Ottobre 8th, 2013 by dumbles
Piangere per il Vajont.
“Resterà un monumento a vergogna perenne della scienza e della politica”; questo scriveva Tina Merlin nell’introduzione al suo libro “Sulla pelle viva”; un monumento a vergogna perenne che proprio la politica e la scienza, a cinquant’anni dalla catastrofe cercano di occultare, di agghindare con frasi fatte e retorica d’occasione.
A lavarsi mani faccia e coscienza nelle acque che sommersero Longarone, Erto e Casso e tutti i loro abitanti.
La storia del genocidio del Vajont è, purtroppo, una storia da manuale; non a caso Tina Merlin al suo libro mette il sottotitolo: “Come si costruisce una catastrofe – il caso Vajont”.
Leggiamo qualche pezzo del libro e ci chiediamo: cosa è cambiato? Oggi forse, si procede diversamente?
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Ottobre 6th, 2013 by dumbles
Sappiamo che non sono lì per la protezione dei/lle deboli, né a garanzia della libertà; sappiamo che sono il braccio armato dello Stato pronto a menare chi si frappone ai suoi interessi, e sappiamo sempre di più che, se combinano, taluni, sono anche lì per stuprare.
Questa volta a Roma, S. Basilio; ma già lo sapevamo da Roma: dei cc al Quadraro, e poi, una bella summa ce l’ha data il signor Pigozzi Massimo, agente di polizia, andato definitvo con dodici anni e sei mesi per aver violentato quattro donne alla questura di Genova e poi andato definitivo anche con tre anni e due mesi quella volta del G8 che, per non saper cosa, fare divaricò le dita di uno dei manifestanti fermati, fino a lacerargli la carne.
Tutti questi li sappiamo, forse altri non li sapremo mai ed altri ancora, tipo quelli dislocati in Val di Susa, anche se menano e palpeggiano è come niente.
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Ottobre 6th, 2013 by dumbles
Gelindo Citossi nato a S.Giorgio di Nogaro il 7 ottobre 1913, contadino; nome di battaglia Romano il Manzìn, partigiano.
Avrebbe cento anni “Romano il Mancino”; nel clima generale e particolare della storia negata, rinnegata e rivisitata, noi invece ricordiamo quelli e quelle come lui; ad ogni anno che passa, più importanti, più indispensabili, più compagni/e di viaggio.
Lunedì 7 ottobre commemorazione di Romano il Manzìn, con la presentazione del libro “Romano il Mancino e i Diavoli Rossi” di Pierluigi Visintin curato da Alessandra Kersevan – ed. Kappavù
h. 20,30 Villa Dora S.Giorgio di Nogaro (UD)
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Ottobre 6th, 2013 by dumbles
Dunque apprendiamo che la Regione, con ordinanza del direttore del servizio del Corpo forestale, Massimo Stroppa, inviata a Silvano Dalla Libera, riconosce la libertà di messa in coltura di mais ogm iscritto nel catalogo comune europeo, ha perciò prescritto allo stesso, il protocollo da osservare per la trebbiatura.
Le prescrizioni “stringenti” sarebbero elencate in 14 punti; non le conosciamo, a parte l’inizio e la fine: cioè la raccolta entro il 10 ottobre, e il chiarimento che se tutte le prescrizioni date «non dovessero risultare sufficienti a evitare la nascita di piante erratiche derivanti da semi accidentalmente caduti a terra, nella primavera 2014, anteriormente alla successiva semina, si dovrà procedere al diserbo dell’appezzamento a mezzo di erbicida ad azione sistemica»
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Ottobre 5th, 2013 by dumbles
… e non basterà una candelina a lavare le coscienze, come giustamente scrive il post che abbiamo linkato.
Più volte parlando di CIE, li abbiamo definiti anche come quelle strutture di confinamento di cui lo Stato necessita per chiudere dentro chi non riesce a chiudere fuori.
