Archive for the ‘Mio il corpo’ Category

Fertility day: figliare figliare figliare!

giovedì, settembre 1st, 2016

femm66Ieri abbiamo letto del Fertility Day lanciato per il 22 settembre dalla ministra Lorenzin.

Poi abbiamo letto le tante e varie critiche a questa oscenità.

Oggi la ministra dice che se la campagna non è piaciuta, si tratterà solo di rimodularla.

Perciò la ministra insiste con questa iniziativa che non è brutta per come è fatta, ma soprattutto perchè è fatta. (altro…)

Cadaveri eccellenti

sabato, marzo 28th, 2015

trapianti1Stando ai titoli che si leggono, tipo quello di Repubblica di ieri: “Cuore, primo trapianto da cadavere in Europa: riattivato l’organo ‘spento’”, c’è da chiedersi: se questo è il primo trapianto da cadavere, tutti gli altri che cosa erano?
Espianti da persone in morte cerebrale: cadaveri o no?
No, ma resi tali con una definizione da apparato tecnico-scietifico tanto utile quanto oscena perchè orientata a palesi e pressanti fini espiantistici che qualcun* chiama predatori.
Provate a dire che se il vostro cervello fosse spento vorreste essere lasciat* andare. Non potete.
Come Eluana, non possiamo perchè non siamo noi a decidere della nostra vita, della nostra morte e del nostro corpo.
La tecnoscienza sovradetermina, lo stato legifera, la chiesa benedice.
Contestiamoli, prima di dover uscire dalle tombe a tirali per i piedi.

Transuman* di tutto il mondo unitevi!

mercoledì, marzo 25th, 2015

mio-il-corpo11Bagnasco decisamente grottesco nella persecuzione di quella che lui chiama “teoria” del gender.
D’altra parte se non caratterizzi la parola gender con lo status di teoria, il nemico da combattere è meno definito, troppo indeterminato.
E come si definisce al meglio la famiglia se non con una sua costruzione contraria e contrapposta, mostruosa, morbosa?
Perciò il gender è il “transumano”; il peggio, la scure alla radice stessa dell’umano; ciò che scardina dall’ordine naturale delle cose, dal “normale” e perciò “legittimo”… che, poi, guardando a Bagnasco e al clero: club di normalità e legittimità, sembra la cosa migliore da fare.

Il rispetto per gioco e l’intolleranza per davvero

martedì, marzo 10th, 2015

mio-il-corpo10Metti un gioco con il quale si dovrebbe apprendere il rispetto per l’altr*, metti che giocando si impari che tra maschi e femmine non ci dovrebbero essere differenze discriminanti, metti che per gioco ci si metta nei panni dell’altr* che è sempre un bell’esercizio di arricchimento e comprensione di sé; metti che un cervello “imprintato” al rispetto è meglio di uno che invece no… Insomma metti “Il gioco del rispetto”, un gioco che si propone di combattere gli stereotipi di genere che si apprendono -perchè si insegnano- già da piccol*, proponilo alle scuole dell’infanzia e subito vedi spuntare i respingenti della censura, della difesa dello status quo, dell’intolleranza, del sessismo, dell’omofobia in una farcitura di ignoranza e stupidità uniche.
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Sindonizzate e perdonate

mercoledì, marzo 4th, 2015

aborto54Noi non siamo sintonizzate sulle frequenze cattoliche, né su quelle di altre religioni, per cui, le motivazioni spirituali, tecniche e gerarchiche del teologo che spiega perchè nel periodo di ostensione della sindone a Torino, sei perdonata dal peccato di aborto, ci sembra cosa da universo parallelo, buona per chi lì ci vive e ci crede.
Delle volte però, e purtroppo di frequente, questo universo ci interseca pesantemente ed è una vera molestia.
Dal 19 aprile al 24 giugno, per l’aborto-peccato mortale- si potrà avere assoluzione per le vie brevi, che passano ovviamente per Torino e il luogo dell’esposizione e per penitenza e certificazione del pentimento, oltre alla messa festiva e feriale, è suggerito il sostegno ad un centro di accoglienza alla vita oppure opere che mirano al bene dei piccoli, senza escludere all’occorrenza di offrire -a quanti fossero intenzionati a ricorrere all’aborto- sia il consiglio retto per affrontare una maternità non desiderata sia anche, quando possibile, l’aiuto materiale… insomma una penitenza più direttamente correttiva del disordine compiuto e quindi costruttiva del bene corrispondente.
Ecco, persone che devono sfuggire all’inferno e riguadagnare il posto in paradiso riparando al disordine compiuto incentivate a molestare altre per le quali l’inferno è per prima cosa non poter praticare le proprie scelte e vedere riconosciuto un proprio diritto.

