, come obiettivo di analisi, non ci soffermiamo sulle differenze fra lingua, logos, parola, glossa, idioma, dialetto, linguaggio ecc; usiamo questi termini in modo generico e sicuramente, delle volte, forse anche improprio, ne siamo coscienti, ci teniamo ancora ad un livello poco raffinato proprio perché quanto tentiamo di fare è una prima identificazione del contesto nel quale collocare quel fastidioso segno discriminante. Questo è un work in progress che raffineremo nel corso del tempo con la riflessione nostra e con i contributi di donne che già ci hanno lavorato, per mestiere o per passione e con tutte quelle che con noi vorranno rifletterci su. (altro…)

Mamma mia!

domenica, maggio 13th, 2012

Dunque marceranno i “pro life“, con quel nome che è già una trappola semantica; come se qualcun* potesse, per contrapposizione, essere “pro death”; come se  l’idea che la vita che viene da Dio non fosse altro che un atto di fede individuale,  come se tutto il vivente fosse ridotto e concentrato nelle cellule di un embrione.
Tutto è detto nel logo dell’iniziativa: una croce, un figlio, una figlia, un padre, una madre -incinta.
La croce proietta la sua ombra su una sorta di scudo crociato e i colori sono blu e rosso. Blu per i maschi e la croce, rosso per la madre e la figlia. Rosa e celeste sarebbero stati poco visibili. Qui tutto è più marcato. Perché marceranno gli integralisti fra gli integralisti, i fascisti fra i fascisti, i chierici  e Maria Pia Garavaglia.
E marceranno non a caso domenica nel giorno della festa della mamma.
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Sessismo

venerdì, maggio 4th, 2012

Laboratorio wiki

 

Senso e doppio senso

lunedì, aprile 16th, 2012

Eccone un’altra da aggiungere alla lista dei posti e prodotti da boicottare: la Rinascente.
Questi, per far pubblicità alla carta di fidelizzazione, obbligano le commesse ad appuntarsi sul petto la spilla con su scritto: “Averla è facile. Chiedimi come”. Doppio senso sessuale; tutta bava che cola e le ragazze lì, costrette a sopportare. Il senso reale è invece che le brillanti menti rinascenti probabilmente pensano che le donne che lavorano le puoi usare come vuoi, e perciò le puoi usare anche come esche per maschi.  Deprimente da morire, altrochè rinascente.
Qui la cronaca.

Lo sclerato dell’otto

domenica, marzo 11th, 2012

8 marzo 2012 – Udine. Eccone un altro. “Mimose “spedite” per posta e il marito geloso la aggredisce Quando ha visto un mazzo di mimose in bella mostra nella sua buca delle lettere ha letteralmente perso la testa e si è scagliato contro la moglie” e le ha lanciato addosso tutto quello che le sue mani sono state in grado di trovare.
Vogliamo fare una domanda? Cosa fa uno così se la moglie decide di denunciarlo?
Vogliamo farne un’altra? Cosa fa uno così se la moglie lo volesse lasciare?
Vogliamo esprimere una curiosità? Ma la mami che lo calma, quali argomentazioni avrà usato? Difesa e sostegno per lei? Appoggio e rassicurazione per lui?
Domande, speculazioni e proiezioni; come quelle degli exit poll che valutando l’andamento delle violenze domestiche prevedono i risultati reali. Poi la realtà può sempre smentire. In meglio o in peggio.

Gli infeltriti

sabato, marzo 10th, 2012

“…amor dammi quel fazzolettino, vado alla fonte lo vado a lavaaar…”.
Qualcun*  forse lo conoscerà; è un pezzo di strofa di un canto popolare (qui ve lo godete tutto), di quando c’era una volta che le donne facevano il bucato, e pure con amore, a mariti e fidanzati.
Sui canti popolari, in particolare quelli contadini,  su quello che sono stati come manuali di autoistruzione per donne e uomini all’esercizio dei ruoli prescritti, e soprattutto su come, anche attraverso i canti, si siano costruite la dominanza e la subordinazione, basi strutturali di quello che oggi chiamiamo specismo, anche inteso nella sua declinazione sessista,  ne parla Ivan Cavicchi in un interessante articolo.
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Il venditore di stereotipi

martedì, marzo 6th, 2012

Che poi, chi fornisce la materia prima per questi articoli non è la realtà, è il potere delle mafie e delle cricche che mai come ora nell’imporre democraticamente il TAV, ha bisogno di cattiv* per l’operazione di criminalizzazione della resistenza. Operazioni meschine costruite sul genere femminile della protesta, attingendo a piene mani dal catalogo squisitamente maschile degli stereotipi. E poi li chiamano giornalisti.

Due puntuali analisi in merito da Sguardi sui generis e da MeDea.