Le barriere che l’Italia ha innalzato contro l’immigrazione sono lì: sono le leggi che sappiamo, sono le denunce di favoreggiamento ai pescherecci che prestano soccorso in mare, sono gli accordi con i regimi sanguinari, sono l’uso della polizia europea Frontex; -un nome che è già un programma-, è il razzismo condannato ma sobillato da tanta politica ecc. ecc…
Perchè a “certe” persone non è concesso spostarsi con un semplice biglietto aereo?
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Ottobre 1st, 2013 by dumbles
La cronaca ricorda l’evento dell’uccisione di Roberta:
GONARS. La uccise a fucilate, infilò il cadavere in un sacco e lo gettò in un cassonetto delle immondizie. Quando, a distanza di qualche giorno, fu ritrovato, triturato in mezzo ai rifiuti della discarica di Firmano, di quel corpo non erano rimasti che i brandelli. La vittima si chiamava Roberta Budai, aveva 31 anni e abitava a Fauglis di Gonars. Il suo carnefice era – e resta – Felice Di Menna, originario di Sulmona (L’Aquila) e, all’epoca, 37enne e sottufficiale al quarto reggimento “Genova Cavalleria” di Palmanova.
Tra i due esisteva una relazione sentimentale. Una storia extraconiugale finita in tragedia nel momento in cui lei, rimasta incinta da lui, regolarmente sposato con un’altra donna, aveva deciso di tenere il bambino. Di fronte al rischio di uno scandalo, Di Menna preferì ucciderla. E fare sparire, insieme all’amante, anche il figlio che stava crescendo nel suo grembo. Succedeva l’8 gennaio del 2001.(MV 29.09.13)
Poi ricorda che lui fu condannato a vent’anni in primo grado e poi in appello ci fu un ulteriore sconto di due anni, infine; la cronaca ci dice che quell’uomo oggi è libero.
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Settembre 29th, 2013 by dumbles
Ecco, questo titolo è venuto da solo, per concludere la tiritera dei due precedenti, ma anche perchè proprio viene, come si diceva una volta quando c’erano le br, che invece adesso che non si sa bene quali siano ma occorre che tornino alla ribalta perchè bisogna mazziare i/le NoTav.
Ogni telegiornale è un bollettino di guerra e di morte con l’elenco di posti di lavoro che chiudono, disoccupazione e miseria, ma noi dobbiamo sorbirci volgari sceneggiate governative di ogni genere, che non abbiamo neanche più parole per descrivere, e soprattutto dobbiamo vedere un ministro che pontifica sulla volontà indiscutibile dello Stato a proposito di un Tav, voragine di costi per noi tutt* ed opera mostruosamente inutile.
Non si è mai vista una escalation repressiva come quella intorno al Tav, che se la mafia avesse ricevuto la stessa attenzione, probabilmente sarebbe in grave crisi… ma no, nella terra dei fuochi la gente, i bambini e le bambine devono morire perchè ci si accorga di loro e poi comunque, è come niente.
Italia?… BRrrr che brividi…
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Settembre 29th, 2013 by dumbles
Qualche giorno fa Laura Boldrini intervenendo al Senato, al convegno su ‘Donne e media’, nell’intento di criticare gli stereotipi sessisti nella pubblicità, fece l’esempio dell’immagine della mamma che serve la famiglia riunita a tavola.
Sempre qualche giorno fa, Guido Barilla, disse che lui non avrebbe mai fatto spot pubblicitari nei quali apparissero dei gay, essendo che probabilmente per lui vale la famiglia tradizionale del modello eterosessuale: un maschio, una femmina, scopo riproduzione, procreazione e pastasciutta.
Balletti intorno alla famiglia, quella giusta, quella sbagliata. E se quella rappresentata è sbagliata, basta uno scambio di ruoli nel servire in tavola ad aggiustarla? E’ sufficiente, per farla più giusta, che i ruoli tradizionali possano essere assunti anche da persone dello stesso sesso?
