Femen: epidemia fascista risposta femminista !

Marzo 15th, 2025 by dumbles

 

 

Femminismi, transfemminismi e anarchismo. Alcune riflessioni.

Febbraio 22nd, 2025 by dumbles

Non ci può essere anarchismo senza femminismo

T-shirts Dumbles. Et voilà.

Novembre 14th, 2024 by dumbles

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Piccolo Manifesto Ecofemminista

Agosto 11th, 2024 by dumbles

Agosto 2024

Abbiamo trascritto, modificando il meno possibile, un “intervento” sull’Ecofemminismo tenuto a Udine da Marinella Bragagnini nel 20181 utilizzando anche degli appunti che, già nei suoi intenti, avrebbero dovuto essere trasformati in un testo più articolato.

Ci siamo prese la libertà di aggiungere qualche nota generale, esplicativa o bibliografica, citando alcuni testi provenienti dalla sua biblioteca, lasciatici in custodia e in corso di sistemazione presso lo Spazio Sociale Tai Gjai di San Giorgio di Nogaro, luogo in cui abbiamo condiviso ed elaborato gran parte dell’attività politica degli ultimi anni.

Ne è risultato un Piccolo Manifesto Ecofemminista, caratterizzato da una lettura politica e da una sensibilità che passa anche attraverso la specifica lente della Biologia, ambito di sua formazione, che dà a questo scritto sull’Ecofemminismo un taglio particolare.

L’excursus da lei proposto è stato suddiviso in “step tematici”, che speriamo possano essere spunto per riflessioni future, incontri di studio, formazione, approfondimento o aggiornamento di quelli che sono i principali nodi fondanti di questa complessa, poliedrica e utopica visione del mondo. Perchè non rimanga tale.

ECOFEMMINISMO

una ricetta per demolire il patriarcato

nell’epoca della crisi ambientale globale

Il patriarcato

Il patriarcato è quel sistema sociale nel quale un genere, quello maschile, esercita potere, proprietà, privilegio, dominio su ciò che è diverso da sé, sul genere femminile e su tutti quei soggetti che non si conformano alla sua autorità morale. Nello stesso tempo è anche quel sistema che ha dato forma ad una epistemologia, ad una scienza e ad una tecnologia, cioè ad un sistema di interpretazione e manipolazione della natura, che oggi ci lascia, per esaurimento delle risorse, estinzione delle specie e cambiamento climatico, sull’orlo dell’abisso. Viviamo nella società del dominio, che è caratterizzata dal patriarcato, ma come dice Dilar Dirik, nessun* si chiede quando e dove è nato storicamente o, peggio, si nega.

Il patriarcato non è naturale. Ha avuto un’origine o più origini, che poi sono confluite a determinare quel sistema sociale in cui gli uomini detengono il potere, l’autorià morale, il dominio, all’interno della famiglia e non solo.

Secondo Sylvia Walby il patriarcato è un sistema di strutture sociali interconnesse tra loro che permettono agli uomini di sfruttare le donne e, anche se non è esplicitamente stabilito dalla loro costituzione o dalle loro leggi, la maggior parte delle società contemporanee sono, in pratica, patriarcali 2Occorre prenderne coscienza ed agire.

Ecofemminismo, quindi, come chiave interpretativa per fare la cosa giusta.

https://vimeo.com/259609846?from=outro-embed

https://vimeo.com/257067497?from=outro-embed

Le società organiche

Ma cosa c’era prima del Patriarcato? Quale struttura ed organizzazione sociale? Molti studi suggeriscono la presenza di società egualitarie.

Bookchin dedica molti dei suoi scritti a queste società preletterate, caratterizzate da mancanza di coercizione, da spontaneismo ed egualitarismo. Società formatesi per l’innato bisogno umano d’associazione, di interdipendenza e mutuo appoggio. Società in sintonia con la natura3.

Molte di queste società arcaiche erano matricentriche … o matriarcali o matrifocali4.

Secondo gli studi della Abendroth le società matriarcali si fondano sull’uguaglianza, che non vuol dire livellamento delle differenze (le differenze naturali, che esistono tra i generi e tra le generazioni, vengono rispettate e onorate), ma tali differenze non vengono mai utilizzate per creare delle gerarchie; a livello economico si fondano sulla circolarità dei beni, piuttosto che sull’accumulazione; a livello sociale, oltre che caratterizzarsi come società di discendenza in linea femminile e su una paternità sociale, sono organizzate in clan estesi (almeno 3 generazioni), finalizzati al mutuo appoggio e donne e uomini possono scegliere liberamente le loro relazioni amorose; a livello politico le decisioni vengono prese esclusivamente secondo il principio del consenso, vale a dire all’unanimità; a livello religioso, su riti in sintonia con la natura, caratterizzati dai cicli andata-ritorno (astri, stagioni, vita, morte), senza separazione tra le creature e siccome tutto, nel mondo, è divino, le culture matriarcali non conoscono la distinzione tra sacro e profano5.

