Maggio 4th, 2015 by dumbles
Oggi ci siamo imbattute in due cose.
La prima è lo “scandalo”, la levata di scudi suscitato da un incauto Sandra, consigliere di Sel in comune di Udine, di tentare un ragionamento con qualche nota diversa rispetto ai fatti della manifestazione di Milano.
Il poverino non ha detto nulla di raccapricciante, anzi, non ha proprio detto niente che non possa dire una persona che seguendo l’attualità riesca a fare uno più uno cioè a connettere un due cose, magari anche in modo maldestro o confusionario, ma: chissenefrega delle argomentazioni, quando tutto è interpretato come difesa dei black bloc.
Perchè siamo in uno di quei momenti terribili in cui ogni tentativo di ragionare è bandito e quello che è richiesto è solo uno schieramento a condanna dei cattivi, altrimenti anche tu sei dalla loro parte.
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Maggio 3rd, 2015 by dumbles
Exponiamo i fatti. Almeno un po’ intorno agli ogm.
Eravamo rimast* al fatto che ogni stato potesse decidere liberamente se coltivare ogm, ed ora, con una nuova proposta di regolamentazione adottata dalla commissione europea, anche di utilizzare o meno i mangimi che li contengono.
Le motivazioni al diniego dovrebbero essere fornite caso per caso, ma comunque fondate su argomentazioni che comunque non riguardano rischi per la salute e/o per l’ambiente perchè questi sono argomenti propri della procedura dell’autorizzazione europea.
Quindi su salute e ambiente non si discute e non si discute nemmeno sulla commercializzazione perchè vietarla sarebbe contrario alle norme del mercato interno.
Sarà perciò una conquista questa proposta di regolamento che lasciando l’ultima parola alle singole nazioni sull’adozione di ogm, le lascia anche sole davanti ad un mercato del quale sappiamo chi sono i padroni?
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Maggio 2nd, 2015 by dumbles
In questi giorni la mamma di Baltimora, quella che stando alla foto e ai commenti avrebbe rispedito a casa a suon di scappellotti il proprio figlio manifestante nei riot di quella città è stata evocata più volte anche nelle contrade di Milano.
Oggi a Milano avremmo bisogno di tante mamme di Baltimora — Daniela Santanchè (@DSantanche). Tweet della pasionaria dell’ordine pubblico e famigliare.
Battaglioni di mamme al posto della celere disse Beppe Severgnini a Myrta Merlino denaturando già il gesto di quella donna che, come spiegò poi, andava a difendere il figlio dalla polizia violenta che ti mena e ti ammazza con spudorata baldanza….È il mio unico figlio. E alla fine della giornata non voglio che diventi un altro Freddie Gray. Così ha detto.
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Aprile 30th, 2015 by dumbles
Così dice Bifo di Renzi: E’ incredibile la pervicacia con cui le soluzioni economiche fallimentari di tipo liberista sperimentate negli ultimi trent’anni vengono riproposte con maggior vigore da una nuova generazione di fanatici. Forse la verità è che queste soluzioni sono fallimentari per la società ma perfettamente lucrose per la piccola minoranza finanziaria di cui Matteo Renzi è semplicemente il faccendiere.
Renzi ha la missione di portare a compimento lo smantellamento della solidarietà sociale e imporre la precarietà integrale del lavoro. La sta realizzando con efficacia perché sa interpretare l’ansia di auto-affermazione individualistica e competitiva. Fin quando la catastrofe sociale lo inghiottirà. Ma purtroppo a quel punto avrà inghiottito anche quel che resta della società.
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Aprile 19th, 2015 by dumbles
Ieri Salvini era a Cividale a fare campagna elettorale, a caccia di voti alimentando le paure de* autocton* con lo spettro dei clandestini travestiti da profughi e poi ad incitarl* con il mito della ruspa, simbolo di fatica e di lavoro, e, udite udite: di equità sociale! In hoc signo vinces, insomma.
E’ un vincere facile il “dàgli al rom” o al “clandestino”, purtroppo. Sappiamo.