Spot flop

lunedì, marzo 2nd, 2015

mio-il-corpo9Certo che lo spot ProVita contro “L’ideologia del gender nelle scuole”, per essere brutto è proprio brutto eh!
Lo hanno commentato in diverse, dalla puntuale Chiara Lalli alle ironiche Gallerani/Dolci che se la prendono in particolare con il kitschissimo golf della signora.
Come dargli torto, non siamo più abituat* a quel disegno sulla lana che andava di moda almeno 30 anni fa.
Però, chissà, forse i creatori dello spot hanno pensato che quello richiamava un periodo in cui di gender non si parlava e la famiglia era quella cosa che hanno tentato di rappresentare loro, che, a guardare il padre fa una tristezza cosmica ed a guardare l’insieme, è grottesco assoluto.
Ma perchè fare uno spot così brutto? Perchè darsi la zappa sui piedi, come dire, il gender sulle gonadi?
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Donne combattenti

mercoledì, gennaio 28th, 2015

integralismi41Sulla collina dedicata ad Harin Mirkan è tornata a sventolare la bandiera del Kurdistan.
Qui il comunicato che ieri è rimbalzato nei blog e nelle mail.
… Kobane è libera!
E le bande dell’isis si ritirano sotto la protezione dei militari turchi… anche i tagliagole hanno i loro santi in paradiso.
Le donne yazide invece no. Rapite, violentate, schiavizzate dai suddetti, così ci racconta Il Corriere di loro: “rifiutano i figli dello stupro”.
Come non pensare ai tanti stupri etnici che hanno intersecato la vita delle donne? Il continuo ritorno della violazione per mettere nel corpo della donna il seme del nemico che scompagina il corpo sociale.
Devono combattere le donne per abortire e anche, se lo volessero, per non abortire e non farsi ripudiare; devono combattere per farsi accettare comunque e dovranno combattere ancora di più per cambiare questa cultura che le obbliga all’obbedienza e all’insignificanza.
Combattono le donne, e su più fronti.

Libro e condom

domenica, gennaio 4th, 2015

ecofemminismo12Demografia.
Sono usciti i dati annuali sulla natalità elaborati dall’Istat.
In Friuli VG continua il trend negativo, le culle si svuotano, si contano mille neonati in meno rispetto al 2008. Qui un quadro più dettagliato del tutto, nel quale, in estrema sintesi, si prende atto della decrescita della popolazione.
Qualche giorno fa invece su l’Espresso è uscito un articolo di Giancarlo Sturloni che riprendeva l’ultimo studio di previsione demografica elaborato dall’Università di Washington e delle Nazioni Unite e pubblicato su “Science” nel settembre dell’anno appena trascorso. In questo studio invece si lancia l’allarme sulla crescita della popolazione a livello mondiale.
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Li diamo o non li diamo?

sabato, dicembre 20th, 2014

mio-il-corpo8La corte di giustizia europea ha stabilito che un ovulo manipolato ma non fecondato può essere brevettato a fini industriali.
Una cosa nuova perchè eravamo rimaste alla sentenza del 2011 quando l’ovulo non fecondato era equivalente ad un embrione e perciò non brevettabile.
Così nel giro di tre anni siamo passate dall’embrione al non embrione, dall’intoccabile al brevettabile.
Dalla morale della chiesa all’interesse dell’industria.
Questo grazie ad un piccolo gioco di prestigio che spiega Giulio Cossu, docente di Medicina rigenerativa all’Università di Manchester: “L’ovulo femminile non può essere brevettato di per sé, così come non potrebbe essere brevettata alcuna altra parte del corpo; la brevettabilità va invece intesa come riferita ai prodotti della ricerca ottenuti utilizzando anche degli ovuli, a patto, come stabilisce la Corte, che non siano fecondati“… ecco, basta farci qualcosa, lavorarci sopra, una scossa elettrica, bzz bzz e diventano di proprietà.
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Tattica delle tette

mercoledì, novembre 5th, 2014

mio-il-corpo7La divulgazione scientifica fatta con le tette.
Di nuovo, c’è il messaggio più che il mezzo, perchè con le tette ed altre parti del corpo ormai si promuove e comunica un po’ tutto; contestazione politica, campagne di prevenzione, dichiarazioni di autodeterminazione, di sostegno e di disappunto e via discorrendo nel senso che il corpo è come la carta che si lascia scrivere…. e niente da dire sul fatto che ognun* ci faccia quello che crede, ad altr* essendo giustamente un territorio interdetto.
A farne un supporto per diffondere il sapere ci ha pensato Lara Tait nel blog da lei ideato: Tette per la scienza dove c’è la foto tettuta con cartello che lancia l’argomento, argomentato più sotto con corredo di link di approfondimento e validazione.
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Quello che ci appartiene

