Mattatoio globale

Giugno 19th, 2012 by dumbles

Oggi Bollettino di guerra ci informa di una madre, di una figlia  e di un’altra donna uccise dai rispettivi marito ed ex compagno; la cronaca ci informa anche che uno, poi suicida,  era di nazionaltià indiana, l’altro tunisino.
Ci saranno, come sempre purtroppo, quell* che ne approfitteranno per ingrassare le proprie argomentazioni razziste e xenofobe.
Se c’è invece qualcosa che rende simili nel loro aspetto peggiore molte culture è proprio la considerazione delle donne, quel libero arbitrio che non viene loro riconosciuto, quel “no” che non possono proferire davanti alle pretese dell’uomo, quell’obbedienza obbligata alla cui ribellione la risposta troppo spesso è la morte.
E poi la tacita comprensione e giustificazione per l’assassino e l’omertà della società tutta.
In Italia in quest’ultimo aspetto c’è una vera maestria, quando l’autore è autoctono, naturalmente.

In Turchia intanto…

Giugno 18th, 2012 by dumbles

Erdogan scopre il divieto l’aborto  come incentivo demografico se, come riportato quipunterebbe ad aumentare la popolazione turca per avere più peso sulla scena internazionale e, soprattutto, per controbilanciare le nascite nel sud est del Paese, attualmente a maggioranza curda.
Perciò se ne è uscito con proclami tipo: Nessuno ha il diritto di abortire un feto nell’utero… e altre assurdità del genere che ovviamente hanno trovato l’opposizione delle donne che gli hanno risposto picche in una bella manifestazione di qualche giorno fa.

Embrioni per lumini

Giugno 17th, 2012 by dumbles

L’embrione. Ancora!
E stiamo pur certe che questa indefinibile entità verrà agitata nella fattispecie di persona fatta e finita fintantoché non riusciranno a cancellare la parola aborto dall’orizzonte di ogni donna che decidesse di non portare a termine una gravidanza.
Dei fatti in questione ne hanno parlato molti blog con la campagna #save 194.
Ricordiamo brevemente: alla fine del 2011 una ragazza minorenne chiede al consultorio di Spoleto, in virtù degli articoli 4 e 12 della legge 194 di poter abortire senza che ne siano informati i genitori. In questi casi, la struttura sanitaria redige una relazione per il giudice tutelare che, a sua volta, può autorizzare la donna, con atto non soggetto a reclamo, a ricorrere all’intervento.
Di fatti, il consultorio di Spoleto trasmette la relazione al giudice il quale però non prende alcun provvedimento e trasmette invece un rilievo di incostituzionalità all’Alta Corte a proposito dell’articolo 4 della legge 194. La Corte discuterà in merito il prossimo 20 giugno.
A supporto del suo agire il giudice tutelare del Tribunale di Spoleto, cita una sentenza della Corte Europea del 18 ottobre 2011.
Una delizia per gli avvoltoi che da 34 anni aspettano di banchettare sulle spoglie della 194.
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I nostri erano più meglio

Giugno 15th, 2012 by dumbles

… disse Turco parlando dei cie di Berlusconi e Maroni e di tutta la legislazione di centro destra.
Vuoi mettere 20-30 giorni di prigionia dei vecchi cpt, rispetto ai 18 mesi di adesso?
A dire il vero, anche un solo giorno di prigionia è un crimine, se non hai fatto niente di male…
C’è una bella differenza tra l’espulsione amministrativa ed il reato di immigrazione clandestina…” … e quale se il risultato è lo stesso ovvero il respingimento?
… Perché certamente non possiamo lasciar circolare liberamente nel nostro paese chi è privo di identità…” … e perché no? E poi,  chi ce l’ha, l’identità,  è al sicuro dall’espulsione?
Sciocchezze di una che dopo averli inventati, va a vedere come glieli hanno ridotti male quelli venuti dopo…, così, tanto per dire ‘sono stata fraintesa’  come si usa adesso, dopo aver detto o fatto una porcheria.
Evitasse di andarci in visita, almeno per lei, sarebbe un’ipocrisia in meno. Ah, a Gradisca, perfino gli sbirri  ne consigliano la chiusura.