L’emergere del dominio e della gerarchia: la gerontocrazia e il dominio sulla donna

La gerontocrazia, a giudizio di Bookchin, è stata la prima forma di gerarchia ed il primo caso in cui la conoscenza di dati e delle tecniche di sopravvivenza sono diventate territorio esclusivo degli anziani dei villaggi.

Anche il ruolo della donna, dapprima paritario (vedi il culto della dea madre), è franato in posizione subalterna rispetto allo status dell’anziano saggio.

La gerarchia è entrata a far parte integrante dell’inconscio e le classi sociali diventano l’aspetto più rilevante di un’umanità conflittuale e divisa.

Il dominio sulla natura, la naturalizzazione della donna e la sua deumanizzazione

Anche il Dominio sulla natura è lo sfondo ontologico del dominio di classe e statale, che, nella nostra società, ha dato luogo a dispositivi onnipervasivi. Il principio regolatore e morale maschile, così come domina la natura, domina la donna che, in quanto gerarchicamente subalterna, viene “naturalizzata”…

Gli epiteti, tutti di ambito animale, hanno continuato a scorrere come un fiume in piena: civette, capinere, cagne, galline, gatte, falene, libellule, farfalle, tope, gazzelle, balene, tigri, oche, conigliette, mantidi, vampire, vacche ecc.

Sul genere e la scienza

L’accesso alla conoscenza ed alla scienza è riservato agli uomini. Narrare la storia della conoscenza è il modo migliore per capire come si sia consolidato il dominio maschile sulla donna e sulla natura.

Prima che ci fossero le epistemologie femministe e i Gender Studies, tutto questo discorso sulla conoscenza veniva concepito come oggettivo e universale … in realtà, i più recenti studi hanno messo in luce come, invece, si tratta di saperi situati, poiché c’è sempre un soggetto che conosce qualcosa che viene conosciuto, ovvero la natura, ma il soggetto che conosce non è neutro, è sempre stato caratterizzato dal genere maschile e questo ha lasciato un’impronta anche nel tipo di scienza che si andava configurando e sviluppando.

La narrazione è sempre stata androcentrica, da Platone a Bacone, attraverso la sfida degli alchimisti vs meccanicisti, fino alla scienza ed alla tecnologia di oggi.

La metafora sessuale onniprensente è già un marchio.

Platone: La razionalità rende possibile la conoscenza; essa è presente nella mente umana e nelle regolarità della natura. La conoscenza è prerogativa della relazione maschile allievo-maestro. L’irrazionalità imbriglia la mente umana; irrazionalità e caos sono femminili ed ostacolano la conoscenza.

Bacone: il primo a dare efficacemente sostanza all’equazione fra conoscenza scentifica e potere; il primo a fissare come finalità della scienza il dominio sulla natura.

Per arrivare ai giorni nostri cito ancora Odifreddi che è un insigne logico-matematico e divulgatore, che si allinea dentro questo insieme di valori a cui abbiamo accennato e interviene criticando l’assegnazione della Medaglia Fields, uno dei maggiori riconoscimenti dati ai matematici che di recente è stato assegnato all’iraniana Maryam Mirzakhani. L’articolo, intitolato Il talento delle donne per la scienza, fa riferimento a questo riconoscimento parlando di una progressione discendente, che sembra indicare come l’attitudine femminile sia direttamente proporzionale alla concretezza e indirettamente proporzionale all’astrazione quindi, anche lui, è come se volesse sostenere che lo spirito maschile è proprio della trascendenza … mentre quello femminile rimane legato all’immanenza.6

Fox Keller: “nella scienza si fondono in un tutto unico l’umana conoscenza e l’umano potere …”; “sono venuto invero a condurre a te la Natura con tutti i figli suoi, per vincolarla al tuo servizio e farne la tua schiava …”; “l’antica scienza è rappresentabile come un modesto parto femminile, passivo, debole, titubante, mentre ora è nato un maschio, attivo, virile, generativo …” 7

E dalla scienza si sviluppa la tecnologia

Infine dalla scienza si evolve la tecnologia (pur essendoci un complesso legame fra scienza e tecnica) che porta in sé, intrinsecamente, il dominio sulla natura … la scienza è la ricerca del perchè e la tecnologia la ricerca del come …

Da questo tipo di premessa si sviluppa una scienza con una forte impronta di tipo maschile e da ciò consegue anche un certo tipo di tecnologia … Per quanto il rapporto tra scienza e tecnologia sia abbastanza complesso, la tecnologia che viene messa a punto è spesso una tecnologia che va a sfruttare e a piegare la natura, pensiamo per esempio al motore termico rispetto a quelli che sono i motori biologici e quindi ci troviamo con il motore termico, che ha completamente devastato l’ambiente e ha sfruttato e consumato le risorse prodotte dal motore biologico, quello della fotosintesi e del ciclo vitale, che è sempre esistito. Ci troviamo quindi, a tutt’oggi, a fare i conti con il risultato di una tecnologia che, a sua volta, è frutto di una ricerca scientifica improntata al maschile.

