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martedì, Aprile 10th, 2012
11 aprile Valsusa in ogni Città.
Presidi in Regione FVG
Udine ore 17.30 Stazione Ferroviaria
11 aprile Valsusa in ogni Città. Presidi in Regione FVG
Udine ore 17.30 Stazione Ferroviaria
Ogni tanto i media mainstream si ricordano dei Cie e ci fanno su qualche articolo corredato da videi ecc.
Queste mostruosità giuridico-amministrative create dalla mite Turco e da Napolitano il giusto, confermate da Bossi and the magic circle, sottoscritte dal Fini il neobuono e, con i 18 mesi per l’identificazione, rese abominio definitivo da Maroni, odierno uomo delle pulizie; ogni tot sono oggetto di interesse giornalistico, di qualche ispezione umanitaria, di qualche nota sui diritti umani. Poi per un po’ magari non ne parlano, poi anche sì, ecc.; non c’è problema, tanto i cie sono sempre lì, il loro contenuto umano anche.
Oggi l’inchiesta del Corriere della Sera, mostra che sono brutti, sì, ma naturalmente non arriva a dire l’unica cosa dicibile: chiuderli tutti, chiuderli subito!
Andavano tanto d’accordo, nel comune sentire razzista e xenofobo, che insieme avevano fatto una delle leggi più crudeli, dopo quella Turco-Napolitano che istituiva i Cpt, ora Cie. Avevano lo stesso orgoglio nel metterci il marchio col nome: Bossi-Fini, l’orgoglio disumano di regolamentare re-spingendo indietro gli/le immigati/e ai loro inferni di provenienza.
Oggi il primo firmatario, quello che, con tutto il suo partito, negava il diritto alle cure mediche ai clandestini, si scopre al centro di un cerchio di ladri (a sua insaputa, per carità!) che rubavano per pagare perfino la rinoplastica del figlio con i soldi pubblici, nostri e degli immigrati che volevano tassare per il permesso di soggiorno. L’altro firmatario, dai recessi della politica, in attesa di tempi migliori, timidamente si smarca dalla sua creatura dicendo che oggi la creerebbe diversa, concessione di tempi più lunghi per trovare un lavoro prima della sepoltura in un cie o della cacciata dall’Italia… e poi magari la legge sulla cittadinanza…
Rifiniture. Domani saranno più umani, forse.
A sentire Cimadoro, esponente Idv, cognato di Di Pietro, quello del titolo è un bel quesito, ma di difficile risposta; fatto stà che l’istituzione politica li accoglie tutti, a tutti garantisce di che vivere, a tutti garantisce un perché della loro esistenza; nessun cottolengo saprebbe fare di meglio.
E il vescovo che vede l’inferno ed anche chi c’è dentro? Amante di fiction, visionario di mondi paralleli o lo hanno spaventato da piccolo? Mah?!?…
Quesiti, quesiti di persone normali che fanno sesso con chi preferiscono.
… e nemmeno un fazzolettino verde per coprire le vergogne.
Tanto razzismo, xenofobia e machismo conditi con rutti e tradizione per alimentare la base ottusa della Padania che si scopre Ladronia. La scoperta dell’acqua calda, in Italia. Bollita anche l’acqua del Dio Po.
I tecnici super partes intanto lavorano alla nostra “strategic review”, ovvero a revisionarci per farci persuas* della nostra necessità di sacrificabili.
Sacrificati ma protetti dai nuovi F 35 di 5a generazione che in nr, di 90 esemplari veglieranno su di noi e faranno tanto contento il ministro ex ammiraglio Di Paola il quale voleva fortissimamente che le forze armate fossero uno “strumento proiettabile” coerente con il “livello di ambizione nazionale”.
Proiettassero i loro kooly furi dai nostri orizzonti!
Pillola dei cinque giorni dopo. Cosa poteva dire Miss Roccella all’arrivo in Italia del nuovo contraccettivo d’emergenza? Che è un abortivo, è ovvio. Qui l’intervista da parte di un o una giornalista che probabilmente la pensa allo stesso modo.
Ma siccome una molecola non è un’opinione, questo è quanto riportato dal foglio illustrativo del prodotto: “Ulipristal acetato è un modulatore selettivo sintetico del recettore del progesterone, attivo per via orale, che agisce legandosi con grande affinità al recettore umano del progesterone. Si ritiene che il meccanismo d’azione primario consista nell’inibire o ritardare l’ovulazione. Dati farmacodinamici mostrano che, anche se assunto immediatamente prima del momento in cui è prevista l’ovulazione, ulipristal acetato in alcune donne, è in grado di posticipare la rottura follicolare.”