martedì, novembre 4th, 2014

mio-il-corpo6Con un tubo nell’intestino e uno in gola …. Ecco come una tragedia autorizza i medici a trasformare il corpo delle donne in un contenitore  “.
Con questa frase secca e netta il gruppo Freedon for birth commenta la vicenda della donna milanese di 36 anni, incinta di 23 settimane, clinicamente morta ma tenuta in vita con le macchine perchè il feto possa continuare a crescere fino a quando avrà speranza di vita fuori dal corpo incubatore.
Il Corriere della Sera per descrivere la situazione usa espressioni come di un corpo che diventa culla, una mamma, il cui corpo si trasforma in incubatrice per proteggere il figlio, di una vita che va e una vita che viene…; usa un’unica frase che rispecchia la realtà di questa operazione: salvare un feto dentro il corpo di una donna morta.
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Con le combattenti per la libertà

venerdì, ottobre 31st, 2014

ecofemminismo9Non mancheremo domani all’appuntamento in solidarietà con le/i combattenti di Kobane, in solidarietà, sostegno, condivisione e amore con chi lotta per la libertà del proprio popolo e per la propria.
Questo e quello, fanno le donne che combattono a Kobane, determinate, autodeterminate e con le idee chiare.
Non c’è libertà per un popolo se non c’è libertà per chi vi si identifica, indipendentemente dal genere al quale ritiene di appartenere.
Difendere Kobane e quel pezzo di Kurdistan che si chiama Rojava è difendere e proclamare quel meglio che si può fare perfino nel mezzo dell’orrore che l’IS rappresenta: la summa del peggio di stato e patriarcato.
Qui una cronaca dai luoghi vicino al fronte
Qui considerazioni interessanti di Paola Rudan.
A domani! A sempre con le combattenti curde nel cuore.

Elefanti nella stanza…

venerdì, settembre 5th, 2014

ecofemminismo6Ci portiamo il maalox per spruzzarlo negli occhi irritati dai lacrimogeni, ma le irritazioni che sfuggono alla vista non sono meno dannose.
E’ una frase che estrapoliamo da questo bel post di Frantic, letto su Intersezioni.
Sono considerazioni scritte anche sulla sensazione di dolore e di rabbia intorno al suicidio di un compagno, Leonardo – Chucky – incarcerato ed imputato di accuse pesantissime per la manifestazione del 15 ottobre 2011 di Roma. Riconosciuto poi innocente, ma tant’è, così funziona il terrorismo di stato…
Terrorizzare togliendo la libertà, annullando l’identità, umiliando il corpo e la mente.
Il carcere è una gabbia fatta per quello.
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Questa è bella,

martedì, settembre 2nd, 2014

mio-il-corpo5sì, questa locandina è bella, a noi piace.
Piace l’espressione orgogliosa e di sfida della donna, una “obesa nuda” come la definisce Maurizio Marrone capogruppo in consiglio comunale a Torino per Fratelli d’Italia che forse se fosse stata una pin up ammiccante si sarebbe indignato meno, se non per il gesto di tenere sotto il piede le immagini sacre…. che sì, certo è una provocazione che dice quanto immagini, dogmi, dictat clericali tengano sotto i piedi costantemente le nostre vite. Ed un* credente onesto dovrebbe essere conscio di questo ed ess* pure schierarsi per la libertà di ognun* di essere quello che ritiene di essere, senza interferenze religiose soprattutto se non richieste.
Le cose che non ci piacciono sono i patrocinii. Li tolgano. Senza è meglio.

Còl fischio

lunedì, agosto 25th, 2014

violsess110Chissà cosa pensano certi politici quando si mettono attorno ad un tavolo per definire leggi, decreti, “consigli”, insomma, qualsiasi cosa che debba puntare a prevenire azioni delittuose come lo stupro.
Dal risultato delle pensate dei politici spagnoli che leggiamo qui, pare di capire che nelle loro testoline lo stupro sia come qualcosa di incombente, sovrastante, diffuso; come le spore di un fungo, un batterio a trasmissione aerea, un qualche virus che eviti solo se attui dei comportamenti adeguati.
Ecco perciò i consigli: tieni chiuse le tende per evitare sguardi indiscreti, evita luoghi oscuri o solitari ecc. ecc…. se proprio, proprio …comprati un fischietto.
Se non riesci a mimetizzarti, nasconderti, invisibilizzarti…. beh, potresti prenderti quel brutto malanno.
Non dire che non te lo avevano detto.
Lunga vita alla violenza sessuale.
Perlomeno fino a che, per un delitto compiuto per la maggior parte dei casi dagli uomini, si continuerà a guardare ed a normare il comportamento delle donne.

