Femen: epidemia fascista risposta femminista !
sabato, Marzo 15th, 2025
Israele- Gaza: regge la tregua, dopo 11 giorni, dalla notte di giovedì 20 maggio.
L’“Operazione guardiano delle mura” è si è fermata dopo 230 morti palestinesi e 12 israeliani; 20 per ogni uno, più o meno.
Stop per il momento; fino alla prossima.
Israele ama dare titoli alle sue operazioni guerresche; una volta avevano nomi tipo “Arcobaleno” (2004), “Prime piogge” (2005) o “Piogge estive” (2006) oppure “Nuvole d’autunno” (2006) oppure ancora “Inverno caldo” (2008)… nomi da foto paesaggistiche con orizzonti di distruzione e morti invece che montagne e tramonti; cinismo e crudeltà allucinanti.
Poi c’è stata la più punitiva tipo “Piombo fuso” (2008-2009) e successivamente, è iniziata le sequenza di quelle con titolo difensivo tipo “Pilastro di difesa” (2012), o “Margine protettivo” (2014)… fino al “Guardiano delle mura” di questi giorni.
I nomi sono una sintesi, un significato, conferiscono un senso alla cosa. (altro…)
Fabio Folisi, su Friuli sera del 13 agosto, l’aveva definita un trappolone. L’operazione “zona rossa” alla Cavarzerani, vale a dire: “…creare ad arte una situazione intollerabile per poi raccogliere i frutti propagandistici di un inevitabile malessere che non poteva non sfociare in rivolta, fra l’altro subito amplificata in maniera perlopiù acritica dai media. Strategia che è riuscita perfettamente soprattutto quando si è pensato di spedire dei migranti positivi al Covid in quella realtà dove il distanziamento è solo una improbabile teoria….”
E’ funzionata perchè è ovvio che se rinchiudi senza motivo 500 persone con la scusa che sono contagiosi senza averlo verificato, (quindi anche condannandole a diventarlo se tenute in contiguità forzata) queste si incazzano. L’incazzatura poi viene agitata quale motivo di repressione e via avanti. Funziona così. (altro…)
Dunque, dalle elezioni umbre, FdI è arrivato all’11%, ha doppiato FI, ha scavalcato M5S, è diventato il terzo partito; intanto lì, poi si vedrà.
Merito di Giorgia, “la più amata dagli italiani”, stando al sondaggio Demos & Pi del 5 ottobre, con un 43% di gradimento; meno di Conte, ma più di Salvini.
La più amata anche dalle italiane?
“Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana: non me lo toglierete!”
Così disse qualche tempo fa al comizio di S.Giovanni.
Ieri sul sito The Vision, Mattia Madonia ne ha tracciato un profilo ricordando che Giorgia Meloni che si descrive come “donna” e “madre”, si dimentica di dire che è anche estremista. Racconta della sua “serenità” verso il fascismo, delle numerose contraddizioni politiche, della strategia che ormai va per la maggiore del falsificare la realtà per racimolare qualche frammento di odio rimasto, alla Salvini insomma, un capopopolo che parla come qualsiasi membro di CasaPound ma che pretende di avere maggior lignaggio, e paradossalmente attraverso questo trucco retorico lo ottiene. Il fulcro della sua politica è mascherare le tinte nere con un sorriso, camuffare l’intolleranza con un amor-di-patria anacronistico e discriminatorio, crescere nei sondaggi cavalcando e alimentando la paura”. (altro…)
Marie Claire: tutto su Moda Donna, Bellezza, Tendenze, shopping, attualità e testimonianze di viaggi: storie, passioni e visioni di donne dal mondo… nel numero del passato novembre illustrava la vera verità sulle donne di Casa Pound. Un altro tassello nella lista lunga del fascismo trendy. Ne parla qui di seguito il post di Staffetta.
Non ha destato alcuno scalpore né reazione istituzionale il fatto che un migliaio di militanti di CasaPound provenienti da tutt’Italia siano andati a fare il saluto romano nel luogo di un atipico duplice omicidio del 1978 compiuto con una mitraglietta Skorpion che era allora di proprietà di un ispettore di polizia…
D’altronde, la fine della legislatura ha messo la parola fine anche alla Legge Fiano che introduceva il nuovo reato di propaganda del regime fascista e nazista.
Invece, la rivista di moda «Marie Claire», tra un servizio sull’eleganza degli stivaletti rossi e un altro sul ritorno dei camperos, si cimenta con una maldestra réclame elettorale a favore del neofascismo in un articolo intitolato «Che cosa sai veramente delle donne di CasaPound?» di tal Davide Burchiellaro.