Portanza ambientale

La crisi ecologica è certificata dal cambiamento climatico come risultante di inquinamento e conseguente effetto serra. Un altro problema enorme, ma ancora tabù, è la portanza ambientale per quel che riguarda la popolazione. Il pianeta non potrà reggere la presenza prevista per i prossimi 50 anni di 9 miliardi di persone. Occorre intervenire sulla demografia e sulla distribuzione delle risorse a partire da una certezza: il picco di tutto (petrolio, terreno, cibo, minerali rari, api ecc.).

L’ecofemminismo: le componenti – la nostra ricetta

La necessità fondamentale è di agire alle origini del sistema del dominio.

Partiamo da una breve definizione di Femminismo: Femminismo, movimento di rivendicazione dei diritti economici, civili e politici delle donne; in senso più generale, insieme delle teorie che criticano la condizione tradizionale della donna e propongono nuove relazioni tra i generi nella sfera privata e una diversa collocazione sociale in quella pubblica (Treccani).

A tutt’oggi il femminismo non può prescindere da un discorso ecologico; un discorso ecologico, cioè la prospettiva di una società “in sintonia con il resto della natura”, non può prescindere da un discorso femminista cioè di non discriminazione verso le donne e nessuno dei due può prescindere da un contesto politico coltivato al di fuori dello stato.

Oggi non possiamo esimerci dal fare i conti con tutto questo … per noi questo cosa significa? Se noi riconosciamo che la società del dominio è una società patriarcale, che si è fondata e si fonda anche oggi, per moltissimi aspetti, sullo sfruttamento delle donne, pensiamo anche solo al gap lavorativo dove, a parità di mansioni, la donna viene retribuita di meno, da ciò deriva che se noi dobbiamo coltivare un pensiero che sia di liberazione e di affrancamento da queste logiche di dominio, dobbiamo pensare in termini sia femministi che ecologici. Però, questo, non è sufficiente e qui faccio un rapido excursus sui vari tipi di femminismo di cui si sta parlando in questi ultimi anni … dagli anni ’80 … quando noi abbiamo lanciato questo tipo di discorso non esistevano collettivi che si caratterizzassero in questo senso, invece in questi ultimi anni sì … un po’ perché la crisi ecologica è diventata più evidente, un po’ perché il femminismo storico ha esaurito la sua spinta, inoltre il femminismo storico non è mai stato qualcosa di monolitico, ma ha sempre avuto tantissime caratterizzazioni e sfumature.

Esistono tanti femminismi ma anche tanti ecofemminismi

1 – con una prospettiva istituzionale: c’è l’Ecofemminismo che viene rilanciato da Laura Cima, che è stata parlamentare all’interno dei Verdi (che non esistono più come entità politica) e ha fatto uscire un libro sull’Ecofemminismo in Italia8, dove racconta come, all’interno dei Verdi, del partito del sole che ride, dei Verdi arcobaleno … le donne che si impegnavano in quel contesto politico avevano tentato di introdurre le istanze del femminismo di quel periodo che lei chiama Ecofemminismo … però non si tratta di un Ecofemminismo che noi possiamo condividere per la sua impronta partitica e istituzionale.

2 – con una prospettiva che prende le mosse dalla situazione dei “paesi in via di sviluppo”, terzomondista: c’è un altro Ecofemminismo, interessante, quello portato avanti da Vandana Shiva, che prende le mosse dalle lotte delle donne e degli agricoltori in India e che contesta le coltivazioni intensive gli OGM.

3 – con una prospettiva accademica: c’è ancora l’Ecofemminismo che si insegna all’interno degli ambienti universitari, dove sono stati avviati molti corsi e tesi di laurea, ma si tratta di teorie che rimangono prevalentemente sulla carta.

4 – con una prospettiva movimentista: c’è un altro aspetto nell’Ecofemminismo che è quello che ha effettuato la saldatura tra il femminismo, l’animalismo e l’eco-veg-femminismo.

Una dimensione politica anarchica

Per completare un pensiero ecofemminista, come lo intendiamo noi, manca, però, la dimensione politica anarchica o comunque libertaria, indispensabile per poter coltivare l’Ecofemminismo al di fuori dello stato, che è il pilastro della gerarchia e del dominio.

Femminismo-ecologia-anarchismo sono in relazione tra loro attraverso tutti i temi che stanno intorno.