Qualche informazione di più qui, e qui una nostra breve considerazione.
Di seguito l’appello dal movimento No Tav per la mobilitazione dell’11 aprile, contro l’ufficializzazione dell’occupazione militare della Val Susa.
Grandi Opere Inutili. Oggi ne parla Barbacetto, definendo la progettata autostrada Cimpello Sequals “un piccolo TAV friulano”. Forse Barbacetto ignora che il Friuli ha, oltre a questo, anche il TAV vero e proprio, precisamente quello che dovrebbe arrivare dalla ValSusa e proseguire per la Slovenia… e che si regge proprio sulla retorica del togliere il traffico dalla strada e trasferirlo su rotaia. Qui non ci si fa mancare niente. Autostrade e super ferrovie per il traffico che non c’è. Grandi Orrori Infrastrutturali impastati con project financing, offerti ai soliti noti: Impregilo… you know?
da http://www.notav.eu/; andate, ingrandite e leggete. Dietro l’ironia, la verità.
Dal Corriere della Sera di ieri…”Non soltanto finanzieri dei ‘baschi verdi’, come i cinque condannati da 6 a 2 anni per una serie di violenze sessuali su prostitute straniere consumate in auto nel 2009 durante i controlli. Adesso anche due carabinieri della tenenza di Pero sono stati arrestati dal Gip Maria Grazia Domanico con le imputazioni non solo di violenza sessuale ma anche di concussione, per fatti avvenuti dentro la caserma tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010“…La procedura: se non ci stai non ti libero; prima ci stai, prima ti libero. La libertà di scelta concessa in caserma. Il sesso estorto noi lo chiamiamo stupro.
Ma che palle le donne con le palle!
Caitlin Moran scrive un libro che si intitola: “Ci vogliono le palle per essere una donna”.
In esso parla del suo cammino di self made woman, invita le donne a rompere con gli stereotipi e lo stampo delle chiappe per il tanga, suggerisce di essere se stesse: buone o cattive, timide o presuntuose, sciatte oppure pignole all’esasperazione. Esattamente come gli uomini.
E se si ha il coraggio di fare questo in una società condizionata da secoli di misoginia sociale, politica ed economica,… allora, stando al titolo, ci si è guadagnate le palle; i medaglioni della conquistata parità.
Domanda spocchiosa: ma perché quando si raggiunge, anche con fatica, un valore di autenticità l’unità di misura devono essere le appendici globulari maschili? Titolo ironico? Come il tanga in mezzo ai glutei.
Oggi Repubblica li fa fare ad Adriano Sofri il quale parla di femminicidi ovvero dell’uomo che in casa diventa assassino per cui c’è una donna uccisa ogni due giorni. Poi, per avvalorare l’articolo, del pensatore, che fa bene a pensare anche a questo, subito sotto, ecco l’inesorabile resoconto cronachistico quasi quotidiano della donna uccisa dal suo ex; articolo di quattro righe, tanto per avvalorare lo stile meschino della stampa sui femminicidi.
Infine per avvalorare il fatto che il femminicidio nasce e cresce anche in una certa situazione culturale ecco di seguito l’intervento dei vescovi della CEI, a frenare il divorzio breve perché “infragilisce il matrimonio”; perché si può essere precari e provvisori dove si vuole ma non nell’istituzione dove la donna deve obbedire al marito e se son botte deve star lì a prenderle il più a lungo possibile.
Oggi Repubblica ha contenuto leggermente anche le donne da esposizione nella colonna pruriginosa, quella sulla destra, dove di piccantino offre solo una manciata di immagini delle Pin Up dei tempi che furono, immagini, potrebbe dire Sofri, seducenti e sedative per l’uomo cacciatore.
Per fortuna! Noi non rientriamo, né mai vorremmo rientrare, nella tipizzazione del friulan* secondo Fontanini.
Il poverino tenta l’ironia e lo sbeffeggio verso gli omosessuali con i compagni di merende in fregola preelettorale.
Già ci faceva schifo la lega di lotta, la lega di fuffa fa propio solo pena.
Punire, punire, punire. Quale altro intento ha la creazione di aree cimiteriali dedicate per la sepoltura dei feti, se non la sepoltura delle donne, che decidono di abortire, sotto il peso di un giudizio per assassinio che non si formula (ancora) giuridicamente ma intanto moralmente?
