Archive for the ‘Nostra la terra’ Category

Per amore

mercoledì, dicembre 14th, 2016

iniziative43a La forza delle donne: portare la rivoluzione nel cuore della vita

Domenica 18 dicembre 2016 – spazio sociale autogestito Tai Gjai presentazione del libro

PER AMORE – la Rivoluzione del Rojava vista dalle Donne di Silvia Todeschini

In questo libro Silvia Todeschini ha raccolto preziose interviste a donne Yezide di Shengal, sopravvissute al massacro del 3 agosto 2014 compiuto da daesh con la complicità dei peshmerga di Barzani, che hanno deciso di combattere per la difesa e la liberazione del proprio popolo come anche per la propria autodifesa e per la propria liberazione dall’oppressione sessista e patriarcale. L’autrice ha raccolto anche molte testimonianze di donne della Rojava, combattenti per la liberazione a vario livello ed in vario modo. La proposta di queste testimonianze non ha solamente un intento documentario di conoscenza ma vuole portare l’esempio e la forza di queste donne fino a noi, dentro i nostri percorsi di vita e dentro le nostre lotte. iniziative43b

Il Paradigma di Gaza

martedì, novembre 29th, 2016

iniziative41MERCOLEDI’ 30 NOVEMBRE PRESENTAZIONE DEL LIBRO: ” GAZA E L’INDUSTRIA ISRAELIANA DELLA VIOLENZA” – S.GIORGIO DI NOGARO – H.20,30 Sala Conferenze Villa Dora – con la partecipazione del coautore Alfredo Tradardi

La Striscia di Gaza, da quasi un secolo, è un luogo di sofferenza e di resistenza. Non è l’unico in questo mondo sconvolto da conflitti, ma costituisce il paradigma di riferimento dell’industria della violenza contemporanea.
La violenza contro i palestinesi è un continuum che oscilla tra un minimo quotidiano, a bassa intensità, con i suoi morti, i suoi feriti e le sue distruzioni, completamente trascurata dai media, alle punte delle operazioni militari con il loro risvolto voyeuristico di fronte allo spettacolo del dolore. Né va dimenticata la violenza che si esercita contro i palestinesi cittadini di Israele e quella contro i profughi che vivono nei campi allestiti a partire dal 1947-1948 nei paesi arabi del Medio Oriente. Per questo possiamo parlare di un vero e proprio paradigma dell’industria della violenza. (altro…)

Viva Rojava!

venerdì, settembre 2nd, 2016

noisiamoqui384Da Rete Donne Kurdistan. Riceviamo e condividiamo.

APPELLO DELLE DONNE IN SOSTEGNO AL ROJAVA CONTRO L’INVASIONE DELLA TURCHIA IN SIRIA

L’esperienza democratica di successo che donne e uomini stanno da tre anni costruendo in Rojava è oggi a rischio per via dell’invasione del nord della Siria da parte dell’esercito turco, avvenuta la mattina del 24 agosto attraverso l’occupazione della città di Jarablus. In questi anni, nel Nord della Siria e in particolare nella regione autonoma del Rojava, abbiamo seguito e supportato la crescita di un esperimento di democrazia diretta che si è posto come alternativa agli Stati-Nazione, al regime di Assad e alle forze dell’Isis, e che ha posto al centro del suo modello di società la liberazione e l’organizzazione autonoma delle donne (altro…)

Comunicato da Rete Kurdistan

lunedì, agosto 29th, 2016

 

Immagine realtiva alla campagna di boicottaggio della Turchia http://www.retekurdistan.it/%e2%80%ac-boycottturkey/

Immagine realtiva alla campagna di boicottaggio della Turchia
http://www.retekurdistan.it/%e2%80%ac-boycottturkey/

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Denunciamo l’aggressione della Turchia contro la rivoluzione democratica del Rojava e delle Forze Democratiche Siriane-Comunicato Stampa

Dopo l’invasione in territorio siriano e l’occupazione della città di Jarablus – avvenuta peraltro senza alcun combattimento, evidentemente concordata con le bande di ISIS – lo Stato turco e i suoi complici hanno avviato un’intensa aggressione contro le Forze Democratiche della Siria, contro il Consiglio Militare di Manbij, contro i curdi e gli altri popoli che vivono nella regione.

(altro…)

Centouno anni dopo

giovedì, giugno 2nd, 2016

noisiamoqui380Ci sono voluti cento anni più uno alla Germania per riconoscere il genocidio armeno da parte dell’allora impero ottomano. All’Italia, se pur con le solite sottili ipocrise, ce ne sono voluti solo ottantacinque.

In ogni caso la Turchia insiste con l’errore storico.