Non bastano il femminismo e l’ecologia, c’è bisogno anche di un contesto politico all’interno del quale portare avanti il discorso e pensare a delle azioni. Per noi il contesto politico si deve evolvere all’esterno di un contesto statale, perché non possiamo pensare di scardinare la società del dominio dentro una logica statale, con dei confini, con delle frontiere (il problema delle migrazioni, il rafforzamento del controllo dei confini, eccetera, eccetera).

I/le kurdi/e lo hanno forse capito?9 La Jinealogi?10

Un pensiero bioregionalista

Dobbiamo piuttosto evolvere un “pensiero Bioregionalista”. Solo in questo contesto l’Ecofemminismo può prendere slancio, perché se c’è un ragionamento ecologico, deve essere fatto sul territorio in cui si vive; se dobbiamo ripensare, per esempio, l’agricoltura, la dobbiamo ripensare nel luogo in cui siamo … e, in parte, anche le lotte per il clima … in fin dei conti si ripropone sempre il vecchio slogan “pensare globalmente e agire localmente”, ovvero in un contesto che, per noi, deve essere libertario. Questo è proprio quello che manca nelle altre declinazioni di Ecofemminismo anche se, da lì, possono arrivare dei contributi interessanti. Questo è il “nostro” Ecofemminismo … è un esercizio di pensiero complesso, perché, d’altra parte, la realtà è complessa.

Linguaggio performativo

Non è solo una questione di rivendicazione, certo, non vogliamo più l’oppressione, lo sfruttamento … vogliamo ovviamente l’autodeterminazione delle donne, tutti temi che sono sempre stati importanti all’interno del femminismo, ma se la realtà è complessa e presenta problemi enormi, noi dobbiamo cercare di elaborare un pensiero adeguato alla realtà, per esempio possiamo citare il caso del sessismo nel linguaggio. Qualcosa che si è sedimentato nel nostro cervello, che ci consente di parlare, ma mentre parliamo creiamo anche delle immagini dei soggetti, nel senso che il linguaggio è performativo, quindi la caratterizzazione di genere all’interno del linguaggio è un altro degli aspetti da prendere in considerazione11. Da qualsiasi angolazione si guardi la realtà, la violenza sulle donne, la procreazione attraverso le nuove tecnologie riproduttive, le tecnologie in agricoltura … tutte queste cose richiedono un pensiero abbastanza articolato, perché sappiamo da dove queste cose derivano … Mi ha colpita molto una pubblicità della Rai, che sta programmando alcune lezioni sulla psicanalisi; nella pubblicità c’è una voce maschile che dice “non basta uno spermatozoo per fare un padre, non basta un utero per fare una madre …”; questa pubblicità mi rimanda una figura dello spermatozoo e dell’utero come se il contributo alla persona e alla vita che si deve formare, da parte della madre, fosse solamente l’utero, cioè il contenitore e non l’ovulo, con tutta quella parte di DNA materno che presuppone. Questo rende bene il carattere performativo del linguaggio, infatti, per secoli e secoli, si è pensato che la donna fosse solo un contenitore e che la madre non desse un contributo più sostanzioso di DNA; tra l’altro, ne mette anche di più12; un esempio di linguaggio che non nomina e che esclude, cancella. C’è un linguaggio maschile, universale … come quando si dice “tutti” per comprendere anche le donne, ma senza nominarle. Sono tutti i retaggi del dominio che noi ci portiamo dietro dall’origine, dalla fine delle società organica e dall’origine della società del dominio.

In sintesi

Esiste un contesto ecologico, ovvero le basi ed il substrato della vita, in cui il soggetto (femminismo) elabora la sua liberazione e costruisce i suoi progetti di vita al di fuori della logica del dominio (anarchismo). Da qualsiasi di questi tre poli noi prendiamo le mosse, con qualsiasi argomento, ci ritroviamo collegati a tutto il resto.

L‘Ecofemminismo è un po’ un esercizio di pensiero complesso, che, per agire nella realtà, deve anche semplificare, ma in modo cosciente.

Luogo di enunciazione, prospettiva di genere, genere performativo, sapere situato …. sono gli enunciati che abbiamo imparato ad usare e che collocano il soggetto nella sua ontologia rispetto alla realtà dell’intorno.

Questa è la base per poter pensare-progettare una realtà migliore di quella nella quale siamo immers*; in sintesi per “fare la cosa giusta”.

Perchè EcoFemminismo e non AnarcoFemminismo?

Perchè l’emergenza ambientale ci obbliga a ragionare in termini ecologici; sia per una questione di complessità [ecosistemi-energia] che di interrelazioni [reti-retroazioni]. Se l’obiettivo è una società umana più equa, che si sviluppi su una base di giustizia sociale e di assenza di discriminazione [una società anarchica], non ci si può arrivare senza un ragionamento di tipo “ecologico”. Non solo per sanare il distorto rapporto con la natura (di sfruttamento), ma anche perchè dobbiamo riconoscere che, dal punto di vista evolutivo, la nostra è, comunque, una specie derivante da essa, evoluta in forma autocosciente (una specie parlante dotata di linguaggio complesso-simbolico), ma che ne mantiene il retaggio.