Quale altro intento, se già, in caso di aborto volontario o spontaneo, può essere richiesta la sepoltura secondo il D.P.R. 10/09/1990 n. 285, il quale nell’art. 7, al comma 2 dichiara: “Per la sepoltura dei prodotti abortivi di presunta età di gestazione dalle 20 alle 28 settimane complete e dei feti che abbiano presumibilmente compiuto 28 settimane di età intrauterina e che all’ufficiale di stato civile non siano stati dichiarati come nati morti, i permessi di trasporto e di seppellimento sono rilasciati dall’unità sanitaria locale“.
Ed al comma 3: “A richiesta dei genitori, nel cimitero possono essere raccolti con la stessa procedura anche prodotti del concepimento di presunta età inferiore alle 20 settimane“.
Ed al comma 4: “Nei casi previsti dai commi 2 e 3, i parenti o chi per essi sono tenuti a presentare, entro 24 ore dall’espulsione od estrazione del feto, domanda di seppellimento alla unità sanitaria locale accompagnata da certificato medico che indichi la presunta età di gestazione ed il peso del feto“. ???
Quale intento se non il sancire lo status civile dei “prodotti di concepimento” indipendentemente dal sentire di ognun*; onde definirli vite mancate per insondabile volere divino o vite soppresse per criminale volere umano, -in questo caso femminile-, e quindi condannare l’aborto, quando scelto volontariamente?
Quale intento se non lo schierare quei sepolcri in un sol blocco contro quella legge che ha legittimato l’aborto e contro le donne che decidono di appellarvisi?
Intorno a questa smania dei cimiteri per feti in giro per lo stivale, quando la norma già esiste, non vediamo altro che la strategia del movimento per la vita, di amministratori e politici associati, che brandiscono come arma la lapide all’embrione, come un paletto nel cuore del diritto.
L’ultima oscenità in ordine di tempo è della regione Campania.
Si dice che se a rimanere incinti fossero gli uomini, l’aborto si farebbe dal barbiere; chissà allora che cosa si farebbe se fossero i maschi ad essere sistematicamente massacrati “per gelosia”; se le femmine della specie si accanissero su di loro con ogni mezzo vessatorio, con ogni arma contundente, con ogni intento distruttivo ed omicida…
Oggi una ragazza è stata accoltellata dal fidanzato che pensava che lei amasse un altro…
E’ il 2012 AC e tutto va bene…
… e ci mette una croce sopra… Leggete qua: “…Simpson(presidente della commissione trasporti dell’europarlamento) è stato accolto ieri a Trieste dalle autorità regionali e locali. «Rappresentate una “croce” nel sistema europeo dei trasporti», ha detto il presidente al numero uno della giunta regionale, Renzo Tondo. Dopo l’inserimento del Corridoio Baltico-Adriatico tra i progetti prioritari, la piattaforma-Friuli Venezia Giulia è di fatto al centro dell’Europa. Non è un caso che la prima questione posta a Simpson dall’assessore ai Trasporti, Riccardo Riccardi, sia stata proprio la necessità di confermare in sede parlamentare la centralità del corridoio…”. Questi ti massacrano la vita e sanno sì e no a far linee, aste e croci su un foglio che poi è la carta geografica del posto dove vivi; contro ogni evidenza economica, sociale, storica, ambientale, financo trasportistica, che almeno quella dovrebbero avere dalla loro, invece no, nemmeno quella … che lo sanno anche i sassi che le linee esistenti sono tutte sottoutilizzate ed alcune dismesse.
Ma i nostri eroi non de-ragliano, il Simpson vuole tutto; alta velocità, alta capacità…e, nel paese che in 560 giorni ha già soppresso 282 treni, vuole pure il trasporto locale non-spazzatura…
Troppo; a Serracchiani gira la testa, non capisce più se con il TAV si va da Lisbona a Kiev o se si gira il triveneto, la Lombardia o l’ Emilia Romagna…
Noi invece parlando di TAV, ricordiamo e rilanciamo la campagna Freedom 4No Tav, perché questa è la realtà, occultata dalle idiozie che siamo costrett* a sentire ad ogni brainstorming istituzionale.
Quando il vecchio e sempre galileanamente buono “sperimentando imparo” praticato in molti laboratori universitari, centri di ricerca ecc., diventa quello del titolo, il sapere che se ne acquisisce è bacato. E’ ancora Bacone che sussurra di mettere la natura in ceppi, di strappare i suoi segreti con la tortura…
Ma che cos’è la conoscenza che passa per la tortura e quindi la crudeltà?
A cosa ci sono serviti millenni di evoluzione e la capacità di parola se il linguaggio è l’arma che usiamo per giustificare il nostro diritto alla superiorità ed al causare dolore e morte?
Ieri a Trieste manifestazione contro l’ampliamento dello stabulario dell’università.
Qui una nota e qui il resoconto.