Archive for the ‘Femminicidio’ Category

25 novembre

venerdì, novembre 25th, 2016
femminicidio86Riceviamo da Nicoletta Poidimani questo suo interessante contributo su Radio Cane significativamente intitolato Corpo è rivoluzione!
Parte da Parinetto, filosofo suo maestro e va a toccare moltissimi argomenti, dall’autodeterminazione della sessualità, all’aborto, alla violenza maschile sulle donne…
In questa giornata densa di discorsi vittimistici, retorici e inconcludenti, quando non forcaioli, e comunque tutti volti a negare e nascondere la radice del problema della violenza di genere e cioè la struttura delle relazioni sessuali e familiari nella società capitalista e patriarcale, questo intervento è una vera boccata di ossigeno rivoluzionario per i neuroni di tutt*!

Per Sara, per noi

mercoledì, giugno 1st, 2016

femminicidio84Sara muore bruciata viva dall’ex fidanzato che non accettava il suo No perchè l’unica volontà ammessa era la sua, di lui. L’alta essendo riconosciuta solo in funzione dei propri desideri.

Molt* hanno scritto e detto che è morta anche per l’indifferenza de* passanti.

Anche questo può essere, in un paese in cui di femminicidio, molestie, stalking.. se ne è fatto un gran parlare quando e solo quando si è preso atto di un bollettino di guerra quotidiano soprattutto per una questione di visibilità politica e con i risultati strumentali che abbiamo sempre denunciato.

Sicchè tutto questo gran parlarne pubblicamente, politicamente, mediaticamente che cosa ha generato nella realtà quotidiana? (altro…)

La formula giusta

mercoledì, novembre 25th, 2015

Dicono le donne curde che l’autodifesa è garanzia della nostra libertà.
Probabilmente hanno ragione. Una ragione suffragata dal loro agire nella realtà, dalla loro resistenza e soprattutto dal fatto che il patriarcato si combatte pensando e combattendo per una società che non ricrei il terreno sul quale si riproduce.
Una società senza stato ed ecologicamente sostenibile.
Sprofondiamo giorno per giorno nelle chiacchiere più ipocrite, che sia intorno al terrorismo o alla violenza contro le donne, senza riuscire a capire da dove questi “fenomeni” vengano, perchè, ci inducono a non capire la natura e l’origine dei problemi; importante è uniformarsi nei giudizi, nella definizione dei nemici o delle azioni da supportare… (altro…)

Titolazioni

giovedì, aprile 16th, 2015

femminicidio83In questi ultimi giorni:
un poliziotto in pensione, per motivi non del tutto chiari ha ucciso due donne e si è suicidato, una donna è stata uccisa dal marito che poi si è suicidato, un padre ha ucciso la figlia perchè non accettava che fosse lesbica ed a Pordenone un tizio ha ucciso la moglie dalla quale si stava separando e poi ha sgozzato anche la figlia.
Fra tutti i precedenti, l’ultimo, il tizio di Pordenone, è marocchino e allora, per modalità e nazionalità, si può scrivere che ha fatto come l’isis.
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Dal settimo cielo al settimo piano, e giù.

mercoledì, settembre 17th, 2014

femminicidio82Non ci piace l’esibizione pubblica della copia della lettera scritta da Pietro M. Di Paola prima di buttare dal settimo piano Alessandra, la sua ex fidanzata, per poi seguirla. Ci sembra una delle frequenti ostentazioni voyeuristiche che i media accompagnano a questi casi con l’unico scopo di titillare una inutile e malsana curiosità.
I contenuti di quella lettera sono comunque noti perchè riportati e commentati da molt*. Fra i tanti leggiamo di Don Mazzi che sul sito Vita dice che quella lettera è bestiale, indegna di un uomo.
Certo, Don Mazzi è un prete ed ha la sua visione del mondo nella quale colloca uomini e bestie, non importa, è un esempio per dire che a noi invece sembra che in quello scritto emerga molto di quello che gli uomini che uccidono le donne agiscono ma non dicono.
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Sfilata con i punti

lunedì, luglio 28th, 2014

Antipatie11Come poteva il concorso di bellezza femminile nazionale più popolare non avere anch’esso un qualche sensitivity certificate contro la violenza sulle donne?
E’ come una certificazione iso, un attestato di qualità, menzionare del tragico fenomeno della violenza della quale, al giorno d’oggi, sono purtroppo vittima tante donne.
Miss Italia in calo di riscontri e di pubblico, gioca questa carta ammettendo alle sfilate Rosaria Aprea miss con cicatrice sulla pancia perchè il fidanzato la picchiò fino a spappolarle la milza.
L’attribuzione della fascia Miss Coraggio le permetterà di saltare la fase pre selettiva e di andare direttamente a quella nazionale.
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Le chiavi del caso

