Archive for Maggio, 2012

Exxon Strategy

mercoledì, Maggio 9th, 2012

La anticipa Federico Rampini parlando del libro “Private Empire” di Steve Coll.
The Exxon Strategy: 1=negare; negare i cambiamenti climatici: “Finanziando generosamente piccoli gruppi di scienziati scettici, spesso privi di competenzee qualificazioni specifiche, offrendo loro campagne di comunicazione e relazioni pubbliche, Exxon diede a queste voci un peso sproporzionato nel dibattito scientifico». Il risultato finale: «Riuscì a creare l’impressione nei mass media e nell’opinione pubblica che la comunità scientifica era lacerata da una tremenda controversia, laddove invece questa controversa era marginalee in via di superamento».
2=sfruttare; sfruttare i risultati del cambiamento climatico “Le sue équipe geologiche hanno studiato da tempo gli effetti del riscaldamento del pianeta, anticipando di anni che lo scioglimento dei ghiacci artici avrebbe reso più facile sfruttare quei giacimenti sottomarini. Ora la Exxon ha potuto annunciare un patto con Putin, che le apre l’accesso alla zona russa dell’Artico, «e riserve sottomarine pari a molti miliardi di dollari».
In parole povere si chiama l’inganno e la beffa.
L’assalto all’Artico, un tristissimo argomento per dire allo  Skeptical Environmentlist che aveva torto.

Il cervello senza mutande

domenica, Maggio 6th, 2012

Come gli angeli, senza sesso.
Così, almeno stando all’ultima ricerca  riportata dal Corriere. Ne siamo contente? Magari un po’ anche si, se non altro perché spesso le mutande da uomo o da donna che gli si sono cucite addosso erano più rispondenti ai modelli dell’approccio scientifico che alla sua fisiologia effettiva.
Che poi nella materia grigia altre ricerche trovino ancora tracce di impronte e relative influenze ormonali, può pure anche essere…,  il problema sorge quando le diversità si colorano con sfumature di rosa e azzurro come precursori di giudizi di valore, tanto per cambiare,  sessisti. Allora siamo certe che quella ricerca è fatta con quello che le mutande contengono.

L’irruzione di oggi

sabato, Maggio 5th, 2012

Accendi il computer, leggi il giornale e il mondo irrompe nella tua giornata, nella tua vita,  nel peggiore dei modi possibili, con l’uccisione di donne, con donne umiliate e maltrattate, con donne offese e cancellate.
La cronaca di oggi è tremenda: una donna uccisa dall’ex fidanzato; una donna picchiata a cinghiate perché non vuole una altro figlio, il sesto; il cadavere di una donna rinvenuto lungo una strada; una donna probabilmente uccisa da uno zio per motivi di eredità; un processo per stupro dove si usa la consolidata strategia dell’insinuare l’inattendibilità della vittima.
Tremendo è anche lo “stile” della cronaca; prendiamo l’ultimo caso che è anche territorialmente vicino a noi: tante parole e dettagli per le ragioni della difesa dei due imputati; che si insinui anche nel lettore un senso di solidarietà per loro e di vituperio per lei. Scriveremo al giornale.
Cameo della giornata: Cancellieri ha aderito alla petizione “Mai più complici” manifestando “massima attenzione e impegno nella lotta contro la violenza sulle donne e solidarietà a tutte le vittime di abusi”.

La ricaduta

venerdì, Maggio 4th, 2012

Questa non l’avevamo ancora pensata, cioè che della guerra si potessero presentare anche queste “ricadute benefiche” ovvero organi da espiantare dai militari americani feriti e da distribuire pressoché in sito, cioè, -[non in Afghanistan o Iraq], ma nei paesi europei più o meno amici, più o meno contermini, perché non ce la fanno ad arrivare negli USA.  Insomma, un orrore nell’orrore nell’orrore. Quello della guerra, quello del militare allevato come macchina per uccidere, quello del militare “morto” da sfruttare fino alla fine con la divisione degli organi, dietro la retorica delle 140 vite salvate.
Antimilitariste sempre, e pure contro la predazione degli organi.

Sessismo

venerdì, Maggio 4th, 2012

Laboratorio wiki

 

Ecofemminismo dumblico

venerdì, Maggio 4th, 2012

Laboratorio wiki

 

Noi siamo la nostra lingua ? !

venerdì, Maggio 4th, 2012

Laboratorio wiki

 

E oggi il cartello nr. 56

mercoledì, Maggio 2nd, 2012

C’è stato un flash mob oggi davanti a Montecitorio, 55 cartelli con i nomi e l’età delle 55 donne ammazzate dall’inizio dell’anno. Ma già ora se ne dovrebbe aggiungere un altro con il nome di Matilde, 63 anni uccisa dal marito che poi si è ucciso a sua volta.
Sentite come ne parla il Corriere: “La malattia, le operazioni al cuore e un forte stato depressivo. Umberto Passa, sarto in pensione di 65 anni, era entrato in un tunnel da cui non è più stato in grado di uscire, se non uccidendo la moglie Matilde con più coltellate e poi togliendosi la vita con la stessa arma…”, cioè, ripetiamo: “…era entrato in un tunnel da cui non è più stato in grado di uscire, se non uccidendo la moglie…”.
Come si può formulare un pensiero del genere? Ma non è come scrivere che da quel tunnel si esce uccidendo la moglie? E poi, eventualmente, ma in subordine, suicidandosi.
Questi non capiscono neanche se quei 55 cartelli glieli fanno mangiare! E menomale che è il periodo che sono tutt* più sensibili verso il femminicidio! Che desolazione… e che rabbia!

La predazione ai tempi di Facebook.

martedì, Maggio 1st, 2012

Si presenta attraverso una consolidata trappola semantica: “Facebook salva-vite”,  la funzione attraverso la quale un* può dichiararsi donatore di organi. Tutto semplice, tutto facile, figo e condivisibile nella totale ignoranza che, come ricorda la Lega contro la predazione degli organi:  “ogni trapianto richiede un espianto e ogni trapianto richiede la fine di un’altra vita” perché l’espianto avviene sulla base della dichiarazione di “morte cerebrale“, un’altra bella e terribile trappola semantica.

Cherchez la femme, la femmina, le femine

martedì, Maggio 1st, 2012

In Francia, prossima alle presidenziali, dove il voto delle donne sembra determinante, si è aperta la caccia a chi espone l’esca migliore.
Nell’Italia prossima alle amministrative, ed in vista delle politiche,  si espone il tema “femminicidio”, così come certificato dalla repentina e generalizzata presa di coscienza del fenomeno.
Senonchè appena da sinistra a destra imparano a sillabare la famosa parola, c’è chi propone di non pronunciarla affatto perché non ontologicamente corretta.
E’ Isabella Bossi Fedrigotti che dice: “Ci piace essere chiamate femmine? Non tanto. Probabilmente, perché, magari erroneamente, abbiamo l’impressione di sentire in quel termine una vaga intenzione di svilimento, se non di disprezzo…”, “… di conseguenza piace poco il termine femminicidio che si sta diffondendo…”; termine che viene usato, a suo avviso, per una certa “ansia di precisione“.
(altro…)