Dato certo è che la famiglia è un carnaio, soprattutto per le donne; da lì provengono tanta parte dei femminicidi e quindi c’è qualcosa lì dentro che non va e quando sbrocca, sbrocca male.
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Settembre 25th, 2013 by dumbles
Oggi a Roma si è tenuto il convegno “Fermiamo la vivisezione”; convegno che è di quelli che non entusiasmano più di tanto perchè spesso si riducono a passerella di politic* ; in ogni caso, a margine, sulla stampa emerge la contrapposizione Cattaneo-Brambilla; la neosenatrice a vita uscita dal cappello di Napolitano e la pasdaran berlusconiana dell’animalismo da salotto, (definizione da Giornalettismo).
Scontro su metodi alternativi che possano sostituire la sperimentazione animale; per Cattaneo non ci sono, perlomeno non ancora, per Brambilla, magari anche sì. E poi di contorno tutto il solito ciarpame retorico sul curare il bambino o salvare il ratto e sul farmaco che altrimenti dovrebbe essere testato sulla nostra specie -come se questo non si facesse comunque-.
Noi non abbiamo la ricetta per uscire dalla pratica barbara e crudele della sperimentazione animale; sappiamo che una cellula non è un tessuto, che un tessuto non è un organismo ma sappiamo anche che un ratto non è una donna o un uomo, che i malanni gli sono provocati artificialmente e già questo riduzionismo spinto mette in crisi la bontà del risultato.
Forse, ripartire dal riduzionismo, questo antico vizio della scienza moderna aiuterebbe a trovare la strada giusta.
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Settembre 25th, 2013 by dumbles
Da NoTav.info >Fate qualcosa
La rete di persone che in questi lunghissimi anni è stata tessuta in Italia e anche all’estero si fa viva con telefonate, e-mail, sms per chiedere che si faccia qualcosa (con urgenza), che ci si materializzi per cercare di arginare la valanga di fango che scientificamente orchestrata tenta di sommergerci. (Fate qualcosa). Ma come, ancora? Pensavamo di aver fatto e detto/di tutto. Cos’altro ci dobbiamo ancora inventare? Strano come questa domanda rappresenti bene il quotidiano femminile (domanda storica). Sempre pronte ad interrogarci a inizio come a fine giornata: Ho dimenticato qualcosa? E’ tutto a posto? Ho fatto tutto? (come sempre e sempre di più delegate a coprire le mancanze dello stato sociale). Read the rest of this entry »
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Settembre 24th, 2013 by dumbles
Pensate che delitto può essere una performance di quaranta secondi, una parodia, un frammento di esortazione-provocazione in forma di musica, che delitto ha rappresentato nella Russia di Putin la performance delle Pussy Riot nella cattedrale di Cristo Salvatore!
La chiesa non perdona e nessuno le ha salvate dal gulag.
Da lì giunge la voce di Nadia Tolokonnikova.
E per noi, non hanno niente di cui farsi perdonare, loro.
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Settembre 23rd, 2013 by dumbles
Ancora per un periodo da 1,75 a 3,25 milioni di anni ci sarà vita sulla terra, dopodichè il pianeta si avvicinerà al sole e l’aumento della temperatura farà evaporare i mari. Niente acqua, niente vita.
Invece, ancora dieci anni vissuti così, con questa politica ed incoscienza, dopodichè l’aumento di C02, della temperatura e del livello dei mari determineranno la sesta estinzione di massa.
Tutto in due studi, uno e due; il primo informativo, il secondo preoccupante.
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Settembre 21st, 2013 by dumbles
La grande talpa sta per entrare in azione e la banda del buco entra in agitazione.
Evoca il terrorismo, quello incarnato nelle br che nel frattempo pensano bene di evocarsi pure loro, chi le nomina è perduto e chi protesta potrebbe essere un* terrorista.