1Di seguito il video integrale dell’intervento sull’Ecofemminismo tenuto nel 2018 da Marinella Bragagnini presso la Libreria Friuli di Udine. Evento e riprese a cura del Collettivo Korovev: https://www.facebook.com/collettivokorovev/videos/1896925363881437

2WALBY Sylvia, Theorizing patriarchy, Basil Blackwell Ltd, Padstow 1990.

3BOOKCHIN Murray, L’ecologia della libertà, Edizioni antistato, Milano 1984 (1982).

4Prima di parlare delle caratteristiche delle società matriarcali è bene puntualizzare il concetto di matriarcato, citando le parole di Abendroth: “Fino ad oggi l’idea che questa parola esprime è risultata del tutto inesatta e approssimativa, poiché priva di una definizione adeguata o spesso assente e ciò ha generato fraintendimenti e costanti distorsioni. Matriarcato, contrariamente alla Vulgata, non è equiparabile al termine patriarcato, che significa dominio o regola dei padri. Tradurre matriarcato come dominio o regola delle madri è sbagliato non solo dal punto di vista strettamente linguistico, ma anche sul piano fattuale, poiché in greco archè significa sia dominio che incipit, inizio, origine … la traduzione corretta della parola matriarcato è quindi in principio le madri. Solo più tardi, quando nel quadro dell’ideologia patriarcale si è stabilito che il dominio è esistito fin dall’inizio della storia, la parola archè ha assunto il secondo significato, appunto quello di dominio.” ABENDROTH GOETTNER Heide, Le società matriarcali del passato e la nascita del patriarcato. Asia occidentale ed Europa, MIM Edizioni S.R.L., Milano 2023.

5ABENDROTH GOETTNER Heide, Le società matriarcali del passato e la nascita del patriarcato. Asia occidentale ed Europa, MIM Edizioni S.R.L., Milano 2023. Dal sito Dumbles: https://dumbles.noblogs.org/2023/10/28/la-nascita-del-patriarcato/

7Non sappiamo di preciso da quale testo siano state tratte queste citazioni, per cui segnaliamo alcuni saggi fondamentali di Evelin Fox keller presenti nella biblioteca di Marinella. FOX KELLER Evelyn, Sul genere e la scienza, Garzanti, Milano 1987; FOX KELLER, Vita, scienza & cyberscienza, Garzanti, Cernusco-Milano 1996; FOX KELLER, Il secolo del gene, Garzanti, Cernusco-Milano 2001; FOX KELLER, In sintonia con l’organismo. La vita e l’opera di Barbara McClintock, Lit Edizioni, Roma 2017.

8CIMA Laura-MARCOMIN Franca (a cura di), L’Ecofemminismo in Italia. Le radici di una rivoluzione necessaria, Il Poligrafico, Padova 2017.

9SANTI Norma -VACCARI Salvo (a cura di), La sfida anarchica nel Rojava, BFS, Pisa 2019; OCALAN Abdullah, La rivoluzione delle donne, Libertà per Abdullah Ocalan Ed., 2013; TODESCHINI Silvia (a cura di), La rivoluzione vista dalle donne, 2016.

10Su questo argomento come Dumbles abbiamo organizzato diversi incontri tra cui: https://www.facebook.com/events/561108136181602/?ref=newsfeed&locale=it_IT (18 giugno 2023); https://www.facebook.com/events/239624675803230/?ref=newsfeed (9 dicembre 2023). Segnaliamo anche questa interessante pubblicazione: Donne, etica e rivoluzione. Intervista alle compagne del Rojava. A cura di Infoaut.org, Radio Onda d’Urto, 2016.

11Dal sito Dumbles: https://dumbles.noblogs.org/2012/06/11/violenza-delle-istituzioni-la-lingua/

12Mitocondrio: organello della cellula contenente molte coppie di un tratto di DNA trasmesso solo per via materna. Il “DNA mitocondriale” viene trasmesso dalla madre ai figli e quindi è identico a quello della nonna materna, a quello dei nostri fratelli, delle nostre sorelle e dei figli delle sorelle di nostra madre… BARBUJANI Guido, Come eravamo. Storie della grande storia dell’uomo, Laterza, 2022.

Tepee Tal Parco 2024

Maggio 9th, 2024 by dumbles

Parlami terra: fammi sentire la tua voce

Febbraio 20th, 2024 by dumbles

 

 

 

 

 

 

 

di Giulia Spanghero

Tai Gjai 17 febbraio 2024

Parlami terra. Fammi sentire la tua voce.

