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sabato, Maggio 26th, 2012
….This is What Feminism Sound like…. è la seconda di una serie di compilation DIY lanciate dalle Riot Grrrls di Berlino.
Un mix di sonorità punk, electro, rock, hip hop, cantautorato.. ecc ecc suonato da 53 energetiche band al femminile provenienti da tutto il mondo (si si!) , piu’ di 3 ore di musica scaricabili gratuitamente dal link che mettiamo piu’ sotto.
Il pacchetto comprende oltre alla musica,flyer, vario materiale diy, immagini e le info su tutte le band!
Ma come dicevamo se questa è la seconda c’è una prima che si chiama Riot Grrrl is not dead e pure una terza a sostegno delle Pussy Riot!…scoltait!
LINK A TUTTE LE COMPILATION (dove ci saranno costantemente aggiornamenti sul link per il download o prossimi progetti e anche info se hai una band e vuoi partecipare in futuro!)
altrimenti le singole compilation:
01 RIOT GIRRRL IS NOT DEAD
02 THIS IS WHAT FEMINISM SOUND LIKE!
03 FREE PUSSY RIOT!Riot Grrl Compilation nr 3
Stampa copia e aiuta a diffondere!Non aspettare che qualc1 altr* lo faccia per te… è DIY!
per info:
riotgrrrlberlinATgmail.com
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sabato, Maggio 26th, 2012
clicca per ingrandire e per andare nel sito di ADA LAB
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venerdì, Maggio 25th, 2012
Quando perfino un giornale di Tav e di governo come La Repubblica decreta la morte del corriodio 5, vuol dire che il corridoio 5 è proprio morto; morto, trapassato, defunto.
Eppure ministri, progettisti, politici continuano a ricamare intorno al simulacro in un bluff perenne fra alta velocità, alta capacità, costi, introiti e finanziamenti. Non sia mai che abbandonino il giocattolino che in tempi magri permette pur sempre di far girare, fra progetti e studi preliminari, un po’ di denari… poi quello che si farà, si farà; … un cantiere qui, una porcheria là…
La prossima settimana si troveranno a confabulare a Monfalcone, a porte chiuse, perché non si senta la puzza del cadavere.
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mercoledì, Maggio 23rd, 2012
Dalla Carolina alla Campania.
Uno dal pastore battista in Carolina del Nord: “Chiudiamo i gay in un recinto e lasciamoli morire”,
l’altro dalla Presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Salerno Martina Castellana: “”Gli organizzatori del Salerno Pride che hanno allestito il Pride Park nell’antica fabbrica di mattoni dell’ex Salid, farebbero bene a chiudersi nei forni accesi, così con le ceneri se ne farebbero utili saponette“.
….però!!!…
Poi, altrove abbiamo trovato la smentita di Castellana; in ogni caso speriamo che Giovanardi non ne tragga ispirazione per un’altra delle sue elucubrazioni omofobe (qui l’ultima).
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martedì, Maggio 22nd, 2012
E’ la legge 40, la legge col burqa, la legge mostro, la legge tortura, quella alla cui stesura premeva, in assoluto e più di tutto, riuscire a formulare un concetto di riconoscimento dell’embrione come soggetto. … “dalla presente legge, che assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito“.
E’ lì, nell’articolo 1. Tutto ruota intorno a quello e da quello discendono le restanti proibizioni con in più il divieto dell’eterologa, così tanto per non farsi mancare un po’ di sano moralismo.
Oggi i ponzi pilati della consulta hanno ridato indietro tutte le scartoffie ai tribunali, che si arrangino.
C’era qualcun* che potesse aspettarsi una decisione forte come un pizzicotto alle orecchie dei monsignori?
No, non è cosa, e prima o poi dovranno sanare anche la contraddizione con la 194 che da 34 anni permette di abortire il concepito. Il loro verbo è proibire, il nostro è lottare.
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martedì, Maggio 22nd, 2012
E’ iniziata la fase due, intorno al corpo di Alina sequestrata, rinchiusa e suicidata in una cella del commissariato di Opicina. Lo abbiamo capito ascoltando il telegiornale regionale di ieri sera, ne abbiamo conferma dalla lettura del Piccolo di oggi.