giovedì, giugno 19th, 2014

femminicidio80Anni addietro, come tante altre donne, quando eravamo concentrate a far sì che l’uccisione di tante donne per mano di mariti, compagni, amanti, conoscenti ecc. diventasse un fatto riconosciuto come “fenomeno” sociale, una delle cose che si disse era che: “l’assassino ha le chiavi di casa” perchè le mura domestiche erano il teatro privilegiato di quello che si incominciò a chiamare “femminicidio”.
Ora questo è acquisito; il termine “femminicidio” è comunemente usato, i media costruiscono servizi, inchieste, documentari sulle donne uccise “per amore”; la politica ha dato del suo meglio con norme e decreti… ma in tutto questo prodigarsi e sensibilizzarsi al problema, sembra che a trarne i benefici siano le pubblicità con la brandizzazione della donna pesta, la politica di tutela maternalista-moralista o repressivo-securitaria e intellettuali a rimorchio che hanno nuovi argomenti per scrivere qualcosa, incontrarsi a convegno ecc. ecc.
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Il patriarcato globale

mercoledì, giugno 4th, 2014

femminicidio79Maria Ambra è morta strangolata, poi le hanno piantato in bocca una spranga di ferro; Sandra è morta per le coltellate inferte dal marito che non accettava la separazione.
Nocera provincia di Salerno, Castelnuovo Valdicecina provincia di Pisa.
Maria Ambra faceva la prostituta ed aveva 74 anni; Sandra faceva il medico e ne aveva 53.
Sono gli ultimi femminicidi di cui abbiamo notizia dal Bollettino di guerra e ci dicono tutte cose che statisticamente sappiamo già: le donne vengono uccise indipendentemente dalla loro collocazione sociale, professione, età, status…. Il filo conduttore è un’altro; quello che le unisce nella morte è, nella maggior parte dei casi, l’odio verso la loro autonomia; quel permanente stato di oggettificazione che agisce sempre da remoto nei fondacci della sociocultura; quello che fa, da questo punto di vista, l’Italia uguale all’India.
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Dall’albero di mango

sabato, maggio 31st, 2014

violsess107qualcuno ha scelto di pubblicare quella foto. Quella delle due ragazzine indiane stuprate ed impiccate all’albero di mango e la gente del villaggio, grandi e piccol* intorno all’albero.
E’ una foto tremenda.
Anche le parole di commento e di sgomento sembrano rimanere appese come cose morte ai rami dei nostri blog…. eppure qualcosa dovrà pur muoversi… dovrà pur cambiare quella cultura maledetta che fa delle donne oggetti da consumo sessuale… in India e nel resto del mondo.
In India, uno stupro ogni 22 minuti, dicono; l’inasprimento delle pene, compresa la pena di morte verso gli stupratori, non ha portato ad una riduzione della frequenza, no.
Le pene aumentate non hanno comunque toccato lo stupro tra le mura domestiche perchè criminalizzare lo stupro coniugale indebolirebbe i valori della famiglia tradizionale ecc. ecc. dicono.
Perciò non si toccano ancora le radici del male e, come sempre, occorre più cultura che legge per disseccarle,
perchè non siano due ragazzine torturate ed uccise i frutti di quell’albero.
* Due degli arrestati per questi stupri sono poliziotti; la polizia dirà che le vittime si sono impiccate da sole per la vergogna.

Andrea Cristina

martedì, maggio 6th, 2014

femminicidio78Andrea Cristina è morta, uccisa in modo terribile e tremendo, come lo è sempre, la vita strappata con perversione e con cattiveria.
Intorno a lei il rito dell’esorcismo sociale che la inquadra prostituta e la definisce “sbandata” e perciò si mette al sicuro in onestà e morale e quindi intoccabilità.
Intorno a lei la costruzione del giallo a tinta forte; non c’è titolo che non parli di “crocifissione” e “serial killer” che fa tanto Top Crime. Delitti che tirano, quelli che generano talk show, libri, inchieste, docufilms ecc.
Intorno a lei anche chi la vorrebbe cancellare dal proprio orizzonte territoriale….
Al telegiornale passa l’immagine di un piede che sposta, rimuove con piccoli calci degli stracci in terra. Sono i suoi vestiti? Se sì, perchè rivoltarli con i piedi? Se no, perchè quelle immagini che indicano sufficenza e disprezzo?
Ecco, intorno a lei né empatia, né rispetto.
Abbia i nostri.