Febbraio 10th, 2024 by dumbles

Medea

Dicembre 25th, 2023 by dumbles

Strutture autorganizzate e percorso di emancipazione sociale ed economico delle donne in Rojava.

Dicembre 8th, 2023 by dumbles

Continuano gli incontri di autoformazione e aggiornamento su Ecofemminismo, Ecologia Sociale, Confederalismo Democratico e Jineoloji per sondare, approfondire e discutere sui diversi aspetti e sulle problematicità inerenti queste tematiche politiche e la loro possibile applicabilità anche in altri contesti.

Dopo l’incontro tenutosi nel giugno 2023 con una rappresentante del gruppo di Jineoloji di Brussels, questa volta ne parleremo con NORMA SANTI, attivista e studiosa solidale, autrice di articoli anche di gineologia e co-curatrice del libro “La sfida anarchica nel Rojava, BFS, 2019. Ha collaborato alla versione italiana “La prossima rivoluzione. Dalle assemblee popolari alla democrazia diretta” di Murray Bookchin (autore), Debbie Bookchin (curatrice).

Sabato 9 dicembre h. 16.30

Spazio Sociale Tai Gjai, S. Giorgio di Nogaro, Località Galli

Evento FB: https://www.facebook.com/events/239624675803230/?ref=newsfeed

Instagram: _dumbles__

Contro la violenza sulle donne.

Novembre 27th, 2023 by dumbles

A pochi giorni dal femminicidio di Giulia Cecchettin ribadiamo ancora …

Il patriarcato è quel sistema sociale, trasversale, reticolare, nel quale il genere maschile, in particolare, esercita potere, proprietà, privilegio, dominio, violenza su ciò che è diverso da sé, sulle donne e su tutti quei soggetti che non si conformano o si ribellano alla sua forma morale. Giulia 105 !

E’ anche il sistema che è responsabile di un’epistemologia, di una scienza, di una conoscenza ed una tecnologia (cioè di un sistema di interpretazione-manipolazione della natura), che oggi ci lascia (a) per esaurimento delle risorse, (b) per estinzione della specie  (c) per cambiamento climatico e per mancanza di empatia, sull’orlo dell’abisso.

E’ nello STATO che questo sistema trova la sua massima espansione. E’ sulle DONNE che esercita la massima forma di dominio. E’ sulla NATURA che esercita la peggior forza distruttiva.

#Agire alle origini del sistema del dominio #Ipertesto Ecofemminista #Jin Jihad Azadi #Che le donne vivano in libertà #Quando è nato il patriarcato?

Stop genocidio

Novembre 5th, 2023 by dumbles

No acciaio per gli armamenti!

Novembre 3rd, 2023 by dumbles

_dumbles__

Manifestazione Antimilitarista Monfalcone

Novembre 2nd, 2023 by dumbles

La nascita del patriarcato

Ottobre 28th, 2023 by dumbles
Alla luce dei moderni Matriarchal Studies, di cui Goettner-Abendroth è la fondatrice, il volume intende riscrivere la storia della civiltà umana da una prospettiva non-patriarcale. La ricerca, reinterpretando le scoperte archeologiche, offre una nuova visione sulla nascita delle società patriarcali e gerarchiche dell’Asia occidentale e dell’Europa succedute alle preesistenti comunità matriarcali ed egualitarie. Il libro offre al contempo un’analisi critica della narrazione storica, evidenziandone le lacune, le distorsioni e i pregiudizi di cui si sono nutriti, per secoli, i vari campi del sapere. Ne esce un racconto delle civiltà del passato in cui le donne, non ancora marginalizzate, erano al centro dei sistemi sociali. Goettner-Abendroth affronta diverse questioni a partire dal Paleolitico fino ad arrivare all’Età del ferro, come la nascita della matrilinea, la scelta della cooperazione a fondamento della società e il successivo imporsi delle procedure patriarcali di dominazione. È stato quello il momento in cui ha preso avvio la macchina bellica delle società statali e la conseguente ideologia del sistema guerra come innata necessità dell’essere umano. Ampio spazio è dedicato allo studio di come i gruppi umani si siano diversamente integrati negli ambienti naturali, affrontando, nei millenni, i cambiamenti climatici, con soluzioni diversificate a seconda dei contesti geografici. Un’analisi vasta, attraverso cui l’autrice offre una chiave di lettura illuminante, soprattutto per il presente.
https://www.noidonne.org/articoli/le-societ-matriarcali-del-passato-e-la-nascita-del-patriarcato-asia-occidentale-e-europa.php

… e che dal rifiuto della guerra nascano UTOPIE

Ottobre 28th, 2023 by dumbles

CONTRO TUTTE LE GUERRE E I CONFLITTI,
CONTRO TUTTI GLI ESERCITI E LA MILITARIZZAZIONE DELLA SOCIETÀ,
CONTRO TUTTE LE SOPRAFFAZIONI,
CONTRO LA VIOLENZA, LE PERSECUZIONI E I GENOCIDI PERPETRATI DAGLI STATI,
PER L’AUTODETERMINAZIONE DI TUTTI I POPOLI E LE INDIVIDUALITÀ.

