Giugno 24th, 2014 by dumbles
Ecco là, appese al muro le fashion victims che la rassegna della moda maschile a Milano ha pensato per dichiarasi contro la violenza sulle donne che adesso fa tanto tendenza.
Si appendono le bambole ad un muro; i creativi della moda ne realizzano una e la mettono lì vestita con i loro modelli griffati che poi la critica commenterà. Che schifo.
Che schifo questo imbambolamento. L’equazione bambola-donna cui si fanno guardare le bambine per vedere il proprio futuro di donna e madre, cui il machismo e il vetero-porno guardava per avere la donna a disposizione.
Che orrore questa imbalsamazione con esposizione delle vittime.
Che strategia controproducente questa continua amplificazione della vittima. Come se non si fosse capito che le donne vengono uccise a ritmi industriali.
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Giugno 22nd, 2014 by dumbles
Scrive oggi Amalia Signorelli tutto quello che potete leggere qui sintetizzabile in perifrasi che servono a connotare lo stato dell’arte: che a pensar male si fa peccato, che si è fatto in un certo modo ma è per il maggior bene, che sarebbe stato meglio se…., per una questione di fiducia, ma tuttavia ecc. ecc., figure retoriche per dire che il governo della rottamazione, i suoi angeli dell’annunciazione (Boschi e Madia) stanno facendo schifo e che la fiducia è una cosa seria ecc. ecc.
Siamo anarchiche senzastato e senzadio…, ma perdio!
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Giugno 19th, 2014 by dumbles
A dare il “La” è stato il ministro dell’interno quando con un tweet ha annunciato l’individuazione dell’assassino. Omesso il “presunto” che normalmente ci si concede fra politici quando colti con le mani nel sacco.
Poi da lì il processo di mostrificazione ha preso vita propria alimentato in continuo da immagini, tracce facebook, segreti di famiglia esposti a canali unificati, tribunali del popolo allestiti dai condor dell’informazione… “secondo voi Massimo Bossetti è l’assassino di Yara?” chiede Libero ai suoi lettori.
E su che basi questi dovrebbero rispondere? Su quello che ha raccontato la stampa e detto il ministro, che a questa domanda ha già risposto. Prendere in giro è un’arte.
A proposito di arte, poi si farà anche un film, anzi, una miniserie tv di quelle che inventano la realtà, cioè la fingono, infatti si chiamano fiction, ma a tutt+ sembrerà di aver potuto guardare ancora più dentro fatti e personaggi.
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Giugno 19th, 2014 by dumbles
Anni addietro, come tante altre donne, quando eravamo concentrate a far sì che l’uccisione di tante donne per mano di mariti, compagni, amanti, conoscenti ecc. diventasse un fatto riconosciuto come “fenomeno” sociale, una delle cose che si disse era che: “l’assassino ha le chiavi di casa” perchè le mura domestiche erano il teatro privilegiato di quello che si incominciò a chiamare “femminicidio”.
Ora questo è acquisito; il termine “femminicidio” è comunemente usato, i media costruiscono servizi, inchieste, documentari sulle donne uccise “per amore”; la politica ha dato del suo meglio con norme e decreti… ma in tutto questo prodigarsi e sensibilizzarsi al problema, sembra che a trarne i benefici siano le pubblicità con la brandizzazione della donna pesta, la politica di tutela maternalista-moralista o repressivo-securitaria e intellettuali a rimorchio che hanno nuovi argomenti per scrivere qualcosa, incontrarsi a convegno ecc. ecc.
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Giugno 15th, 2014 by dumbles
In aprile, sul Messaggero Veneto, Stefano Tamburini faceva un giusto esercizio di memoria a proposito dei mondiali di calcio che si tennero in Italia nel ’90. Quell’osceno “Italia90”, già brutto ad iniziare dal logo mascotte: la sagoma stecchino tricolore con il pallone al posto della testa.
E proprio il pallone al posto della testa permise e permette di non guardare a tutto quello che ci sta intorno; ai morti nella costruzione di stadi e opere collaterali che rimarranno praticamente inutili, ai costi gonfiati, alla solita storia delle grandi opere-grande corruzione, ai costi che si stanno pagando ancora oggi: 61 milioni e 200mila euro nel bilancio di previsione 2014 per una cosa di ventiquattro anni fa. … Dovessimo sommarle tutte queste sconcezze…. debiti ed i soliti noti che ci girano intorno…
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Giugno 11th, 2014 by dumbles
Succede questo, -come d’altra parte è abbastanza ovvio in periodi di crisi cupa-, che si formi un coagulo del peggior pensiero nazionalista di stampo leghista con sfumature razziste e xenofobe proprie di questa e dell’estrema destra, miscelato in salsa populista da forcone tamarro con quattro idee in croce sulla crisi, e forse anche meno di quattro, diciamo una o due.