Con Yakiri

domenica, marzo 16th, 2014

violsess104Un amico ci segnala questo post dal Messico, terra di Cjudad Jarez, terra dove quest’anno si contano 75 donne uccise, femminicidi impuniti, esecutori spesso protetti e dove se una donna stuprata si difende uccidendo il suo aggressore viene invece pesantemente punita.
Yakiri per questo era stata incarcerata, dopo lo stupro subito il 9 dicembre, con l’accusa di omicidio.
Intorno a lei però, non ci fu il silenzio ma la sollevazione, le proteste, la ribellione di altre donne che hanno rivendicato il diritto all’autodifesa.
Yakiri è stata scarcerata dopo il pagamento di una cauzione di 423.000 pesos (23.500 euro) e l’imputazione convertita in eccesso di autodifesa.
Ancora un obbrobrio giuridico che si applica alle donne alle quali ancora non viene nemmeno riconosciuta la legittimità piena della propria difesa.
Con Yakiri, per tutte.
Mi cuerpo, mi territorio, dovunque.

Sudditanze procedurali

sabato, marzo 1st, 2014

Antipatie2Di questa notizia nell’edizione cartacea c’è scritto qualche dettaglio in più sul come e sul quando la friulana avesse sposato il marocchino, sulla sua presunta “sudditanza psicologica”, sul naso rotto riportato dalle botte… per inquadrare una relazione interetnica, che se lui fosse stato friulano e l’avesse picchiata uguale, forse, sarebbero parse meno importanti. Chissà…
Quello che a noi invece rimane impresso è il gesto di lei di chiamare il 112 chiedendo di un centro antiviolenza e poi, alle domande indagatrici dell’interlocutore, riagganciare. Ma trovarsi identificata, nome cognome e indirizzo, i carabinieri in casa e la  procedura d’ufficio della Procura di Udine.
Quando fu approvato il decreto contro la violenza di genere, noi lo disapprovammo anche per il discorso della procedura d’ufficio.
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Il bollettino di guerra di Telefono rosa

mercoledì, febbraio 26th, 2014

femminicidio77Telefono rosa oggi ha presentato i dati su femminicidio e violenza di genere raccolti nel 2013; il risultato è di 128 donne uccise nel corso dell’anno.
Non sappiamo quale sia stato il criterio di numerazione, perchè, come ci ha ragionato sopra Bollettino di  guerra nel suo “bollettino di guerra”, (che al 31 dicembre contava 82 donne uccise),  occorre anche un criterio soprattutto per capire da chi viene agita la cultura (e la violenza) patriarcale e per analizzare i delitti in base alle motivazioni. Perchè parliamo di delitti di genere ovvero compiuti in base a ruoli di genere attribuiti, assegnati e riconosciuti per cultura patriarcale.  Ecco perchè, per la maggior parte gli aggressori sono  mariti, compagni, figli, fratelli, nipoti, amici, spasimanti ed ex.
Che si guardi all’uno o all’altro dei bollettini, in ogni caso i femminicidi sono comunque tanti, tantissimi, e con Telefono rosa concordiamo su una cosa: il fattore economico è determinante per riuscire a sottrarsi alla violenza.
Quando incominceremo a vedere meno ipocrisia, speculazione politica, mistica della vittima e più soldi e servizi, saremo tutte più contente.

Password: violenza sessuale

martedì, febbraio 11th, 2014

noisiamoqui341Violenza sessuale, sessismo, stalking, femminicidio sono, per certi aspetti come dei lasciapassare, delle parole d’ordine che permettono di entrare o di aprire o di dare il via o, ancora meglio, la copertura ad operazioni censorie, (p. es nel web), securitarie (e che non lo sappiamo?) ed ora anche di schedatura.
Avete sentito, o visto, lo spot per il lancio della Banca Dati Nazionale del DNA?
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La morte in diretta

martedì, gennaio 21st, 2014

femminicidio76Ci chiediamo quanto sarà utile l’ascolto, fuori dall’aula del tribunale, della morte di Lisa uccisa poco più di un anno fa dal suo ex a Villaorba di Basiliano.
I telegiornali ed i giornali locali hanno fatto ascoltare e pubblicato quella registrazione che Lisa aveva fatto, così come le consigliava di fare l’avvocato, quando incontrava il suo ex che già altre volte l’aveva minacciata e picchiata.
La pubblicazione ha l’autorizzazione della famiglia della quale possiamo intuire e capire la motivazione.
Diversa è la posizione del media che decide di far sentire, di mostrare.
Come non pensare al ritorno di visibilità che se ne riceve? Come non pensare alla ricerca della cosa “forte”? Come non pensare a quello stile osceno che pone costantemente “la vita in diretta”… e allora, perchè non la morte?
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Bad and mad