… e che dal rifiuto della guerra nascano utopie

 

… come il confederalismo democratico: un modello politico rivoluzionario, creato dal
basso, ecologista, ecofemminista, finalizzato alla convivenza tra popoli e composto da un
insieme di autonomie diverse, autodeterminate, capaci di creare rete, mantenere le
diversità e l’indipendenza (vedi esperienze già in atto come in Rojava)

… per sperimentare forme di resistenza diffusa contro la politica di Hamas e dello
stato di Israele… per ripartire dai bisogni e dai sogni di una popolazione che da
decenni vive sotto apartheid israeliano.

Judith Butler: “La bussola del lutto”

Ma quando e dove è nato il patriarcato?

Settembre 7th, 2023 by dumbles

Viviamo nella società del dominio, che è caratterizzata dal patriarcato, ma come dice Dilar Dirik, nessun* si chiede quando e dove è nato. O, peggio, si nega. Il patriarcato non è naturale. Ha avuto un’origine o più origini, che poi sono confluite a determinare quel sistema sociale  in cui gli uomini detengono il potere, l’autorià morale, il dominio all’interno della famiglia… , secondo Sylvia Walby è “un sistema di strutture sociali interconnesse, che permettono agli uomini di sfruttare le donne… Anche se non è esplicitamente stabilito dalla loro costituzione o dalle loro leggi, la maggior parte delle società contemporanee sono, in pratica, patriarcali.”

Demolire il patriarcato nell’epoca della crisi ambientale e globale.

Agosto 16th, 2023 by dumbles

Ricominciamo da qui, ricordando Marinella in un video registrato durante un suo intervento sull “Ecofemminismo come chiave interpretativa per fare la cosa giusta“.

Udine 3 maggio 2018 

video dell’incontro

DEMOLIRE IL PATRIARCATO NELL’EPOCA DELLA CRISI AMBIENTALE GLOBALE

Il patriarcato è quel sistema sociale nel quale il genere maschile esercita potere, proprietà, privilegio, dominio su ciò che è diverso da sé e su tutti quei soggetti che non si conformano alla sua attività morale. E’ anche il sistema che è responsabile di un’epistemologia, di una scienza ed una tecnologia (cioè di un sistema di interpretazione-manipolazione della natura), che oggi ci lascia (a) per esaurimento delle risorse, (b) per estinzione della specie e (c) per cambiamento climatico, sull’orlo dell’abisso.

 

A Marinella

Agosto 1st, 2023 by dumbles

Ci siamo conosciute tanti anni fa, nell’82, nella prima Sede Anarchica di Vicolo Candoli, a S. Giorgio di Nogaro. Alcune l’hanno conosciuta dopo, nel ’92, durante l’occupazione del CSA di Udine. Altre dopo ancora, in una fase più matura e più vicina alle lotte ambientali in difesa del nostro territorio. Quarant’anni di percorso in movimento, in evoluzione.

Non è stato un rapporto scontato, con lei, ma è cresciuto e maturato senza fatica, mescolando collettivo e individuale, privato-pubblico-politico, in modo sciolto, anche divertente, sornione. E’ diventata una sorellanza. Non lo diciamo come un termine da manuale femminista. E’ stato proprio così, nel tempo, naturalmente.

Marinella è sempre stata una persona discreta, molto intelligente, ironica, riflessiva e “selvatica” allo stesso tempo e, a discapito di un’apparenza fragile e minuta, è sempre stata tosta, determinata. Ce ne ha dato prova in quest’ultimo periodo, in cui ha fatto delle scelte impegnative, definitive, riguardanti la sua morte, anche la nostra … per quella parte che ci spetta, su cui non abbiamo potuto discutere, ma abbiamo potuto parlarne insieme. Non subito, ma lo abbiamo fatto, come si parlava degli altri argomenti, in modo perfino interessante. Sconvolgente e interessante allo stesso tempo. Ci ha dato tanto, anche questa volta, in modo poco appariscente, ma … come dire …c’è !

Insieme abbiamo fondato il Collettivo delle Dumbles, antica parola friulana, che significa “giovani donne” (a quel tempo lo eravamo davvero), un gruppo femminista e libertario sorto nel 92 … in continuità con un’esperienza già iniziata dal Collettivo Femminista Friulano nell’85-86 di cui lei, più grande, faceva già parte.