Oggi, dopo l’affondamento del peschereccio nel canale di Sicilia, e la morte di circa 700 persone, lo stile non cambia; che se ne stiano a casa o tutt’alpiù a crepare sulle coste della Libia; sì ci vuole un blocco navale.
Non hanno nulla, togliamogli anche la speranza.
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Aprile 16th, 2015 by dumbles
In questi ultimi giorni:
un poliziotto in pensione, per motivi non del tutto chiari ha ucciso due donne e si è suicidato, una donna è stata uccisa dal marito che poi si è suicidato, un padre ha ucciso la figlia perchè non accettava che fosse lesbica ed a Pordenone un tizio ha ucciso la moglie dalla quale si stava separando e poi ha sgozzato anche la figlia.
Fra tutti i precedenti, l’ultimo, il tizio di Pordenone, è marocchino e allora, per modalità e nazionalità, si può scrivere che ha fatto come l’isis.
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Aprile 10th, 2015 by dumbles
Cracovia è il questore di Udine e il corso è, come si dice in questo articolo, l’inaugurazione di una più ampia strategia della Questura che ha l’obiettivo di contrastare la microcriminalità.
Il debutto di questo nuovo corso ha messo in scena tre giorni tre di una cosa che a guardarla direttamente deve essere stata una specie di incubo tra il demenziale e il dittatoriale.
Tra squadra mobile, volanti, polizia scientifica, polizia ferroviaria, polizia stradale, polizia municipale, personale della divisione immigrazione, e agenti del reparto prevenzione crimine di Padova… un mayhem, un’apoteosi di divise per le strade… da non sapere a chi mostrare i connotati e dare giù la targa.
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Marzo 29th, 2015 by dumbles
Non perchè ieri era l‘Ora della Terra, che lascia il tempo -o l’ora- che trova, ma perchè ci sembrava interessante: proponiamo questa traduzione di un articolo di George Monbiot da The Guardian.
(abbiamo omesso solo una piccola parte che riguarda più direttamente al situazione della GranBretagna)
Buona lettura.
Stiamo trattando il suolo come sporcizia. E ‘un errore fatale, dal momento che le nostre vite dipendono da questo -‘ I proprietari terrieri di tutto il mondo sono ora impegnati in un’orgia di distruzione del suolo ‘
Immaginate un mondo meraviglioso, un pianeta in cui non c’è alcun pericolo di rottura del clima, nessuna perdita di acqua dolce, non la resistenza agli antibiotici, nessuna crisi di obesità, niente terrorismo, nessuna guerra.
Potremmo ritenerci fuori da un grave pericolo? Desolato. Anche se tutto il resto fosse miracolosamente risolto, siamo finiti, se non affrontiamo un problema considerato così marginale e irrilevante che potrebbe passare molto tempo senza vederlo citato su un giornale.
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Marzo 28th, 2015 by dumbles
Stando ai titoli che si leggono, tipo quello di Repubblica di ieri: “Cuore, primo trapianto da cadavere in Europa: riattivato l’organo ‘spento’”, c’è da chiedersi: se questo è il primo trapianto da cadavere, tutti gli altri che cosa erano?
Espianti da persone in morte cerebrale: cadaveri o no?
No, ma resi tali con una definizione da apparato tecnico-scietifico tanto utile quanto oscena perchè orientata a palesi e pressanti fini espiantistici che qualcun* chiama predatori.
Provate a dire che se il vostro cervello fosse spento vorreste essere lasciat* andare. Non potete.
Come Eluana, non possiamo perchè non siamo noi a decidere della nostra vita, della nostra morte e del nostro corpo.
La tecnoscienza sovradetermina, lo stato legifera, la chiesa benedice.
Contestiamoli, prima di dover uscire dalle tombe a tirali per i piedi.
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Marzo 25th, 2015 by dumbles
Bagnasco decisamente grottesco nella persecuzione di quella che lui chiama “teoria” del gender.
D’altra parte se non caratterizzi la parola gender con lo status di teoria, il nemico da combattere è meno definito, troppo indeterminato.
