Archive for the ‘Cervello sessuato’ Category

Unisex

sabato, dicembre 5th, 2015

cervellosessuato3Ieri i genitori di Generazione Famiglia hanno tenuto bambini e bambine a casa da scuola per protestare contro la terribile “teoria gender” che a loro dire si vorrebbe insegnare nelle scuole appunto.
Ieri abbiamo anche letto dell’ultima ricerca intorno a questo rovello insoluto: sul come dove e quanto la differenza di genere sia allocata nel cervello. … Ebbene, ci dicono quelli di TelAviv, il cervello è unisex, è un mosaico le cui tesserine rosa e celeste sono distribuite un po’ dappertutto, non c’è un cervello maschile e uno femminile, no.
Prendiamo l’ippocampo, per esempio, quello a sinistra, associato alla memoria, che si riteneva più grande negli uomini, ha mostrato le stesse dimensioni anche in alcune donne e delle volte si è visto più piccolo in alcuni uomini. Insomma risonanze magnetiche, tecniche di imaging, pesi e misure di materia bianca e materia grigia hanno dato il risultato di un cervello unisex.
La palla sembra tornare alla cultura; quella che “maschio e femmina Dio li creò” delle compagini di cui sopra oppure quella secondo cui l’evoluzione ci dà più opportunità e quindi più soluzioni. Che sono sempre meglio di una sola, talvolta obbligata.

‘O neurone ‘nnamurato

lunedì, ottobre 13th, 2014

cervellosessuato2Oggi Repubblica ripesca gli studi di Helen Fisher.
Si tratta di un’intervista dove l’antropologa spiega le sue ricerche sull’”amore romantico” avvalendosi della risonanza magnetica. Niente di nuovo, in realtà, se non che ora, grazie alle tecnologie di neuroimaging riusciamo a vederci dentro,in un dentro localizzato e mappabile, preciso al micrometro. Così lo stato amoroso, a suo tempo, condizione fluttuante fra ormoni ed endorfine trova delle allocazioni precise, certificate, anch’esso è lì, nel sistema che regola il piacere, quello che viene dal cibo, dal sesso e dalle varie droghe, perciò è lì dove nascono le dipendenze…. il che fa dire a Fisher che “l’amore agisce sul cervello come una droga…, …una delle sostanze che crea maggiore dipendenza sulla Terra…
Sarà…
La narrazione di Fischer (qui un video in cui spiega ancora il suo lavoro) ha il pregio di ricordarci che siamo pur sempre “entità” biologiche; poi però abbiamo imparato a parlare e, come scrisse Jeab-Didier Vincent: “…tutte le complessità dell’amore derivano dal fatto che il linguaggio vi mette radici…” e allora tutto diventa un’altra storia ancora.

Connettoma e Stereotipoma

domenica, dicembre 8th, 2013

cervellosessuato1Divulgazione, che passione! Soprattutto se la descrizione di una scoperta permette di affermare concetti e valori rassicuranti e riconosciuti, di confermare ciò che sappiamo dando conferma scientifica al nostro aver ragione; vuoi mettere la soddisfazione di dire “E scientificamente provato”!?
Quando si parla di uomini e donne poi, ahh!!!
Quando la sempre più raffinata e tecnologica intrusione stereoscopica avvalla la dimensione stereotipica è sempre prevedibile  un orgasmo socioculturale.
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Intelligenti si diventa

martedì, luglio 17th, 2012

E noi donne lo diventammo! Evviva!
Ci certifica un libro di James Flynn, lo psicologo considerato la maggiore autorità mondiale in materia di QI

A forza di sgobbare il doppio triplo abbiamo sviluppato un cervello multitasking più meglio, più “in”, …yehaa!!

Domanda : ma i maschi fino a ieri più intelligenti e no multitasking; intelligenti lo nacquero?