La fase due riguarda la demolizione della reputazione della vittima e la ricostruzione della reputazione del o degli indagati.
I cronisti del TG si sono premurati di informarci che Alina, al suo paese, era già stata condannata per omicidio; una vita un destino, e pace all’anima sua.
I giornalisti locali ci avvisano di altrettanto e fanno scivolare il nostro occhio piano piano e dolcemente dall’osservare il contesto della sua morte, che si chiama sequestro di persona in un commissariato, allo stato d’animo della persona terrorizzata dal ritorno in patria per la paura del ritorno in carcere. Perciò “Ora è chiaro perché Alina Bonar Diachuk, arrestata nel giugno scorso a Gorizia, ha messo fine ai propri giorni all’interno del commissariato di Opicina dov’era rinchiusa anche se la Magistratura ne aveva ordinato la liberazione. Lei temeva di dover ritornare in carcere una volta rimpatriata forzatamente in Ucraina…”
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lunedì, Maggio 21st, 2012
Leggendo della tragedia di oggi, dell’uomo di Brescia che scaraventa giù dalla finestra la figlia e il figlio, ci tenta con la moglie, non ci riesce e poi butta sé stesso; leggendo nella cronaca che riporta Bollettino di guerra, comparando un po’ tutti i quotidiani citati; leggendo in tutti la strutturazione della notizia secondo il solito alibi-clichè che individua il gesto folle dell’uomo nella sua depressione per aver perso il lavoro… ci è venuto in mente l’articolo di qualche giorno fa di Angela Azzaro che aveva come titolo “Meglio uccidersi che farsi uccidere”.
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domenica, Maggio 20th, 2012
Infognati nella loro stessa smania di contenere l’incontenibile con leggi liberticide ed in strutture lager.
Si lamenta il sindacato di polizia per le intemperanze dei nuovi arrivati al ristrutturato CIE di Gradisca.
Ma si può chiedere temperanza a persone in gabbia per una condizione amministrativa arbitrariamente definita? Avevamo definito il CIE, allora CPT, una truffa economica, già alla sua origine; da allora, la truffa è continuata, sulla viva pelle dei/delle migranti.
“…Dopo l’ora d’aria gli immigrati si sono rifiutati di ritornare nelle celle, pardon, nelle camerate. Si sono denudati, hanno cominciato ad orinare nel cortile e a staccare con le mani i cavi dell’allarme, disattivandolo temporaneamente…”.
Urea sui CIE!
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domenica, Maggio 20th, 2012
… se sei donna; se sei in Italia, tutto il corpo sociale è campo di battaglia.
Sulla sua carne viva, che oggi è quella straziata di ragazze sedicenni, si scontrano, si incontrano, si barattano poteri e controllo.
Chi è Stato? Come da tradizione di questo paese, forse non lo sapremo mai; in ogni caso, fosse anche l’orrenda follia di un singolo, c’è sempre chi ne speculerà per trarne un proprio buon fine. Una volta, si chiamava “strategia della tensione”.
Qui, fra le tante, l’analisi di WuMing.
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venerdì, Maggio 18th, 2012
Secondo Mancuso Aurelio, soprattutto cattivi. Gli uomini tutti, quelli che ammazzano le donne, ma anche quelli che no e che, per mettersi a posto la coscienza firmano gli appelli di snoq contro il femminicidio; per distinguersi, loro buoni, dagli assassini e violenti cattivi.
Lo leggiamo qui, grazie alla rassegna stampa di Zeroviolenzadonne.
Invece no, sono tutti i maschi ad avere il peccato originale poiché “…Il maschilismo è una patologia politica e culturale di cui è affetto tutto il genere maschile…” wuauuuu… “… Noi uomini dobbiamo, invece, dobbiamo interrogarci, senza che nemmeno una sola donna si renda disponbile a costruirci alibi, facili assoluzioni, solidarietà nefaste…”.