Brand Dionne

Giugno 14th, 2012 by dumbles

Le urla di Peta

Giugno 13th, 2012 by dumbles

Peta sta per:   People for the Ethical Treatment of Animals .
Sensibilità per gli animali, anzi di più: etica, condotta di vita, norme morali… eppure Peta non ci piace.
Questo è l’ultimo spot fatto con l’intento di sensibilizzare contro il consumo di pesce.
C’è un uomo che maltratta una donna davanti a quella che si presume la figlia, la quale vedendo questi maltrattamenti urla; urla una donna mentre brutalmente viene malmenata e urla un ragazzo a terra picchiato da altri ragazzi; un crescendo di urla disperate come prologo all’urlo muto del pesce steso sul tagliere di una cucina.
Forse lo spot è efficace per l’obiettivo che si pone, o forse no perché il tono troppo violento provoca rimozione e più di qualcun* continuerà a mangiare pesce come niente; in ogni caso c’è qualcosa che suona male e ci pare proprio la morale della favola, tutta veicolata verso l’animale dove gli umani e i loro soprusi gli uni verso le altre o gli altri sono solo un rivelatore, un mezzo di contrasto per evidenziare il torto fatto al pesce.
Il che significa che “il male” fra gli umani, dove il giudizio morale rimane irrisolto, viene usato strumentalmente perché si eviti il male agli animali dove il giudizio morale è compiuto.
A dire il vero, questo spot non ci avrebbe colpito più di tanto se qualcuno non lo avesse interpretato (non proprio correttamente, a nostro avviso) con titoli del tipo: “uccidere un pesce è come uno stupro” …, ma a proposito di stupro o giù di lì, di Peta, abbiamo trovato questo dove per certificare le esuberanti prestazioni sessuali di un vegan si usa come testimonial passivo e macilento una ragazza con il collo imbragato in un collare. Orribile.

Violenza delle istituzioni: la lingua

Giugno 11th, 2012 by dumbles

Invitate all’incontro del 2-3 giugno: “Il personale è politico, il sociale è privato“, non potendo parteciparvi di persona, abbiamo contribuito con lo scritto qui sotto; una riflessione in progress inserita nella parte “La violenza delle istituzioni sulle donne”. Qui 1,2,3 gli atti dell’incontro.

Breve premessa
Abbiamo recentemente ripreso a riflettere sulla lingua, ma lo abbiamo fatto da un altro punto di vista. Nei primi anni ‘90 le nostre considerazioni prendevano le mosse dalla nostra lingua-madre (il friulano), cancellata dalla lingua “nazionale” imposta, cioè dalla lingua di stato: l’italiano.
[Qui un ns scritto del 1993 ] Oggi, pur ritenendo quell’aspetto, (che allora configuravamo come “lingue tagliate”, minorizzate, cancellate, attraverso un inesorabile processo di colonizzazione), molto importante ed ancora degno di analisi; tentiamo invece un altro approccio, di certo non esaustivo, che ha come perno la discriminazione sessuale che è codificata nella lingua a danno soprattutto delle donne e che quindi si configura come prima violenza istituzionale, la più profonda e forse la più difficile da affrontare. Tenendo quello che sbrigativamente si usa definire “sessismo linguistico“, come obiettivo di analisi, non ci soffermiamo sulle differenze fra lingua, logos, parola, glossa, idioma, dialetto, linguaggio ecc; usiamo questi termini in modo generico e sicuramente, delle volte, forse anche improprio, ne siamo coscienti, ci teniamo ancora ad un livello poco raffinato proprio perché quanto tentiamo di fare è una prima identificazione del contesto nel quale collocare quel fastidioso segno discriminante. Questo è un work in progress che raffineremo nel corso del tempo con la riflessione nostra e con i contributi di donne che già ci hanno lavorato, per mestiere o per passione e con tutte quelle che con noi vorranno rifletterci su. Read the rest of this entry »

Esistere e d/esistere

Giugno 10th, 2012 by dumbles

In coda per la casa …quella del Grande Fratello.
Succede a Udine, ma probabilmente anche in molte altre città quando arriva lo staff del casting.
Non siamo fruitrici di questo instupidimento pernicioso, non spendiamo molto tempo nemmeno nel definirlo, lo hanno già fatto in molti e da mò… basta una qualsiasi tesi di laurea in sociologia per inquadrare il fatto; però, … però; come possiamo non osservare che, perfino adesso che il grande esperimento ha fatto il suo tempo, che l’ultima edizione ha registrato ascolti disastrosi tanto da metterne in dubbio la programmazione, ci sono sempre tant*  che ci provano… sai mai che và…. Che esisti dentro lo schermo invece che davanti, dove la realtà di teleutente eterodiretto, di precario/a, di senza-futuro generico/a, ti ha fatto desistere da ogni velleità (o lotta) per una r/esistenza  reale.
Il Grande Fratello, quello vero, ringrazia.