E come si definisce al meglio la famiglia se non con una sua costruzione contraria e contrapposta, mostruosa, morbosa?
Perciò il gender è il “transumano”; il peggio, la scure alla radice stessa dell’umano; ciò che scardina dall’ordine naturale delle cose, dal “normale” e perciò “legittimo”… che, poi, guardando a Bagnasco e al clero: club di normalità e legittimità, sembra la cosa migliore da fare.
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Marzo 16th, 2015 by dumbles
Ci siamo messe/i sulle tracce di Marina Cvetaeva, che camminava ad orecchio sulle tracce del suono popolare della sua lingua russa e della natura, che sentiva il motivo acustico del verso e che poi catarticamente, si metteva in cerca delle parole. Abbiamo visto il suo spirito ribelle, l’autodisciplina che la conduceva alla creazione poetica, il dispotismo emotivo e il suo amore per la libertà, la vitalità pagana che la portava a sfidare la morte e i morti, a contraddire la vita e i viventi… Abbiamo toccato con le mani le sue mani operaie che febbrilmente seguivano il ritmo frenetico della sua scrittura, la sua povertà esemplare, l’insonnia e l’amore per la notte e il sogno, la sua verticalità… Read the rest of this entry »
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Marzo 13th, 2015 by dumbles
Marina Ivanovna Cvetaeva
la parabola di una donna contro
Marina poesia Marina donna Marina amore Marina Russia
SEMINARIO autogestito sull’OPERA e la VITA della grande POETA RUSSA, esplorate attraverso la BIOGRAFIA, i TACCUINI, le POESIE, i SAGGI, le IMMAGINI… con ANNA ZANNIER
Sabato 14 marzo 2015 alle ore 17,00
San Giorgio di Nogaro – località Galli
Il quotidiano trasformato in poesia, radici di vocaboli, contrappunto semantico, una miniera inesauribile. Read the rest of this entry »
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Marzo 10th, 2015 by dumbles
Metti un gioco con il quale si dovrebbe apprendere il rispetto per l’altr*, metti che giocando si impari che tra maschi e femmine non ci dovrebbero essere differenze discriminanti, metti che per gioco ci si metta nei panni dell’altr* che è sempre un bell’esercizio di arricchimento e comprensione di sé; metti che un cervello “imprintato” al rispetto è meglio di uno che invece no… Insomma metti “Il gioco del rispetto”, un gioco che si propone di combattere gli stereotipi di genere che si apprendono -perchè si insegnano- già da piccol*, proponilo alle scuole dell’infanzia e subito vedi spuntare i respingenti della censura, della difesa dello status quo, dell’intolleranza, del sessismo, dell’omofobia in una farcitura di ignoranza e stupidità uniche.
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Marzo 7th, 2015 by dumbles
Quando ci siamo incontrate con Haskar Kirmizigul, abbiamo fatto uno striscione che abbiamo appeso nella sala della conferenza: le parole curde Jîn Jiyan Azadî, Donne Vita Libertà.
Quello stesso striscione lo abbiamo portato in montagna, appoggiato sulla terra, legato agli alberi ed appeso ai balconi delle nostre case perchè vorremmo che quelle parole regnassero dappertutto.
In montagna per un omaggio alle donne combattenti del Kurdistan che devono fare dei monti la loro casa, ma anche un omaggio al principio di convivenza delle diversità che l’esperimento del Rojava sta mettendo a punto.
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Marzo 4th, 2015 by dumbles
Noi non siamo sintonizzate sulle frequenze cattoliche, né su quelle di altre religioni, per cui, le motivazioni spirituali, tecniche e gerarchiche del teologo che spiega perchè nel periodo di ostensione della sindone a Torino, sei perdonata dal peccato di aborto, ci sembra cosa da universo parallelo, buona per chi lì ci vive e ci crede.
Delle volte però, e purtroppo di frequente, questo universo ci interseca pesantemente ed è una vera molestia.