domenica, dicembre 29th, 2013

 

femminicidio75Dunque Nicola Garbino che il 17 settembre uccise Silvia Gobbato mentre faceva joggin all’ippovia del Cormor, non è pazzo e cattivo, non è folle, è normalmente normale.
Così, stando alla perizia di Vittorino Andreoli quello che viene ogni tanto in televisione a spiegare come e dove si annida la follia.
Dunque la follia non ci protegge, non avrà la funzione di rassicurare un corpo sociale che per contrapposizione può sentirsi e dirsi sano, guardando all’assassino come ad un corpo estraneo, un alienato e quindi un alieno venuto da un altro pianeta.
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Norina ed Elena

domenica, dicembre 22nd, 2013

noisiamoqui329Il cognome ci identifica amministrativamente ma anche di più, talvolta dà un nome al nostro spazio di provenienza; così quando sentiamo di quella donna uccisa dal figlio a Latina, sappiamo, prima di leggere il dettaglio della cronaca, che era friulana di Gemona.
E poi la cronaca ti dice il resto; Norina era immigrata, da Gemona a Latina, in coda a quel flusso dell’immigrazione dal Friuli verso l’agro pontino iniziato negli anni in cui fascismo si glorificava e si propagandava attraverso la “grande opera” per la quale reclutava lavoratori dalle regioni pi povere del paese.
Anche Elena, l’altra donna uccisa dal figlio di Norina era immigrata; lei dalla Romania a seguito di quel flusso infinito che fa sempre muovere chi spera qualcosa di meglio.
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26 novembre

mercoledì, novembre 27th, 2013

femminicidio74Ieri un tale, nell’intento di accoltellare la moglie, ha ucciso il figlio che si era messo davanti per difenderla, poi, ha ferito in modo molto grave la donna, sfuggita alla morte per l’intervento di un’altra persona che aveva visto la scena dalla finestra. Succede a Remanzacco, pochi passi da Udine.
Il giorno dopo i protocolli, le rappresentazioni, i riti. La storia continua, così, come sempre.
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Prese per il protoCollo

lunedì, novembre 25th, 2013

femminicidio73La lotta, anzi, “il contrasto”  alla violenza di genere è stato normato in modo osceno; questo lo abbiamo già detto; ora alcune considerazioni sui protocolli che le istituzioni, quelle di altro livello gerarchico, non potendo normare direttamente, si sentono comunque di formulare per non essere da meno e dimostrare che hanno acquisito la sensibilità “giusta” per intervenire nel merito.
A Udine assistiamo ad un florilegio protocollare; che nessuno rimanga fuori, anzi; c’è il Comune che sottoscrive quello lanciato dalla Provincia con la Prefettura, la Procura, il Tribunale, l’Ufficio scolastico e la Questura, il Comando provinciale dei Carabinieri, il Centro regionale di Orientamento, la Direzione dell’ASS n.4, la direzione del Pronto soccorso e l’Ordine degli Avvocati, e poi, sempre il Comune, con il suo servizio Zero Tolerance ne sigla un’altro con una Cooperativa sociale, e con la tripletta CGIL, CISL e UIL.
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Il 23 prima del 25

sabato, novembre 23rd, 2013

 

Iniziative15aOggi c’è stata la manifestazione di cui avevamo parlato qui.  Abbiamo partecipato pensando anche al 25 novembre ricordando a tutt* quanto la repressione si sia nascosta nelle norme contro il femminicidio. Qui sotto il volantino che abbiamo distribuito corredato delle foto della giornata.

CHI SEMINA REPRESSIONE RACCOGLIE RIBELLIONE

In una tranquilla notte infrasettimanale a Udine succede che passa una volante, un ragazzo estrae quell’arma potentissima che è il dito medio; quelli si fermano, chiedono i documenti ed alla risposta “non li ho”, scendono, lo sbattono a terra, gli saltano addosso, in cinque e più, lo picchiano e lo minacciano, lo arrestano per resistenza e aggressione, un’altra ragazza è spinta a terra, uno si prende un calcio, un’altro che filma la scena, viene arrestato pure lui; altri, un ragazzo e una ragazza vengono denunciati per resistenza senza aver opposto resistenza alcuna, schedati con foto ed impronte.

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