Poi manda l’esercito, ancora, a proteggere la grande fresa che deve fare il grande buco.
Che è praticamente nell’acqua perchè il Tav è un progetto senza capo né coda, soprattutto senza coda perchè dalle nostre parti si delira a tutti i livelli istituzionali e progettuali per non sapere a quale tracciato votarsi.
E se c’è una certezza è quella dei reati che si accompagna al percorso della grande opera.
Senti la Lorenzetti e poi capisci.
E capisci anche perchè tanto accanimento contro i NoTav.
Accanimento alimentato da una informazione tossica, come spiegano dalla ValSusa in questo post, alla quale, là come qua, occorre opporre narrazioni che sappiano costruire ragionamenti liberi ed ancora di più iniziative, dibattiti, lotta, che aiutino il movimento no tav a resistere e a vincere.
Siamo con loro e faremo del nostro meglio.
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Settembre 20th, 2013 by dumbles
Chi ha ucciso Silvia, adesso è noto: un uomo di 36 anni, ha confessato il delitto ed è sembrato credibile; le prove ed i riscontri sono contro di lui.
Poi c’è anche un “perchè” che invece è meno convincente e forse prelude ad un altro che racconteranno i riscontri e diranno se quella persona intercettata dall’assassino non necessariamente doveva essere Silvia ma necessariamente doveva essere una donna. Perchè l’obiettivo non era il rapimento, il riscatto, i soldi ma un corpo di donna, anche solo in quella parte più effimera che sono i capelli.
Un’azione assurda e sconclusionata o un’ossessione inconfessata e grottesca finita in tragedia.
Delitto o femminicidio; dell’uno o dell’altro, Silvia è morta ma la stampa non ha avuto dubbi nel contabilizzarla nel secondo.
E, come l’altro ieri, continuiamo a chiederci “perchè”.
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Settembre 18th, 2013 by dumbles
Chi e perchè ha ucciso Silvia, ieri, mentre faceva jogging, ancora nessuno lo sa eppure il Messaggero Veneteo nell’edizione on line di ieri ha da subito titolato: Femminicidio a Udine.
E’ stata uccisa una donna perciò adesso la definizione che si usa, con un non giustificato automatismo, è quella.
Non stiamo certo a fare le pulci sulle parole usate intorno alla morte di una ragazza di 28 anni, ma proprio perchè abbiamo a cuore la vita, e -purtroppo- la morte di ognuna, non ci piace nulla di ciò che sa di approssimazione, di superficialità, di termini usati perchè fanno “tendenza”.
Ci sembra che il termine “femminicidio” usato a prescindere, come contenitore di ogni delitto, in realtà non rende giustizia alle donne che di questo sono morte veramente, cioè in quanto donne e per mano di uomini o persone che le hanno negate nella loro autodeterminazione di genere.
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Settembre 15th, 2013 by dumbles
sempre più in calo; anzi, se lo proibisci, vedrai che sparisce.
Stando alla relazione presentata dal ministero della salute, in Italia il tasso di interruzione volontaria di gravidanza nel 2012 si è ulteriormente ridotto del 4,9% rispetto al 2011 e del 54,9% rispetto al 1982.
Sono contemporaneamente aumentati i medici obiettori di coscienza, sicchè verrebbe da fare 1+1.
Lo fanno i cattointegralisti che lo ritengono merito loro.
Non sappiamo e non sapremo mai quanto abbia pesato nella scelta la rete sempre più fitta dei persuasori dell’ embrionebambino; di certo le enormi difficoltà da loro create nella certezza ed immediatezza del servizio avrà avuto il suo peso; inoltre, come osserva la Laiga, ci sono differenze abissali tra le regioni che spingono le donne a spostarsi, forse anche all’estero e forse anche al fai da te, che si chiama, come una volta, aborto clandestino.
