Su “La Repubblica” di oggi Adriano Sofri si fa una domanda: si chiede che cosa avrebbe fatto lui se si fosse trovato a passare in Via degli Abruzzi a Milano mentre un uomo stava massacrando di botte la prima donna che era passata su quella via.
Fa bene Sofri a porsi questo quesito; se lo dovrebbero chiedere tutti. Ma, se pur utile, il tutto ci sembra anche depistante, perché prima di quella domanda, gli egregi uomini, se ne dovrebbero porre un’altra ovvero: che cosa facciamo? Read the rest of this entry »
Perché la polizia alle denunce delle donne fa orecchie da mercante,
Perché nessuno soccorre una donna picchiata
Perché Oleg è un uomo come tanti che odia le donne
Perché è una donna
E questo crimine si chiama femminicidio.
* e non saranno le telecamere gentilmente fornite da DeCorato a renderci giustizia!
L’Unità oggi dedica uno speciale alle pubblicità che offendono le donne. Propone ai lettori/lettrici di inviare quelle immagini che ritengono sessiste. Così si costruisce un catalogo della vergognadi questo paese drammaticamente maschilista. Speriamo non sia solo una collezione estiva controcorrente, un esercizio intelletuale a perdere. «Degusta la Passera», «Estate Figa»… Donne e spot, le foto dei lettori a l’Unità
Loro in un delirio da arraffa arraffa a ciucciare tutto quello che la loro posizione di potere gli permette con un unico problema da risolvere: che non si sappia in giro. E poi che in giro non ci siano persone che pensano, scrivono e non siano eterodirette. Blocca il/la blogger! Vai col manganello di Giulia Bongiorno. Buongiorno regime!
Sembra che sia stata veramente una liberazione per i giornali locali poter parlare finalmente di un delitto di donne senza reticenze, senza freni, senza inibizioni; tanto è vero che uno dei nostri quotidiani locali come il Messaggero Veneto ne parla a piene pagine già da giorni con un’esplosione nel giorno di mercoledì in cui ben otto giornalisti, sulla bellezza di quattro facciate, compongono i loro pezzi tutti intenti a sviscerare i lati luminosi e oscuri della vicenda.
La vicenda è quella che abbiamo riportato con i vari articoli qui: un uomo di Gorizia uccide a bastonate, in tempi diversi, due “escort di lusso”. Così identifica le vittime la cronista del TG regionale, che non ama la parola donne. Il nostro corregionale poi, le finisce con i dardi di una balestra, le spoglia e nasconde i corpi sotto venti cm di terra ai piedi di un viadotto. Viene catturato. Prima dice di averle uccise per rapina, poi perché voleva essere il loro protettore ma loro lo hanno rifiutato. Read the rest of this entry »
In questi giorni in cui le donne vengono ammazzate con le balestre in Friuli, esce un nuovo gioco, si chiama Hey baby e la protagonista si difende e punisce i molestatori senza pieta’ (se ne spreca gia’ troppa di pietas per i preti pedofili, pieta’ per assassini serial killer [come quelli che ammazzano con le balestre per l’appunto] e stupratori da parte di tutti i giornali per giustificare il povero maschio giù di nervi di turno…). Read the rest of this entry »
(1) Manifesto dell’iniziativa antispecista Macelleria di Vita, organizzata all’interno di UdinEstate, programmazione culturale estiva del Comune di Udine
(2) Manifesto pubblicitario animalista della PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) con testimonial Pamela Anderson
Trova le differenze…..
CHE COS’HANNO DI DIVERSO QUESTE DUE IMMAGINI?
NIENTE, SONO ENTRAMBE SESSISTE…Read the rest of this entry »
Certo che se, come nelle idee bislacche del "Corriere della Sera", dovessimo affidare la nostra lotta per la liberà a Sarah Palin, Carly Fiorina, Tina Dupuy o alle locali Dall’Olio Anselma, Mussolini, Santanchè e compagnia cantante, potremmo dire di avere finalmente conquistato la libertà di essere donne come piace agli uomini. Super! La buona vecchia costola di Adamo, madre obbligata, piacente, eventualmente rifatta… Sai che novità! Una volta si chiamava sottomissione, adesso femminismo di destra. Al Corriere della Sera piace, così può continuare a pubblicare senza fastidi glutei femminili qua e là che servono sempre a tenere alte le visite.
Non è un virus, non è uno squilibrio ormonale, non è un disturbo bipolare, non è metereopatia, non è un eccesso di passione al quale gli uomini vanno soggetti… no.
La passione e la morte che le donne subiscono per mano degli uomini è qualcos’altro.
E’ una sonorità, onde acustiche che pervadono l’aria con il loro messaggio a volte sussurrato nell‘intimità delle case, a volte gridato nel rumore delle ossa che si rompono, infiocchettato nel fraseggio dei talk show, sublimato nel vojeurismo delle pubblicità, salmodiato nelle prediche sulla moralità, ritmato financo nelle sentenze giurisprudenziali… tanti strumenti per suonare un’unica nota; dieci, cento mille vuvuzelas moleste che ripetono lo stesso vuvuuuuuuuu: le donne devono sottostare, le donne devono obbedire, le donne si possono possedere, le donne si possono picchiare, le donne si possono ammazzare. Read the rest of this entry »
Due parole alle quali la maggior parte della gente, con la testa nel pallone non presta attenzione; non così dovrebbe essere, si suppone, per chi si premura di organizzare performance e dibattiti intorno al problema del consumo di animali nell’alimentazione umana.
E’ presto detto: ci riferiamo all’iniziativa “Macelleria di Vita” organizzata all’interno di “UdinEstate 2010” nella Corte di Palazzo Morpurgo da Tiziana Pers, compagna dell’assessore Franzil del Comune di Udine…Non ci importa che sia un’iniziativa nata e cullata nella famiglia politico amministrativa artistica culturale dell’entourage comunale. Noi, da sempre sensibili alle questioni dell’animalismo, contro la vivisezione, l’industria delle pellicce, l’alto costo ambientale ed energetico di questo “ecocidio” e per la maggior parte vegetarian* o vegan, non avremmo criticato un evento magari utile o nuovo per molte persone se non fosse per il fatto che non abbiamo proprio digerito l’immagine a corredo dell’iniziativa. Siamo schiette: è brutta per ciò che suscita e per ciò che evoca.
– Si vuole far capire a chi guarda che tutti/e potremmo essere animali da macello?
Perché in questo caso si è scelto una donna a rappresentanza del tutti/e?
– La donna è animale da macello? Read the rest of this entry »