Al 70esimo

Giugno 7th, 2012 by dumbles

Al 70esimo femminicidio che vuol dire settanta donne uccise per mano di uomini dall’inizio dell’anno, 70 persone come noi che scriviamo o voi che leggete, 70…, 70, provate a immaginare e contare…. Femminismo a sud gli ha già fatto il contropelo a questa stampa che abbiamo esaurito i peggio aggettivi per definirla.
Aggiungiamo, essendo che Staranzano non è poi molto distante da dove siamo, che nel giornale locale il titolino “uccide la convivente, a coltellate dopo una lite”, viene dopo “Intesa fra università, Udine e Trieste dicono sì alla federazione”, dopo “Terza cosrsia in A4, non c’è più tempo“, dopo “Vigile del fuoco arrestato con 200 grammi di hascisc”, dopo “Il sindaco chiude la discoteca Papillon”, dopo “Scegli il più forte difensore destro della storia udinese”, dopo “Coprifuoco, i bar sfidano il Comune”, dopo “Festival dei writers In migliaia a vedere gli artisti dei muri”, dopo “Piste ciclabili in Friuli segnala problemi e disservizi” e pure dopo “Ecco come e quando pagare l’Imu”.
Oh sì, la cronaca è organizzata per provincia, Gorizia forse viene dopo…, ma per favore!… perfino dopo lo sport e l’imu che corrisponde praticamente ad una “comunicazione di servizio”… tanto conta la morte di una donna per mano di un uomo! Salvo ficcarci dentro,  nel post nazionale  lo snoqspot sul quale aggiungiamo solo questo: almeno liberateci da titoli idioti del tipo:  “Se non ora quando” chiede di fermare il “femminicidio”, come se si potesse fare un referendum, una petizione o un decreto che lo metta al bando. Distorsioni.
Come quelle dietro le quali  si nascondono gli assassini come Varotto: “Ho perso la testa”, poi quando la ritrovano, nessuno si preoccupa di mostrare la merda patriarcale che c’è dentro.

W Julia senza retorica

Giugno 6th, 2012 by dumbles

Oggi Fabio Balocco sul Fatto Quotidiano ricorda l’azione di Julia Butterfly Hill che visse 738 giorni su una sequoia per impedirne l’abbattimento; di quella e di altre nel raggio di 60 metri.
Conclude il suo ricordo con un frase dal fastidioso sapore retorico: “La Terra è madre e sono spesso le donne a difenderla con più determinazione“.
Madre Terra è spesso rappresentata come una donna incinta, con un bel globo terracqueo al posto della pancia o la pelle increspata da rugosità montuose o ricoperta da fili d’erba…, un’iconografia che lega a doppia mandata l’essere femminile ad una attribuita attitudine naturale, la maternità,  ed attribuisce al pianeta un sesso ed una funzione.
Non ci piace e non lo riteniamo nemmeno un approccio corretto per capire se, ed in che termini,  ci possiamo considerare figlie/i della terra. Una visione romantica e antropocentrica  non è nemmeno una buona base per intraprendere battaglie ambientali per “difenderla con più determinazione“.
Da donne, non abbiamo bisogno di alcuna affinità materna per essere sensibili alla distruzione di biodiversità di cui come specie siamo infinitesima parte, ma con un pessimo rapporto di parassitismo.

Spuntiamo le frecce

Giugno 5th, 2012 by dumbles

Ma sì, basta con le frecce tricolori, con questo folklore militarista che intossica polmoni e cervelli.
Anzi, già che ci siamo, anche basta con tutte le altre spese militari, e basta anche con l’esercito.
Un sano antimilitarismo fa bene alla salute e all’economia; ora più che mai!