Ci è venuto in mente l’album del 2003 di Diamanda Galas Defixiones Will and Testament e i racconti riportati in questo post.

Una bella riflessione

mercoledì, maggio 25th, 2016

noisiamoqui379Una riflessione sulla solidarietà, soprattutto; sul chi, come e perchè e quindi anche su tutt* noi che guardiamo ad altr* dal nostro punto di vista.

Uno scritto di Dilar Dirik che riprendiamo da Da Kobane a noi che l’ha ripreso da Retekurdistan. Buona lettura

Sfidare il privilegio: solidarietà e autoriflessione (di Dilar Dirik)

Sfidare il privilegio: solidarietà e autoriflessione
(8 maggio 2016)La solidarietà non è carità a senso unico praticata da attivisti privilegiati, ma un processo multidimensionale che contribuisce all’emancipazione di tutti i soggetti coinvolti. L’autrice desidera ringraziare gli attivisti internazionalisti in Rojava, gli attivisti Kashmiri e Tamil, gli anarchici greci e in particolare Hawzhin Azeez per le loro reazioni, senza le quali l’articolo non sarebbe stato valido che a metà. (altro…)

Un silenzio assordante

sabato, febbraio 6th, 2016

noisiamoqui375Seguiamo, seguiamo, seguiamo “Da Kobane a noi” !
Perchè non possiamo non sapere quello che sta accadendo nei territori del Kurdistan, quello che sta facendo la Turchia nel silenzio totale e quindi con la vigliacca complicità dell’occidente.
A chi foraggia la Turchia perchè tenga bloccati i profughi in fuga dalla Siria non interessa nient’altro, e ci mette tutto l’impegno possibile per chiudere gli occhi davanti al massacro dei civili lasciati morire in uno scantinato a Cizre e sparati non appena tentavano di uscire.
Si chiama pulizia etnica, … ma per carità, occhio non vede… e il buio è come il sonno della coscienza.

Oggi 9 gennaio 2013

sabato, gennaio 9th, 2016

Oggi sono tre anni da che a Parigi furono assassinate tre donne kurde: Sakine Cansiz, Fidan Dogan e Leyla Söylemez. Tre donne che lottavano per la libertà loro e del loro popolo, assassinate con la responsabilità e collaborazione dei servizi segreti turchi.

Ma la memoria è ancora atrocemente scossa dalla morte di altre tre donne ad opera dell’esercito turco: Sêvê Demir, Pakize Nayır e Fatma Uyar.

Non si ferma la mattanza di Erdogan contro il popolo kurdo, mentre tutti guardano all’isis, l’esercito turco tortura e uccide nel silenzio e nell’indifferenza generali. (altro…)

Zichichi chi?

venerdì, gennaio 1st, 2016

ecofemminismo18Antonio Zichichi, il fisico, l’emerito, il presidente mondiale della federazione degli scienziati ha lasciato il suo messaggio di fine anno che è questo: “teorie su colpe umane nel global warming sono inquinamento culturale”, e la perla è questa: Sfido i climatologi a dimostrarmi che tra cento anni la Terrà sarà surriscaldata. La storia del climate change è un’opinione, un modello matematico che pretende di dimostrare l’indimostrabile“.
Nel suo intorno intanto, al 31 dicembre 2015 c’è un clima primaverile, noi nella pianura friulana abbiamo le fragole mature nell’orto, nelle montagne non c’è un fiocco di neve, in GranBretagna invece c’è un sacco di acqua per le 9 alluvioni della tempesta Frank mentre dall’altra parte dell’Atlantico pure gli USA sono in piena emergenza alluvionale mentre a NewYork natale è in maniche corte ma in Turchia nevica alla grande e in Russia invece, dove dovrebbe nevicare, gli uccellini cinguettano per non parlare del Polo Nord dove il 30 dicembre si contavano fra i 0 e i 2 gradi.
Ma la specie umana c’entra poco, dice lui che è anche ottimista. Continuiamo così.
I pessimisti invece, come ogni fine anno riprendono i 50 più cupi grafici fatti di parametri e misure che si suppongono scientificamente accettati. Date un occhio per farvi un’idea.
In ogni caso, buon anno.