Il cervello senza mutande

domenica, maggio 6th, 2012

Come gli angeli, senza sesso.
Così, almeno stando all’ultima ricerca  riportata dal Corriere. Ne siamo contente? Magari un po’ anche si, se non altro perché spesso le mutande da uomo o da donna che gli si sono cucite addosso erano più rispondenti ai modelli dell’approccio scientifico che alla sua fisiologia effettiva.
Che poi nella materia grigia altre ricerche trovino ancora tracce di impronte e relative influenze ormonali, può pure anche essere…,  il problema sorge quando le diversità si colorano con sfumature di rosa e azzurro come precursori di giudizi di valore, tanto per cambiare,  sessisti. Allora siamo certe che quella ricerca è fatta con quello che le mutande contengono.

Uccellini di rovo

martedì, marzo 13th, 2012

Il Fatto di Padellaro ha pubblicato un estratto dalla “divertente” gara di battute a tema ‘approcci moderni’ per utenti Twitter, intendendo per ‘approccio’ l’ammiccamento a sfondo sentimental-sessuale.
Dei venti risultati, nuovi per forma e veicolo tecnologico, la maggior parte sono vecchi per immaginario e sostanza: “Voglio averti tutta in full HDTi formatto tuttaVuoi vedere il mio articolo 18?…. Posso mettere la mia penna USB nella tua porta USB?Mi stai facendo salire lo spread…” insomma, niente di nuovo; nascost* dal nick name, tradit* dai cinguettii della sociocultura.

Il canto della madre preistorica

domenica, dicembre 4th, 2011

Fu il “maternese“, la prima lingua della nostra specie.
Così sostiene Dean Falk,  antropologa e specialista dell’evoluzione del cervello nel suo libro, che abbiamo letto con piacere:  “Lingua madre. Cure materne e origini del linguaggio” (Bollati Boringhieri 2011).
Una nuova prospettiva negli studi sull’evoluzione del linguaggio che secondo gli approfondimenti di Falk non nasce con i richiami fra maschi impegnati nella caccia o nella competizione sessuale, nasce nella stretta relazione tra madre e figlio/a, dalla necessità di compensare il distacco dal corpo materno nel passaggio alla stazione  eretta. Stare in piedi significò, oltre che modifica delle ossa del bacino, restringimento del canale del parto e selezione dei soli neonati di dimensioni più piccole, un maggior accudimento  per l’impossibilità del piccolo di rimanere aggrappato al corpo materno come invece avviene per molte scimmie.
Fu la voce della madre, i suoi richiami di rassicurazione sulla sua vicinanza, i suoi vocalizzi, le sue cantilene diventate poi ninne nanne e musica quel caldo contatto con il corpo che non era più possibile mentre cercava da magiare o si occupava delle incombenze quotidiane.
Quella struttura di base che secondo Falk si ritrova in tutte le lingue, quel “maternese” il cui eco sentiamo risuonare ancora quando ci si rivolge ai neonati ed ai piccoli della specie, fu il proto-linguaggio dell’umanità, nato dalla necessità vitale di cura piuttosto che dalle impellenze di comunicazione fra uomini attorno al fuoco.
L’uso che poi gli uomini fanno del linguaggio come strumento di dominio sulle madri e sulle donne è un’altra storia.

Il cervello delle donne è più rapido a cogliere gli errori.

sabato, aprile 3rd, 2010
E’ merito di un’impostazione più istintiva e neuroni specchio più reattivi
 Preview

Di fronte ad errori, gaffes o figuracce il cervello delle donne è più veloce, grazie ad un’impostazione più impulsiva di quella maschile e neuroni-specchio più reattivi.
Questa la sintesi di una ricerca del CNR e dell’Università di Milano-Bicocca, diretta da Alice Mado Proverbio, Alberto Zani e Federica Riva e pubblicata su "Neuropsychologia". Gli scienziati si sono basati su precedenti lavori, che avevano identificato i neuroni specchio. Tali neuroni si attivano in massa in seguito a comportamenti corretti e/o utili, aiutando così il proprietario a distinguerli dalle scelte sbagliate ed a ripeterli. (altro…)

Il cervello unico non esiste.

sabato, aprile 3rd, 2010

La "materia grigia" di uomini e donne è diversa fin dal momento della nascita e le peculiarità biologiche fanno il resto.

Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere? La risposta della scienza alle provocazioni e agli stereotipi sulle differenze di carattere e comportamento di maschi e femmine è che un cervello unisex non esiste. Come spiega la neuropsichiatra americana Louann Brizendine la "materia grigia" di uomini e donne è diversa fin dal momento della nascita e la peculiarità biologica delle donne – il ciclo mestruale, la gravidanza, il parto, l’allattamento, la cura dei figli – influisce sullo sviluppo cognitivo, sociale e comportamentale del cervello. Le prime differenze cerebrali si manifestano già dall’ottava settimana di sviluppo fetale, in particolar modo a causa dell’avvio di quella attività ormonale che condizionerà per il resto della vita i sistemi neurali di maschi e femmine. Mentre gli uomini potenzieranno in particolare i centri cerebrali legati al sesso e all’aggressività, le donne tenderanno a sviluppare doti uniche e straordinarie. (altro…)

Cervello multitasking … purtroppo!

venerdì, aprile 2nd, 2010

E’ stato notato che i modelli modulari e flessibili dell’attenzione sono più appropriati al cervello femminile che è mediamente più capace di passare da un compito all’altro favorendo lo sviluppo delle proprie capacità intuitive.

 

Al giorno d’ oggi con l’ accrescersi della societa’ della informazione il cervello si abitua a svolgere piu’ compiti simultanemente (multitasking work) senza provocare interferenze. Come il nel computer si ha la possibilita di aprire varie finestre ed elaborare in parallelo le informazioni anche il nostro cervello e capace di elaborare piu’ compiti contemporaneamente. La formazione cerebrale diviene in tal modo piu’ flessibile e capace di suddividere la attenzione in molteplici attivita’ di elaborazione delle memorie e breve termine. L’ utilizzare le molteplici capacita’ di integrazione cerebrale della informazion, come si fa con lo "zapping in TV", va’ pero’ a discapito della concentrazione attenzionale e percettiva. Pertanto, come si puo osservare dagli studi di Risonanza Magnetica Funzionale del Cervello ( RMf-Brain -Imagin), la elaborazione parallela della informazione va ad attivare ben poco le zone centrali del cervello responsabili del confronto con i processi mnemonici a lungo termine ( Talamo ed Ipotalamo). (altro…)

Il cervello del sesso debole invecchia più lentamente

venerdì, marzo 26th, 2010

Novità annunciata a Spoletoscienza dalla psichiatra americana Nancy Andreasen

SESSO forte? A muscoli, forse. Quanto al cervello, meglio sorvolare. Esso invecchia più precocemente negli uomini che nelle donne. Precisamente con dieci anni di anticipo, a partire dai 45 per il "sesso forte" e dai 55 per il "sesso debole". Novità annunciata a Spoleto scienza dalla psichiatra americana Nancy Andreasen, cattedra all’università dello Iowa.La Andreasen dirige una ricerca, non ancora ultimata, per studiare le differenze tra uomini e donne, specie per quanto riguarda il loro modo di pensare, con l’ausilio di tecniche diagnostiche che, ad esempio, consentono di misurare lo spessore della corteccia cerebrale, oltre al quoziente d’intelligenza, mediante l’intensità del flusso di sangue al cervello; o con l’aiuto dei più avanzati strumenti di risonanza magnetica che producono "lastre" del cervello simili ad altrettante "impronte digitali" dell’attività cognitiva. (altro…)

Nelle donne funzioni del cervello meno specializzate ma connessioni più estese.

sabato, marzo 13th, 2010

Un ruolo fondamentale lo giocano gli ormoni nella vita intrauterina.

Queste differenze di abilità in diverse funzioni cerebrali non sono attribuibili soltanto a diverse esperienze vissute o ad una diversa pressione sociale esercitata sugli uomini o sulle donne. Un ruolo importante certamente lo giocano gli ormoni nel primo periodo della vita intrauterina… (altro…)