…Se non ora quando?

Far finta di essere sani

Giugno 4th, 2012 by dumbles

Come dire, di essere un paese normale.
Oggi la Ministra Severino se ne è uscita con questa idea di “Coinvolgere i detenuti nella ricostruzione”; tutti si dicono d’accordo, tranne la lega che vuole l’esercito…[ma lasciamo perdere questi che con le loro porcate hanno saturato l’intera galassia].
Dunque i detenuti. Qualcuno su un blog ha scritto “Scommettiamo che nelle prossime ore si leveranno una caterva di voci sdegnate contro un Governo che vuole reintrodurre i lavori forzati nel nostro ordinamento penale?”… Mah, insomma…, per non farci dire questo, almeno la ministra dovrebbe darsi la pena di dettagliare un po’ meglio la sua idea… perché, dal momento che il lavoro di persone in stato di detenzione,  è lavoro,  cioè fatica come quello di qualsiasi altra persona, ci chiediamo:  sarà pagato? A quali condizioni? E quanto?
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Passera di mare

Giugno 3rd, 2012 by dumbles

Non l’incolpevole Platichthys flesus L.,  ma il ministro e quello che intende autorizzare sul mare adiacente le coste della penisola: t r i v e l l a z i o n i.
Lo avevamo già anticipato a proposito del “decreto sviluppo”. Un’allucinazione, soprattutto quando incomincia a concretizzarsi il sospetto, che richiederà indagini e studi approfonditi, sulle conseguenze in termini di subsidenza, movimenti tellurici e di tutti gli effetti correlati alle varie tecniche estrattive di cui già parlava un primo studio  del prof. Franco Ortolani dell’Università Federico II di Napoli.
Una curiosità: i giacimenti di gas individuati in Alto Adriatico sono tutti battezzati con nomi femminili: Giuditta, Aida, Demetra, Nicoletta, Gaia, Rosanna, Donatella… così tanto per renderli più rassicuranti di modo chè la “perforazione” suonerà, nel mondo degli uomini, pur sempre un fatto naturale.

Pensi al maggiordomo

Giugno 2nd, 2012 by dumbles

e ad impartire ordini di servizio ai suoi dipendenti, banchieri e porporati.
Invece, zacchète, appena fuori casa, sempre a dettare le regole sulla vita delle altre, che siamo noi.
Il ‘no’ all’aborto e all’eutanasia. Le leggi dello Stato, ha detto il Papa, “non possono riconoscere l’aborto e l’eutanasia” perché “lo Stato è a servizio e a tutela della persona e del suo ‘ben essere’ nei suoi molteplici aspetti, a cominciare dal diritto alla vita, di cui non può mai essere consentita la deliberata soppressione”. Benedetto XVI ha affermato che “le leggi debbono trovare giustificazione e forza nella legge naturale, che è fondamento di un ordine adeguato alla dignità della persona umana”…
Ma uffa! Una passeggiata in libertà no eh?… Facendo attenzione alle folate di ventoof course

46 anni per niente

Giugno 2nd, 2012 by dumbles

Sono quelli di Luca Dordolo.

Dal MV di oggi: “Provocatore lo è sempre stato. Basti ricordare la foto, inviata a tutti i giornali, di una donna araba che passeggiava in centro a Udine indossando il burqa oppure la marcia, con tanto di fiaccole, contro il cimitero islamico di Paderno. Ma adesso Luca Dordolo, 46 anni, capogruppo della Lega in Comune, pare abbia proprio passato il segno, vista la valanga di reazioni indignate contro la sua ultima “sparata”.

Che è questa.  «La donna indiana gettata nel Po ha inquinato il nostro fiume sacro. Cosa direbbero se andassimo a fare lo stesso nel Gange?»