Pagine preziose

sabato, dicembre 26th, 2015

ecofemminismo17Continua l’importante lavoro del blog Da Kobane a noi che in questi giorni riporta delle riflessioni di Janet Bihel sul Rojava.
Sono pagine importanti per guardare da noi a Kobane, per cercare di farlo senza forzature ideologiche, per dare sostanza alla solidarietà, e per imparare qualcosa, che se ne ha sempre bisogno.
Tutto qui. Buona lettura

The Fake

domenica, dicembre 13th, 2015

noisiamoqui370Brindano. Brindano, applaudono, si autoapplaudono e si congratulano per l’accordo sul cambiamento climatico di COP 21.
Lo fanno anche certe associazioni ambientaliste come WWF e Legambiente alle quali sta a cuore, a nostro avviso, molto più la prima parola che la seconda della loro definizione; basta leggere Cogliati Dezza: presidente di Legambiente il quale si ritiene certo che si va in modo irreversibile verso un futuro libero da fossili e che si pongono le fondamenta per affrontare sul serio la crisi climatica che affligge il pianeta.…. Come se la crisi climatica fosse una malattia da virus alieno… Per favore! Chi si esprime così già suscita poca credibilità; figuriamoci poi quando aggiunge che gli impegni già annunciati alla vigilia della Cop21, secondo le prime valutazioni, se rigorosamente attuati sono sufficienti a ridurre soltanto di un grado circa il trend attuale di crescita delle emissioni di gas-serra, con una traiettoria di aumento della temperatura globale che si attesta verso i 2.7- 3°C” …. e allora? (altro…)

Sostiene Chefurka

mercoledì, dicembre 2nd, 2015

noisiamoqui369 Oggi facciamo le replicanti cioè riprendiamo un pezzo di Paul Chefurka già ripreso e tradotto dal blog “Effetto risorse”. Blog interessante da frequentare, soprattutto per valutare quello che concluderanno a COP21.
Qui di seguito il pezzo. Qui il link per chi vuole approfondire anche con i commenti.

Alcuni interessanti fatterelli (e qualche opinione) sulla CO2:

Per ogni 16 gigatonnellate (GT) di CO2 che emettiamo, la sua concentrazione atmosferica sale di 1 parte per milione (ppm).

L’umanità oggi emette circa 40 GT di CO2 l’anno, risultante dalla combinazione di combustibili fossili, produzione di cemento e modifiche dell’uso dei suoli (deforestazione). (altro…)

Brutto clima

lunedì, novembre 30th, 2015

Non avevamo dubbi che uno degli obiettivi dei dichiarati “stati di emergenza” è quello di evitare imbarazzanti contestazioni. E così al corteo non autorizzato di Parigi il giorno dell’apertura della conferenza sul clima COP21, la polizia carica.
Un brutto clima quando il potere invoca la sicurezza per negare la libertà.
Un brutto clima in ogni caso intorno ad una conferenza che sappiamo già non concluderà molto.
Nelle migliori delle ipotesi adotterà la tattica del salame, come suggerisce qui Gwynne Dyer.
Un modo per prendere tempo quando non c’è più tempo da perdere mentre la Groenlandia si scioglie, il permafrost fonde, il metano esplode e noi siamo qui 11_19_15_Brian_800KDot

 

 

 

… e poi un’altra cosa: sembra che non si discuterà affatto di pressione demografica, con l’arroganza di pensare ad una crescita costante, intesa come modello consumistico, che può essere tale solo per alcun* a scapito di molt*. Se ne è accennato nel dibattito al seguito di questo post… come dice Daniela Green “Vorrei sentire finalmente parlare di RIDUZIONE DEMOGRAFICA al COP 21.
Sennò sono frottole.”

Chi siamo?

sabato, novembre 28th, 2015

noisiamoqui368Dunque, stando alla Società filologica friulana ed al suo nuovo almanacco per il 2016, l’attuale identità del popolo friulano si gioca fra una squadra di calcio, l’Udinese, e la pattuglia acrobatica nazionale (PAN) ovvero le “frecce tricolori” che nulla hanno a che fare con l’essere friulane se non la servitù militare del territorio che si deve prendere sulla testa le emissioni di carburante, il rumore assordante e continuo ed il pericolo delle esercitazioni per aria.
Dell’udinese poi, come per ogni squadra di calcio, la provenienza dei giocatori è tutto meno che locale; da un Kadhim Ali Adnan ad un Alexander Merkel passando per un Rodrigo Aguirre e un Esteban Zapata…. (W Zapata :-)). che poi sarebbe anche una bella cosa se il calcio non fosse quella schifezza che è, come business e come vivaio fascista e razzista.
C’è qualcosa che non funziona. (altro…)

Strage di Ankara: chi è Stato?