Marinella ha curato l’aggiornamento tematico del sito delle Dumbles e anche le pagine riguardanti l’Ecofemminismo (una sezione di Ecologia Sociale) trattando, da biologa, quale era, temi importanti, di taglio scientifico: aborto, antimilitarismo, biotecnologie, biopotere, cyberfemminismo, ecofemminismo, eutanasia, femminicidio, femminismi, globalizzazione, integralismi, madre lingua, madri, procreatica, procreazione assistita, prostituzione, scienza, sessismo, soggetto nomade, stupro etnico, trapianti, violenza sessuale. In questi ultimi anni si è rivelata molto importante la sua riflessione su nuove possibili epistemologie scientifiche, al fine di interpretare problemi come la pandemia e la crisi climatica.

Negli anni, tra reale e virtuale, attraverso la ricerca e la sperimentazione, è stata parte attiva nello sviluppo di pratiche libertarie, autogestionarie, antisessiste, antifasciste; sempre presente, seppur con discrezione, nei collettivi, nelle occupazioni, nei comitati di difesa ambientale, unendo all’aspetto ecologista anche quello femminista.

Ecco un suo pensiero in cui questo binomio è ben visibile:

Abbiamo sempre pensato che la nostra battaglia per l’autodeterminazione … non possa essere disincarnata dal luogo che abitiamo … In esso ragioniamo contro il sessismo, contro la violenza, contro le prevaricazioni … che colpiscono noi, ma anche il luogo intorno a noi. Quando diciamo che non vogliamo essere colonia di nessuno, lo diciamo in senso di rivendicazione individuale, collettiva, ma anche territoriale; le due cose sono inscindibili … Nessuna di noi può pensarsi in una terra colonizzata, ridotta ad un corridoio per passaggio di merci, ma ancor prima, devastata in un immenso cantiere.” (Udine, presidio NoTav, 8 marzo 2018)

Tramare vie di lotta e di fuga … per autodeterminare, sperimentando, pratiche di libertà e realtà possibili … dentro l’insieme delle intricate relazioni ecologiche del vivente.

Cercheremo di recuperare tutti i tuoi scritti, in particolare quelli riguardanti l’Ecofemminismo, per valorizzare il tuo-nostro percorso. Un’ipertesto Ecofemminista un po’ fuori dalle righe e piuttosto originale.

Ci mancherai. Tu saraas simpri dauur da nestre spale destre…

Dumbles

Così, tanto per sapere

Marzo 21st, 2023 by dumbles

E’ uscito il sesto rapporto dell’IPCC, Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici.

Per farla breve, è l’ultimatum della scienza alla politica; o si riesce a contenere il riscaldamento globale oppure, a breve, la situazione sarà al punto di non ritorno.

A breve vuol dire 7 anni circa…Le emissioni di gas serra derivanti principalmente dall’uso di combustibili fossili, devono raggiungere un picco al massimo nel 2025, quasi dimezzarsi entro la fine di questo decennio e azzerarsi a partire dal 2050.

Il Domani ci ricorda che lo studio è stato pubblicato “… mentre in Italia arrivava un nuovo rigassificatore, negli Stati Uniti era stato approvato un nuovo immenso giacimento di petrolio in Alaska e in Cina sono in fase di autorizzazione 168 nuove centrali a carbone.” E, possiamo aggiungere noi, mentre la Regione FVG sta lavorando (loro dicono di no, ma le evidenze smentiscono) ad una arcisuperultra acciaieria da insediare a S.Giorgio di Nogaro, fronte laguna.

Ma quella sarà green…( 🙂 🙂 🙂 !!! ) dicono sempre loro, a fronte di un progetto che, dicono non esistere.

Avessero ascoltato Eunice!
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Alpin jo mame… contr’ordine commilitoni!

Marzo 16th, 2023 by dumbles

Accidenti! E adesso chi glielo dice a Di Piazza, sindaco di Trieste, che gli alpini parlano la lingua femminista #controlemolestie?

Lui, che se una donna non apprezza un …che bel paio di gambeche bel culoche bel paio di Ѡchissenefrega! … Siamo maschi… w gli alpini, w gli alpini!

Ahilui, mumble e rimumble, le alte cime degli alpini hanno realizzato che uscire sulla stampa più per denunce di molestie che per orgoglio di bontà non giova, perciò, anche se, sui fatti di Rimini 2022, ribadiscono di non aver niente di cui scusarsi, –bontà loro-, producono un manuale di consapevolezza, scritto da donne per uomini con la penna sulla testa.

Le autrici, di dichiarata fede alpina e femminista, buttano giù un abc di quello che dovrebbe essere un comportamento normale fra esseri umani di sesso diverso.

Cosa fare e non fare, dire e non dire ecc. insomma una sorta di scoperta dell’ acqua calda delle relazioni umane.

Giova, non giova? Di sicuro ripara.  Read the rest of this entry »