Domanda: è nato così o lo è diventato da Leghista?
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Il meccanismo

Giugno 1st, 2012 by dumbles

Il più crudele dei giorni è ogni giorno. Ogni giorno una donna uccisa da un uomini che non tollerano di essere respinti, non sopportano una donna che dice “No!”
Oggi Claudia Bianca, ieri Sabrina e Ludmilla… “Quella strage di donne che non si ferma“, scrive Il Corriere, “…non si ferma…”come se fosse un’emorragia, come uno spred in ascesa inarrestabile, un infinito ed ingovernabile sciame sismico.
Un “non si ferma” che la rende impersonale, avulsa dagli attori che la provocano, un meccanismo avviato che ha un moto proprio. Come se non fossero gli uomini che devono fermarsi…
Tempo addietro ci lamentavamo perché i media ignoravano il “fenomeno”, ora che ne parlano osserviamo in quanti modi se ne può parlare e delle volte può essere anche peggio.

Dordolocefalo

Giugno 1st, 2012 by dumbles

Questo della foto ha scritto questo sul suo profilo Facebook:  “La donna indiana gettata nel Po ha inquinato il nostro fiume”.
Questo è un leghista. Lui galleggia così.  Sul “sacro fiume” o su qualsiasi altro scolo politico.
Se vuoi vederlo più in grande vai sul nostro precedente sito

Senza soluzione di continuità

Maggio 31st, 2012 by dumbles

Senza soluzione di continuità gli uomini uccidono le donne,
Senza soluzione di continuità i quotidiani costruiscono cronache vergognose.
Gli uni non sanno far altro che molestare e uccidere, gli altri fanno inchieste sulla violenza contro le donne e poi quando succede sembra che la donna uccisa sia un incidente di percorso nel vero dramma che è quello di uno che va a spararsi in chiesa. Come scrisse Michela Murgia: “E’ morta, ma la vittima è lui”. Ma che schifo!
Senza soluzione di continuità noi odiamo questi uomini e questi giornalisti.

Le emergenti

Maggio 31st, 2012 by dumbles

Quelle/i che gridano all’emergenza e quelle che la formalizzano in una mozione presentata in consiglio comunale a Udine. Si parla di prostituzione, di giovanissime, forse minorenni; dicono le cittadine delegate pd, Innovare e Idv;  che se ne stanno lì di notte sulle vie della città, e loro sono preoccupate per questa brutta cosa dello sfruttamento per cui si invoca “un puntuale controllo da parte della polizia municipale, in coordinamento con le altre forze dell’ordine oltre che con le associazioni di volontariato, che operano sul territorio
Ora, quali siano le associazioni di volontariato che operano sul territorio e con quali mezzi possano operare, non è dato sapere, perciò tolto ciò che forse non c’è, restano vigili e polizia.
Perchè bisogna “sventare ogni esecrabile forma di sfruttamento e per proseguire nel già significativamente avviato percorso di valorizzazione del quartiere, preservandolo ulteriormente dal degrado conseguente all’espletamento di tali illecite attività”. Ecco, il degrado, problema n. 1, o è lo sfruttamento il n. 1? No, no, il degrado… insomma, sì, sì, lo sfruttamento, ma prima il decoro…
Ah, e poi c’è Dordolo che parla solo padano, inutile spiegargli che c’è anche il trafficking.

Ecco il suono del femminismo!

Maggio 26th, 2012 by dumbles

….This is What Feminism Sound like…. è la seconda di una serie di compilation DIY lanciate dalle Riot Grrrls di Berlino.
Un mix di sonorità punk, electro, rock, hip hop, cantautorato.. ecc ecc suonato da 53 energetiche band al femminile provenienti da tutto il mondo (si si!) , piu’ di 3 ore di musica scaricabili gratuitamente dal link che mettiamo piu’ sotto.
Il pacchetto comprende oltre alla musica,flyer, vario materiale diy, immagini e le info su tutte le band!
Ma come dicevamo se questa è la seconda c’è una prima che si chiama Riot Grrrl is not dead e pure una terza a sostegno delle Pussy Riot!…scoltait!

LINK  A TUTTE LE COMPILATION (dove ci saranno costantemente aggiornamenti sul link per il download o prossimi progetti e anche info se hai una band e vuoi partecipare in futuro!)
altrimenti le singole compilation:
01 RIOT GIRRRL IS NOT DEAD
02 THIS IS WHAT FEMINISM SOUND LIKE!

03 FREE PUSSY RIOT!Riot Grrl Compilation nr 3

Stampa copia e aiuta a diffondere!Non aspettare che qualc1 altr* lo faccia per te… è DIY!

per info:
riotgrrrlberlinATgmail.com