D’altra parte se facciamo il pari con l‘andamento demografico, nemmeno le nascite in Italia sono aumentate, no.
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Settembre 15th, 2013 by dumbles
Quando la cura è più crudele della malattia, ovvero quando la malattia non c’è ma si inventa, e si inventa anche la cura. Un disastro che corrisponde alla tortura.
Ciò che qualcun* vorrebbe fare con l’omosessualità, per esempio.
L’invenzione della malattia per orientamenti e preferenze sessuali che non rientrano nello schema socialmente stabilito cioè quello del sesso binario.
Abbiamo appena segnalato un convegno in proposito, ma ce n’è anche un’altro che merita essere preso in considerazione: si tratta del IX convegno di endocrinologia pediatrica; una cosa per addetti ma anche per tutt* perchè a quanto pare in quella sede verranno trattati i temi di bambin* ed adolescenti intersex o con “differenze nello sviluppo sessuale”.
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Settembre 11th, 2013 by dumbles
si troverà a Verona il 21 settembre al convegno sponsorizzato dal sindaco e dal vescovo.
Tosi & Zenti urbi et orbi contro la teoria del gender.
Messo in forma interrogativa nel titolo, cioè se la suddetta sia “per l’uomo o contro l’uomo?” [che la donna chissenefrega], avrà per bocca dei suoi relatori o delle sue relatrici un incontrovertibile, incommensurabile pollice verso.
Lo si sa già ovviamente dall’elenco di personaggi fatto dall’Espresso che parla dell’evento; leggetelo!, è un interessante coacervo di castronerie che tutte assieme sono difficili da sentire, e lì non si fanno mancare niente.
C’è il creazionista; c’è quello che le catastrofi naturali sono un castigo di Dio e poi c’è anche l’infettivologa -dàgli all’untore- che la “propagazione della normalizzazione dell’omosessualità” incrementando i comportamenti cosiddetti esplorativi (cioè il sondaggio delle proprie pulsioni omosessuali) produce “risultati sanitari devastanti”.
Tutti insieme appassionatamente in un brainstorm di categoria 3 in grado di spazzare via in un sol colpo ogni residuo di razionalità, intelligenza, sensibilità, socialità, diritto… e lasciare in piedi quel simulacro chiamato famiglia che ormai non sta sù neanche peata col filo di fiaro.
>> Gruppi lgbtq locali e circolo Pink, giustamente contestano e contesteranno<<
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Settembre 11th, 2013 by dumbles
Se lo chiedono dalla ValSusa dove ogni opposizione, ogni contestazione, ogni dissenso vengono perseguiti sempre più pesantemente. Sì, lo abbiamo capito; inventato il teorema, bisogna costruire la dimostrazione slittando sempre più verso la persecuzione della lotta con l’enfatizzazione del singolo reato da nulla. Brutto segno, se ce ne fosse bisogno…
L’aborrita ferrovia non è ancora costruita, ma la strada della repressione è già tracciata, e da un pezzo; ce lo ricordava ieri un articolo dell’UffingtonPost a proposito dell’unità antiterrorismo prevista nell’accordo italo-francese riportata in un documento che il sito allega in metalinguaggio xml, oltretutto fallato, così, per una più facile comprensione…
In ogni caso, solidarietà a tutt* i/le NoTav perseguit*!
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Settembre 9th, 2013 by dumbles
…e chi è fuori, solidarizza e lotta con chi è dentro.
Questo abbiamo fatto diverse volte e lo rifaremo anche adesso durante questo periodo di mobilitazioni nelle carceri, dal 10 al 30 settembre.
Perciò sabato 14, a partire dalle 18,00 ci sarà un presidio sotto il carcere di Udine.
A testimoniare una repulsione totale al sistema carcerario ed a manifestare una solidarietà reale e non finta e fittizia come quella così ben descritta nella lettera di alcuni detenuti di Rebibbia che copiamo qui di seguito.
Buona lettura
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