Vaì par il Vajont
martedì, Ottobre 8th, 2013
Piangere per il Vajont.
“Resterà un monumento a vergogna perenne della scienza e della politica”; questo scriveva Tina Merlin nell’introduzione al suo libro “Sulla pelle viva”; un monumento a vergogna perenne che proprio la politica e la scienza, a cinquant’anni dalla catastrofe cercano di occultare, di agghindare con frasi fatte e retorica d’occasione.
A lavarsi mani faccia e coscienza nelle acque che sommersero Longarone, Erto e Casso e tutti i loro abitanti.
La storia del genocidio del Vajont è, purtroppo, una storia da manuale; non a caso Tina Merlin al suo libro mette il sottotitolo: “Come si costruisce una catastrofe – il caso Vajont”.
Leggiamo qualche pezzo del libro e ci chiediamo: cosa è cambiato? Oggi forse, si procede diversamente?
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