Dal 19 aprile al 24 giugno, per l’aborto-peccato mortale- si potrà avere assoluzione per le vie brevi, che passano ovviamente per Torino e il luogo dell’esposizione e per penitenza e certificazione del pentimento, oltre alla messa festiva e feriale, è suggerito il sostegno ad un centro di accoglienza alla vita oppure opere che mirano al bene dei piccoli, senza escludere all’occorrenza di offrire -a quanti fossero intenzionati a ricorrere all’aborto- sia il consiglio retto per affrontare una maternità non desiderata sia anche, quando possibile, l’aiuto materiale… insomma una penitenza più direttamente correttiva del disordine compiuto e quindi costruttiva del bene corrispondente.
Ecco, persone che devono sfuggire all’inferno e riguadagnare il posto in paradiso riparando al disordine compiuto incentivate a molestare altre per le quali l’inferno è per prima cosa non poter praticare le proprie scelte e vedere riconosciuto un proprio diritto.
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Marzo 2nd, 2015 by dumbles
Certo che lo spot ProVita contro “L’ideologia del gender nelle scuole”, per essere brutto è proprio brutto eh!
Lo hanno commentato in diverse, dalla puntuale Chiara Lalli alle ironiche Gallerani/Dolci che se la prendono in particolare con il kitschissimo golf della signora.
Come dargli torto, non siamo più abituat* a quel disegno sulla lana che andava di moda almeno 30 anni fa.
Però, chissà, forse i creatori dello spot hanno pensato che quello richiamava un periodo in cui di gender non si parlava e la famiglia era quella cosa che hanno tentato di rappresentare loro, che, a guardare il padre fa una tristezza cosmica ed a guardare l’insieme, è grottesco assoluto.
Ma perchè fare uno spot così brutto? Perchè darsi la zappa sui piedi, come dire, il gender sulle gonadi?
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Marzo 1st, 2015 by dumbles
e a tutte le donne del Kurdistan che combattono.
Sui fronti di guerra per la libertà di popolo e per la libertà di genere, anzi, per la libertà di genere senza la quale non vi può essere piena libertà di popolo.
Venerdì sera Haskar Kirmizigul ci ha spiegato tutto questo, con una passione, e una fatica in più perchè, per problemi di traduzione, lo ha fatto in italiano, ed è stata bravissima.
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Febbraio 24th, 2015 by dumbles
Kurdistan: la rivoluzione delle donne
autorganizzazione, ecologia e libertà di genere
incontro con
Haskar Kirmizigul
della Fondazione Internazionale delle Donne Libere Kurde
Venerdì 27 febbraio 2015
h. 20,30 Sala Conferenze Hotel Cristallo – P.za D’Annunzio, 43 – Udine
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Febbraio 23rd, 2015 by dumbles
Con le gonne alle manifestazioni contro lo stupro, per ricordare Aslan Ozgecan; una solidarietà manifesta, una presa di coscienza chiara, una piccola cosa rivoluzionaria.
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Febbraio 22nd, 2015 by dumbles
Salman Talan era un ragazzo curdo di 24 anni, di nazionalità turca ma in Italia con alcuni fratelli da diverso tempo; poi aveva deciso di andare a combattere con il suo popolo contro l’avanzata dell’Isis.
Da un cecchino dell’Isis è stato ucciso in gennaio sul monte Shingal.
Quando è partito ha lasciato scritto questo: Nessuno mi ha obbligato. Vado a combattere contro l’Isis perché la mia famiglia possa scrivere nella sua lingua. Il suo nome di battaglia era Erdal Welat: «la mia terra».
In una riga e un nome sono riassunte tutte le ragioni del mondo.
Ricordiamo Salman e comprendiamo le sue ragioni riproponendo un post sulle lingue a rischio di estinzione, ma anche su quello che è la madre lingua; come ha detto Chomsky, e come è scritto lì: “uno specchio della mente”.
Salman lo sapeva bene, e probabilmente questa consapevolezza lo ha portato dalla provincia di Novara al fronte aperto contro chi vuole cancellare chi sei, chi sei stato e chi sarai.
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