Bene; ci aspettiamo che ad ogni prossima donna violentata o uccisa, il nostro scenda in prima linea a rompere quel muro di alibi, facili assoluzioni, solidarietà nefaste che per primi gli uomini (non le donne!) erigono attorno a loro stessi, a partire dai giornalisti quando costruiscono la cronaca di quei fatti.
Altrimenti il suo bell’articolo è solo la pisciatina fuori dall’orinale, tanto per distinguersi dai colleghi.
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mercoledì, Maggio 16th, 2012
“Schiave” prostitute marchiate a fuoco
Eterna domanda: ma il fruitore/consumatore è moralmente tenuto a chiedersi che cosa c’è dentro o dietro o incluso in quello che sta consumando?
Noi boicottiamo volentieri oggetti che sappiamo prodotti in sfruttamento o assenza totale di diritti.
Siamo vegetarian* o vegan* oltre che per una riduzione dell’entropia, anche perché non sopportiamo la sofferenza animale; ma quando parliamo di fruizione di “servizi sessuali” e sappiamo che chi li presta passa attraverso la tratta, la marchiatura, la compravendita, il terrore e l’intimidazione, in sostanza la schiavitù, oltre a sottolineare l’orrore del trafficking, che dovremmo dire? Che, esclusi gli/le aguzzini/e, le prime ad aver diritto di parola sono le donne coinvolte ma che ci sarebbe anche un dovere di parola da parte degli uomini coinvolti, un dovere di coscienza sul soddisfacimento sessuale che non può essere sostituito dal pagamento effettuato; la consapevolezza di essere l’altra faccia della medaglia, di essere, -nella legge di questo mercato-, la parte della domanda, nel bene e soprattutto nel male.
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martedì, Maggio 15th, 2012
Gli americani la fanno più in grande, si sa; non frasi alla Cancellieri che poi si devono smentire ecc.ecc., no, no, niente gabole e arzigogoli, si va al dunque; si parla di cambiamento climatico, si sostiene che non c’è nessun cambiamento climatico, meno che meno causato dall’uomo e chi ci crede è un terrorista e anche bello grosso, di massa. Avevamo da poco citato il libro di Steve Collins sulle manovre della Exxon che per davanti lo nega, per dietro lo ama perché ora, grazie allo sciolglimento dei ghiacci potrà ciucciare anche l’Artico. Qui siamo sul davanti e bisogna negare negare negare; loro lo chiamano “messaggio realista sul clima”… alla grande, ecco; più realista del re.
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lunedì, Maggio 14th, 2012
Su Twitter in questo momento c’è una sfida a chi mette giù la Madre più Madre di tutte le Preoccupazioni. L’input lo ha dato Cancellieri ministra di questo governo di tecnici esperti che non ne azzeccano una in termini di efficacia anticrisi… E come potrebbero? Son lì a mungere noi per fare il TAV: LaMadreDiTutteLeTruffe..!
Ecco, solo un tweet, così per gradire: “Nel paese dove regnano Mafia Camorra e ‘Ndrangheta, la #Cancellieri pensa che i #notav siano #LaMadreDiTutteLePreoccupazioni. Preoccupiamoci”.
Qui la risposta da NoTAV.info
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domenica, Maggio 13th, 2012
E menomale che ci sono le FEMMINISTE che ne hanno cura, ad iniziare da quella delle donne, e da dove sennò?

- Gustave Courbet L’origine du monde 1866
La campagna di Femminismo a Sud , le proteste a Roma, anche qui
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domenica, Maggio 13th, 2012
Dunque marceranno i “pro life“, con quel nome che è già una trappola semantica; come se qualcun* potesse, per contrapposizione, essere “pro death”; come se l’idea che la vita che viene da Dio non fosse altro che un atto di fede individuale, come se tutto il vivente fosse ridotto e concentrato nelle cellule di un embrione.
Tutto è detto nel logo dell’iniziativa: una croce, un figlio, una figlia, un padre, una madre -incinta.
La croce proietta la sua ombra su una sorta di scudo crociato e i colori sono blu e rosso. Blu per i maschi e la croce, rosso per la madre e la figlia. Rosa e celeste sarebbero stati poco visibili. Qui tutto è più marcato. Perché marceranno gli integralisti fra gli integralisti, i fascisti fra i fascisti, i chierici e Maria Pia Garavaglia.