domenica, ottobre 11th, 2015

noisiamoqui366…..La responsabilità di questo attacco è di coloro che hanno fermato il processo di pace per una soluzione della questione curda, di coloro che attaccano il popolo e le sue conquiste per la propria egemonia. Di coloro che vogliono la guerra. Qualunque sia il gruppo utilizzato come esecutore materiale di questo massacro, i mandanti sono Recep Tayyip Erdogan, il l partito dell’AKP e lo stato turco….
Questo uno stralcio dal comunicato di Uiki – Ufficio di informazione del Kurdistan in Italia.
Che altro dire, se non osservare i segni sempre più evidenti della relazione fra ISIS e stato turco in chiave anticurda e fra stato turco ed Europa in chiave antiimmigrazione e poi osservare quanto l’Europa cede e cederà alle richieste di Erdogan? Queste per esempio: ….che l’Unione europea riconoscala Turchia come “paese terzo sicuro”, cioè come un paese dove “sulla base dello status giuridico, dell’applicazione della legge all’interno di un sistema democratico e della situazione politica generale, si può dimostrare che non ci sono generalmente e costantemente persecuzioni, né tortura o altre forme di pena o trattamento disumano o degradante, né pericolo a causa di violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale” .
Strage dopo strage, quanto la sedicente Europa dei popoli terrà in caldo il massacratore del popolo curdo?

Per Kobane e per il popolo kurdo

venerdì, settembre 11th, 2015

Domani 12 settembre manifestazione in appoggio alla resistenza kurda e alla carovana per Kobane – Trieste – h. 16,00 P.za della Borsa.

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Dopo la fuga dei buoi

mercoledì, agosto 5th, 2015

nostralaterra11Obama presenta il suo Clean Power Plan, il suo progetto Energia pulita che prevede la riduzione delle emissioni di anidride carbonica del 32% entro il 2030.
Un po’ tardi, non solo perchè appena a maggio lui stesso aveva autorizzato le trivellazioni nell’artico, una cosa già di per sé, folle; ma perchè, ad ascoltare i report dei glaciologi, dei fisici dell’oceano, dei climatologi non negazionisti, ci stiamo avvicinando molto rapidamente ad un artico senza ghiaccio il che potrebbe preludere a eruzioni di metano catastrofiche quanto l’impatto di un asteroide sulla terra.
Sono parole del prof. Peter Wadhams dell’Università di Cambridge… forse troppo catastrofista e pessimista?
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Il massacro del popolo curdo

domenica, agosto 2nd, 2015

nostralaterra10Se non era ancora chiaro, ora lo è. Il fatto che la Turchia di Erdogan con l’alibi di attaccare l’isis continui il massacro del popolo curdo.
7 giorni di raid aerei su civili e villaggi col plauso della nato e l’appoggio degli usa.
Qui un’opinione di Gwynne Dyer da Internazionale.
Seguiamo le notizie da Uiki e DaKobanea noi.
Non facciamo mancare la nostra solidarietà.

Legittima autodifesa

lunedì, luglio 13th, 2015

ecofemminismo15Riprendiamo un importante scritto di Dilar Dirik del Movimento delle donne curde pubblicato sul blog DaKobane a noi. Per capire la battaglia delle donne curde e per arricchire anche il nostro agire.
Buona lettura.

L’audifesa delle donne curde: armata e politica

La resistenza delle donne curde opera senza gerarchia né dominazione ed è parte della più ampia trasformazione e liberazione della società.
Le potenti istituzioni del mondo operano attraverso la struttura-Stato, che ha il monopolio finale sul processo decisionale, sull’economia, e sull’uso della forza. Al tempo stesso ci viene detto che l’odierna violenza diffusa è la ragione per cui lo Stato ha bisogno di proteggerci contro noi stessi/e.

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Cari estinti

lunedì, giugno 22nd, 2015

ecofemminismo14Lo spiega bene Maria Rita D’Orsogna che stiamo entrando in una nuova era di estinzioni di massa, in cui le specie viventi si estinguono ad un tasso che è cento volte superiore al normale.
Lo spiega riprendendo uno studio appena pubblicato su Science Advances. Sappiamo così che siamo gli spettatori privilegiati di un evento del calibro di quelli che sulla terra non si vedevano da almeno 65 milioni di anni. Non è un bel vedere; ma è comunque bene sapere che il il tasso medio di perdita di specie di vertebrati nel corso dell’ultimo secolo è fino a 114 volte superiore al tasso di fondo; nei secoli precedenti le specie che si sono estinte ci hanno messo fra gli 800 e i 10.000 anni per scomparire… Ora, questo avviene in tempi molto minori e le cause le sappiamo: come ricorda D’Orsogna sono l’arrivo di specie invasive, la perdita di terreno a causa di cementificazione, agricoltura intensiva, deforestazione, emissioni di CO2, cambiamenti climatici e l’introduzione di tossine in atmosfera che alterano ed avvelenano gli ecosistemi.
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