Capolinea

mercoledì, agosto 13th, 2014

violsess109Il fotografo Raj Shetye è salito su un autobus ed in questa location vi ha imbastito delle foto di moda dove però ad avere evidenza non sono gli abiti e gli accessori da promuovere ma le scene nelle quali sono indossati: scene che evocano molestie e violenza nei confronti della donna/modella, e siccome siamo su un autobus e in India, evocano e ricordano lo stupro su un autobus a Delhi di una ragazza di ventitrè anni che poi, dopo giorni di agonia, morì.
Shetye non è il primo e non sarà l’ultimo a giocare ed a provarci con immagini provocatorie, con intenti ed interpretazioni ambigue, con giustificazioni pacchiane tipo: “In nessun modo intendevo rendere glamour quel fatto, che è al contrario molto negativo. È solo un modo di riportarlo alla luce
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Dall’albero di mango

sabato, maggio 31st, 2014

violsess107qualcuno ha scelto di pubblicare quella foto. Quella delle due ragazzine indiane stuprate ed impiccate all’albero di mango e la gente del villaggio, grandi e piccol* intorno all’albero.
E’ una foto tremenda.
Anche le parole di commento e di sgomento sembrano rimanere appese come cose morte ai rami dei nostri blog…. eppure qualcosa dovrà pur muoversi… dovrà pur cambiare quella cultura maledetta che fa delle donne oggetti da consumo sessuale… in India e nel resto del mondo.
In India, uno stupro ogni 22 minuti, dicono; l’inasprimento delle pene, compresa la pena di morte verso gli stupratori, non ha portato ad una riduzione della frequenza, no.
Le pene aumentate non hanno comunque toccato lo stupro tra le mura domestiche perchè criminalizzare lo stupro coniugale indebolirebbe i valori della famiglia tradizionale ecc. ecc. dicono.
Perciò non si toccano ancora le radici del male e, come sempre, occorre più cultura che legge per disseccarle,
perchè non siano due ragazzine torturate ed uccise i frutti di quell’albero.
* Due degli arrestati per questi stupri sono poliziotti; la polizia dirà che le vittime si sono impiccate da sole per la vergogna.

Ce que soulève la jupe

martedì, maggio 20th, 2014

mio-il-corpo4… ciò che suscita la gonna, soprattutto se a portarla è un uomo.
In Francia, a Nantes se la sono messa dei liceali come loro modo di combattere o suscitare discussioni intorno al sessismo, in una campagna da loro stessi ideata e poi avallata, con tanto di bollino sulla locandina, dal ministero dell’educazione, dell’insegnamento superiore e della ricerca.
Una cosa semplice, forse approvata con paternalismo istituzionale, ma che con la gonna solleva questioni intorno alla libertà del vestire e dell’essere. Tutte cose che fanno incazzare bigott*, moralist* , fascist*.
Ve l’immaginate in Italia? Nicoletta Tiliacos sul Foglio si premura di scrivere che in questo c’è una sospensione del senso del ridicolo.
Da far cader le gonne ed anche le gonadi.

Per biologia o per legge

mercoledì, aprile 16th, 2014

mio-il-corpo3Qualche giorno prima che la sentenza della Consulta bocciasse il divieto di fecondazione eterologa previsto dalla legge 40, in un articolo su La Stampa, a partire dal caso di una coppia che in India aveva acquisito un ovulo, affittato un utero e portato bambino o bambina in Italia come figlio proprio, si argomentava di quanto la tecnologia cambiasse il concetto di madre.
Ed è più o meno quello intorno a cui si sta discutendo adesso a proposito dello scambio di embrioni all’ospedale  Pertini dove l’errore anagrafico ha interferito con il processo tecnologico generando la domanda colossale su chi siano i genitori: genetici o biologici, chi mette l’informazione o chi la sviluppa, la integra, la partorisce?
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Alcun* che tornano e altr* che non se ne vogliono andare

venerdì, aprile 11th, 2014

 

mio-il-corpo2Tornano gli ultras della legge 40, come li chiama Il Fatto Quotidiano.
Riportati in vita dalla loro creatura smantellata pezzo a pezzo dalle sentenze prodotte durante il suo decennio di applicazione.
L’ultima sberla riguarda  il divieto della fecondazione eterologa definito incostituzionale.
Persone grottesche costoro; vorrebbero consentirti di figliare ma solo alle loro condizioni ed impedirti di abortire in virtù delle loro convinzioni.
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