E marceranno non a caso domenica nel giorno della festa della mamma.
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sabato, Maggio 12th, 2012
Alina morì impiccandosi con il cordone del cappuccio della sua felpa alla finestra di una cella del commissariato di Opicina, sotto l’occhio vigile di una telecamera.
La sua agonia è durata quaranta minuti.
Alina era uscita dal carcere il sabato mattina dopo 10 mesi di reclusione, a seguito di una condanna congiunta a decreto di espulsione; Alina avrebbe dovuto essere “rispedita” in Ucraina, ma quel sabato uscì da donna libera, nessun decreto le era ancora stato notificato; ci avrebbero pensato il lunedì mattina.
All’uscita dal carcere però Alina trova ad aspettarla una volante che se la prende, cioè la sequestra, e la porta al commissariato di Opicina, la chiude in una cella e la lascia lì.
La sua morte è trasmessa dal monitor sul banco del piantone; nessuno la guarda.
Quando accadde, ne parlammo qui.
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venerdì, Maggio 11th, 2012
Prologo: intanto beccatevi questo; quello dei feti esibiti; che quello che professa lui deve essere verità vera per tutt* noi. Noi lo chiamiamo integralismo; e il detto che: “33 anni di aborti hanno ucciso 6 milioni di bambini che sono stati rimpiazzati con immigrati”, oltre alla rozzezza del pensiero, noi lo chiamiamo razzismo.
Poi l’evento di domenica: la marcia della milizia; assatanati contro l’autodeterminazione delle donne, pronti a darti giù la croce a suon di preghiere riparatrici. Sfileranno militia christi, forza nuova, e Alemanno il patrocinatore, vari boiardi e boiarde, che la vita, messa giù così, è sempre una buona carta di credito in vaticano.
Aderisce convinta Maria Pia Garavaglia: dc>margherita>pd>pereppeppè.
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giovedì, Maggio 10th, 2012
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mercoledì, Maggio 9th, 2012
La anticipa Federico Rampini parlando del libro “Private Empire” di Steve Coll.
The Exxon Strategy: 1=negare; negare i cambiamenti climatici: “Finanziando generosamente piccoli gruppi di scienziati scettici, spesso privi di competenzee qualificazioni specifiche, offrendo loro campagne di comunicazione e relazioni pubbliche, Exxon diede a queste voci un peso sproporzionato nel dibattito scientifico». Il risultato finale: «Riuscì a creare l’impressione nei mass media e nell’opinione pubblica che la comunità scientifica era lacerata da una tremenda controversia, laddove invece questa controversa era marginalee in via di superamento».
2=sfruttare; sfruttare i risultati del cambiamento climatico “Le sue équipe geologiche hanno studiato da tempo gli effetti del riscaldamento del pianeta, anticipando di anni che lo scioglimento dei ghiacci artici avrebbe reso più facile sfruttare quei giacimenti sottomarini. Ora la Exxon ha potuto annunciare un patto con Putin, che le apre l’accesso alla zona russa dell’Artico, «e riserve sottomarine pari a molti miliardi di dollari».
In parole povere si chiama l’inganno e la beffa.
L’assalto all’Artico, un tristissimo argomento per dire allo Skeptical Environmentlist che aveva torto.
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domenica, Maggio 6th, 2012
Come gli angeli, senza sesso.
Così, almeno stando all’ultima ricerca riportata dal Corriere. Ne siamo contente? Magari un po’ anche si, se non altro perché spesso le mutande da uomo o da donna che gli si sono cucite addosso erano più rispondenti ai modelli dell’approccio scientifico che alla sua fisiologia effettiva.
Che poi nella materia grigia altre ricerche trovino ancora tracce di impronte e relative influenze ormonali, può pure anche essere…, il problema sorge quando le diversità si colorano con sfumature di rosa e azzurro come precursori di giudizi di valore, tanto per cambiare, sessisti. Allora siamo certe che quella ricerca è fatta con quello che le mutande contengono.
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