PER LA LIBERA CIRCOLAZIONE
DI TUTT*
MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALISTA
ANTIRAZZISTA ANTIFASCISTA
Gorizia, 16 dicembre 2017 h 15.00 Piazza Sant’Antonio
Il sistema capitalista globale che sfrutta e devasta esseri viventi e territori e che per mezzo di governi e multinazionali schiavizza interi popoli, opprime le classi sociali più deboli e abbatte foreste, desertifica e inquina vaste aree del Pianeta, favorisce e garantisce la libera circolazione di merci e capitali, subordinando alla logica perversa del profitto la possibilità di vivere – in modo dignitoso e libero – per la stragrande maggioranza della popolazione mondiale. (altro…)
Eccolo di nuovo: Massimo Fini dalle colonne del Fatto Quotidiano di sabato con l’articolo “Stiamo legittimando le streghe nere” ad usare lo smaccato trucchetto del delegittimare donne e antifaacist* perchè, delegittimano sessisti, molestatori e fascisti e quindi, mostrandosi così intolleranti peccano degli stessi peccati che vorrebbero contestare.
Scrive lui: “Tira una brutta aria, di maccartismo, di caccia alle streghe, In Italia, in Europa, negli Stati Uniti. Dopo il ‘caso Weinstein’ si è aperta la caccia al ‘molestatore sessuale’. Non c’è uomo, soprattutto pubblico, politico, produttore, regista, attore, ma anche privato, su cui non aleggi l’accusa di stregoneria. E come ai tempi della Santa Inquisizione basta il sospetto perchè venga acceso il rogo. Non passerà molto tempo – sempre che la cosa non sia già in atto – perchè un qualche politico ingaggi dei Santi Inquisitori per rovinarne un altro.” (altro…)
ma lo Stato ti tocca e ti randella ad opera dei suoi sgherri come e quando vuole.
Accade a Barcellona. Lo abbiamo visto ieri nei vari filmati, l’orribile polizia picchiare a più non posso, strattonare e malmenare perfino persone anziane in fila per esprimere in un referendum l’intenzione di smarcarsi dallo stato spagnolo.
Dal nostro punto di vista non ha molto senso uscire da uno Stato per metterne in piedi un altro; ne avrebbe molto di più invece tentare di realizzare qualcosa di radicalmente diverso (preziosa l’esperienza curda del Rojava), ma questo non significa assolutamente che le istanze di indipendenza non debbano avere voce e non debbano essere rispettate.
Nella Spagna di Rajoy post franchista ma sempre fascista questo non può essere; è una storia lunga che ci ricostruisce Elisabetta nella sua parentesi della Coordinamenta.
Ah, poi quando lo stato agisce al suo massimo, non manca mai di condire la violenza con il sessismo; ti spacca le dita e non dimentica di toccarti le tette.
… perchè la respirano anche i/le extracomunitar*, i/ rifugiat*, i/le richiedenti asilo, i/le clandestin*.
Eliminiamo il WiFi pubblico perchè viene usato da* suddett* nelle pubbliche vie, in capannelli che non fa bello, non fa decoro.
E’ uno dei primi propositi del neoeletto sindaco destrorso di Pordenone.
E’ una delle varie soluzioni dettate dalla logica punitiva e persecutoria che si ama mettere in atto per speculare politicamente in sintonia con la pancia dell’elettorato. (altro…)
Qui di seguito il volantio che abbiamo distribuito oggi a Udine.
Facciamo Resistenza!
Facciamola ricordando ed imparando da quell* che l’hanno già fatta.
Siamo al 25 aprile, e questo è doveroso, oggi, come ogni altro giorno.
A maggior ragione in ques’epoca in cui si mettono in atto le sceneggiate più grottesche (o foibesche…) [*] nel tentativo di riscrivere la storia dando un colpo di spugna alla Resistenza contro il fascismo, nel malcelato tentativo di favorire quest’ultimo.
Come se non fosse già sufficientemente tollerato, protetto, delle volte coccolato e favorito dalle così dette istituzioni democratiche che, vantando la loro nascita dalla Resistenza, si sentono legittimate a tradirla ad ogni piè sospinto.
Che delusione e che beffa. (altro…)
Il 10 febbraio era il giorno del ricordo, e, tanto per ricordare che è da sempre stata giornata di mistificazione storica e retorica nazional-fascista, si è pensato bene di censurare, negando la sala nella quale avrebbe dovuto tenersi, a Gorizia, un convegno storico di analisi, appunto, su come è nata, cosa rappresenta e cosa è quella giornata.
Qui l’approfondimento della vicenda, e qui la pagina di WuMing su quella giornata, sul contesto storico e sul maldestro e osceno tentativo di attualizzazione del direttore dell’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia che definì codardi quei “giovanotti” che oggi se ne vanno dalla propria terra al primo ‘bau’, mentre gli istriani dell’esodo post bellico difendevano la patria.
Parole in libertà, sì, perfino da un direttore di istituto storico dedicato alla Resistenza che ricorda come vuole e quello che vuole, alla faccia del rigore storico che dovrebbe essere documento e non pessima interpretazione.
