Le ragioni di Maria
Febbraio 7th, 2011 by dumbles
A proposito dell’appello alla manifestazione del 13 febbraio lanciato da Concita De Gregorio, le considerazioni di Maria Nadotti. Molto altro su Femminismo a Sud.
A proposito dell’appello alla manifestazione del 13 febbraio lanciato da Concita De Gregorio, le considerazioni di Maria Nadotti. Molto altro su Femminismo a Sud.
L’assoluzione dell’ispettore capo di polizia Vittorio Addesso ci conferma due cose; una, come dicono le donne di noinonsiamocomplici che “Lo stato si assolve”; due che la vita delle/dei migranti rinchiuse nei CIE non vale niente. La terza la diciamo noi: siamo tutte con Joy e la lotta contro i cie continuerà adesso e sempre.
SIAMO TUTTE NIPOTI DI MUBARAK!
Silvio aiutaci!! Dovrebbe essere questa l’invocazione da lanciare stando alla logica della linea difensiva del “flaccido” che fa del bene alle ragazze in difficoltà.
A noi fa schifo pensare parentele con il capo di un regime dittatoriale e crudele come quello di Mubarak; a maggior ragione ci fanno schifo le amicizie politiche che l’incipriato tiene con questi faraoni dell‘era moderna, rais del bunga o gerarchi del Don col colbacco e col lètton.
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Al momento ci pare che la prostituta più in vista sia la chiesa.
Poiché per prostituzione non si intende solo l’offerta di prestazioni sessuali dietro pagamento di un corrispettivo in denaro, ma anche particolari comportamenti di favore nei confronti di qualcuno che paga un compenso materiale o immateriale.
Berlusconi l’esuberante, con la chiesa ha sempre goduto di questi favori compensando con altri.
L’ultimo è del 21 gennaio; il nuovo federalismo prevede zero IMU (imposta municipale unica) per gli immobili di proprietà del Vaticano, le sedi di culto, gli ospedali e le cliniche private legate alla Chiesa, gli oratori, ma anche le scuole private e gli alberghi gestiti dal mondo cattolico.
E chissà se anche questa volta l’esenzione gli porterà l’indulgenza.
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Quale? Una bella legge sul fine vita per mangiarsi le catto-pedine del PD, tipo Fioroni.
Fa schifo perfino a Famiglia Cristiana… pensate a come siamo mess* male
L’ambiente talvolta restituisce i corpi; quelli fagocitati da una cultura maschilista e assassina; quelli delle donne nascoste nei boschi vicino Ascoli Piceno o nell’Alta Versilia, o sotto un cavalcavia ad Ancona. Ritornano, ossa o teste fracassate a ricordare il lungo femminicidio che si vorrebbe ignorare.
Scultura poliziotta che fa pipì. Polemica a Dresda
Non ci piacciono né i poliziotti né le poliziotte, ma se proprio proprio ci si deve costruire sopra un’opera d’arte, perché convogliare sempre lo sguardo dei fruitori fra le gambe delle donne?
Proposto da Ippolita e ripreso da Femminismo a Sud, rilanciato qui, perchè non se ne riflette mai abbastanza.
La realtà si rivela sempre più forte delle suggestioni! Se contestate la Gelmini siete potenziali assassini. Così suggerisce Gasparri. Risultato: 1-non si parla dello schifo della riforma, 2-si legittima la repressione, 3-si manganella di più, 4-l’intimidazione è più efficace. Vecchia zuppa fascista.
(immagine da “Il manifesto sardo“)
Daspò in friulano significa: dopo. Oggi andiamo per suggestioni. Dunque: daspò il daspo, qualcuno prevede la tessera del manifestante, qualcun altro si prende avanti, si prenota la tessera rilasciata dalla questura dopo deposito di impronte e DNA, qualcuno propone il giubbotto catarifrangente di riconoscimento debitamente omologato, qualcuno parla di repressione preventiva, qualcun altro evoca dissenso autorizzato e controllato, all’occorrenza potrebbe diventare magari obbligatorio. In tal caso sostituire il suddetto giubbotto con la camicia nera. Anzi, prima di arrivare a questo, noi ci sentiamo di suggerire, in regime transitorio, l’istituzione dell’Albo Nazionale Manifestanti, cosicchè uno/a debba anche sottoscrivere una appropriata fidejussione bancaria e debba versare una congrua tassa di concessione governativa che aiuterebbe l’economia in questo cupo periodo di crisi in cui tutti vogliono manifestare il proprio dissenso.