Quello che ci appartiene
martedì, Novembre 4th, 2014
“Con un tubo nell’intestino e uno in gola …. Ecco come una tragedia autorizza i medici a trasformare il corpo delle donne in un contenitore “.
Con questa frase secca e netta il gruppo Freedon for birth commenta la vicenda della donna milanese di 36 anni, incinta di 23 settimane, clinicamente morta ma tenuta in vita con le macchine perchè il feto possa continuare a crescere fino a quando avrà speranza di vita fuori dal corpo incubatore.
Il Corriere della Sera per descrivere la situazione usa espressioni come di un corpo che diventa culla, una mamma, il cui corpo si trasforma in incubatrice per proteggere il figlio, di una vita che va e una vita che viene…; usa un’unica frase che rispecchia la realtà di questa operazione: salvare un feto dentro il corpo di una donna morta.
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Dunque, dovremmo dire alla nostra compagna che al suo elenco di figurine skifiltor, può ben aggiungere le sentinelle in piedi. Sì, sono comparse 







Si stà a discutere di ambiente, ecosistemi, decrescita, cambiamento climatico…. si stà a lottare contro gli ogm, la devastazione capillare del territorio, per l’autodeterminazione individuale e per i diritti dei popoli… poi arriva il Transatlantic Trade and Investment Partnership: il TTIP , e ti mangia in un tic e tac.