Il 19 febbraio sarà un’altro giorno del ricordo, quello delle stragi compiute dai fascisti italiani nel ’37 come rappresaglia per l’attentato contro il vicerè fascista Rodolfo Graziani. In quell’occasione furono massacrati 30.000 cittadini inermi nella sola capitale Addis Abeba.
L’aggressione coloniale fascista è costata alla popolazione etiope 760.300 vittime. Ce lo ricorda un post di Staffetta.
E sono cose da non dimenticare.
E’ morta Elvia Bergamasco; se ne è andata il giorno del suo compleanno, di quegli ottantotto anni trapassati, una volta, e poi chissà quante altre volte dall’orrore di Auschwitz, dei campi di concentramento e di sterminio, del fascismo e del nazismo che li resero incubi reali.
A quelle lacerazioni Elvia ha dato parola e con essa ha creato quella cosa preziosa che è la memoria.
Lei è stata una testimone; ha visto e vissuto; ha raccontato.
Una storia che è la nostra, che anche se è venuta prima di noi, non possiamo né ignorare né tacere, né falsare.
Perchè chi testimonia rivive un dolore che non si può sterilizzare perchè è cosa viva che passa, come testimone appunto, nelle coscienze e nella memoria di chi ascolta, perchè chi ascolta sappia, e sapendo, non ripeta.
Elvia ci ha donato la parte più dura della sua vita e noi ne faremo tesoro, sempre, contro ogni fascismo, neo-fascismo, neo-nazismo e contro ogni negazionismo.
La sua memoria sarà la nostra.
Mandi Elvia.
Sappiamo che cosa è il razzismo e cosa è la xenofobia cui quasi sempre si accompagna.
Ci sono però diversi modi ed espressioni diverse dell’essere razzist* e xenofob*.
Una, tipica della politica leghista e destrorsa, è quell’odioso “prima gli italiani” sollevato sempre in chiave animmigrat*; un “la” che scatena l’automatismo consolidato dell’odio perchè a loro si dà tutto, mentre e noi nulla. Quello, per capirci, che fa dire a una signora di Porpetto, paese di poco più di duemila abitanti che rifiuta l’accoglienza di 8 profughi «Sono senza lavoro, ho il mutuo della casa e il mio cellulare ha dieci anni e soldi per comprarlo nuovo non ne ho: a loro danno 5 euro al mese per la ricarica e io me la devo pagare. Questa non è eguaglianza!»…
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“Brutterrime”, qualcun* ha usato questo aggettivo rinforzato per commentare la manifestazione di casapound a Gorizia, in particolare le ragazze messe lì in testa al corteo per portare corona e fiori ai monumenti meta di omaggio.
La bruttezza sta ovviamente nella assunzione dell’ideologia fascista calata questa volta su Gorizia per esaltare, con la scusa del commemorare, l’immensa carneficina della prima guerra mondiale, mettendo in scena coreografie da regime: una sfilata da quarantaquattro fasci in fila per sei col resto di due, e guai un miao fuori posto.
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Cent’anni di turpitudine militarista.
Questo si celebra e si festeggia (!) oggi, centesimo anniversario dell’ entrata in guerra dell’italia, il 24 maggio 1915, con un’oscenità di iniziative tra militarismo e militurismo, in gita per trincee e campi di battaglia ad infiocchettare la “carneficina tremenda” di operai, contadini e povera gente mandati al massacro.
Ieri a Gorizia c’è stata la manifestazione antifascista e antimilitarista contro Casa Pound calata a nordest per la vetrina del centenario a sfoggiare intruppata i suoi slogan veterodementi.
Qui alcuni video e immagini di ieri.
I fascistacci il 23 saranno a Gorizia per esaltare la 1a guerra mondiale, l’0scenità del nazionalismo e tutte le porcherie che si portano appresso. E’ indetta perciò una Manifestazione Regionale Antifascista e Antimilitarista il 23 maggio a Gorizia. Qui sotto il testo dell’ Appello per una Manifestazione Regionale Antifascista e Antimilitarista a #Gorizia per il #23maggio 2015 dell’Osservatorio Regionale Antifascista.
Qui l’evento fb della manifestazione https://www.facebook.com/events/1588782074702934/
Il 24 Maggio di cent’anni fa l’Italia entrò nella I guerra mondiale e i fascisti del terzo millennio scelgono questo giorno di vergogna per ribadire il loro slogan demenziale: “alcuni italiani non si arrendono”; infatti per sabato 23 Maggio, Casa Pound ha convocato un corteo nazionale a Gorizia.
È degno dei fascisti celebrare milioni di morti, inviati al macello per il riassetto di quei poteri che subivano prima e subirono ancora dopo nelle loro vite. (altro…)