Sono i nazionalisti friulani un’accozzaglia grottesca che sa ripetere si e no due frasi: una per dire che le galere sono piene di extracomunitari e che quindi questi sono tutti delinquenti e due che bisogna difendersi da questa delinquenza per tornare un territorio prospero e felice quale era il Friuli un tempo.
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Giugno 8th, 2014 by dumbles
Dice lui o chi per lui … È ora di fare chiarezza. Se fosse ammessa la coltivazione di mais transgenico non ci sarebbe il problema delle aflatossine».
Ma quante virtù quel gene in più! Mais gm santo subito!
Risolverebbe anche il problema -endemico anche quello- delle frodi alimentari; del latte cattivo contaminato da aflatossine miscelato con quello buono per farlo stare dentro i limiti di legge.
Tutto il latte sarebbe buono perchè tutto il mais sarebbe buono, tutto il clima buono, la temperatura giusta, umidità quella che va bene, via la grandine, acqua qb, concime bilanciato, terreno ottimo, 0 piralide, 0 parassiti in assoluto…. evvai!
Hainoi non è così; ci può stare per la piralide, -finchè non sviluppa resistenza-; tutto il resto è un problema che persiste e collabora nell’eventuale produzione di aflatossine.
Tutti gli altri parametri: temperatura, umidità, irrigazione, nutrienti, lesioni meccaniche (non c’è solo la piralide verso il quale il mais BT ammesso alla coltivazione è resistente), rotazioni colturali, semina, raccolta, immagazzinamento, essicazione ecc. ecc. sono comunque fattori da tenere presenti.
Ma nel magico mondo ogm spariscono.
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Giugno 7th, 2014 by dumbles
Ma sono le grandi opere pensate per il ladrocinio o il ladrocinio che si attacca alle grandi opere come la cozza sullo scoglio?
Non c’è niente da fare, il sistema è fatto così; quella relazione biunivoca tra l’insetto ed il substrato richiamato nel titolo è da mò l’essenza della politica; in Italia di sicuro; il resto sono chiacchiere, quisquilie e fumo negli occhi.
Le grandi opere sono pensate, volute, imposte, fortissimamente volute per mungerci sopra e rubarci intorno, e le norme che le regolano: leggi obiettivo, project financing, modalità di controllo ecc, sono la garanzia che questo possa essere fatto.
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Giugno 4th, 2014 by dumbles
Maria Ambra è morta strangolata, poi le hanno piantato in bocca una spranga di ferro; Sandra è morta per le coltellate inferte dal marito che non accettava la separazione.
Nocera provincia di Salerno, Castelnuovo Valdicecina provincia di Pisa.
Maria Ambra faceva la prostituta ed aveva 74 anni; Sandra faceva il medico e ne aveva 53.
Sono gli ultimi femminicidi di cui abbiamo notizia dal Bollettino di guerra e ci dicono tutte cose che statisticamente sappiamo già: le donne vengono uccise indipendentemente dalla loro collocazione sociale, professione, età, status…. Il filo conduttore è un’altro; quello che le unisce nella morte è, nella maggior parte dei casi, l’odio verso la loro autonomia; quel permanente stato di oggettificazione che agisce sempre da remoto nei fondacci della sociocultura; quello che fa, da questo punto di vista, l’Italia uguale all’India.
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Giugno 2nd, 2014 by dumbles
oggi è il due di giugno. Festa della Repubblica.
Non fossimo anarchiche, potremmo far nostro il candido stupore e le pacate considerazioni di Ascanio Celestini che ci dice quanto la repubblica sia, o dovrebbe essere rappresentata da tutt’altro che dalla sfilata di eserciti, armi ed aerei militari che spandono fumogeni tricolori.
Ecco, iniziamo da questi ultimi, sempre lasciando da parte la nostra “fede” politica, per dire quanto le effimere fumigazioni abbiano scassato minchie, ovaie, ovotestis e quant’altro, soprattutto nelle zone sottostanti gli allenamenti della Pan per le parate.
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Giugno 1st, 2014 by dumbles
Habitat destruction, Invasive species, Pollution, human over-Population, Overharvesting by hunting and fishing.
Ecco spiegati in un acronimo tutti i motivi della scomparsa di biodiversità.
Poi c’è il cambiamento climatico che è un very big HIPPO.
Tutto fatto e detto da Edward O. Wilson, con il quale si può essere o meno d’accordo su altre questioni come la sociobiologia o altre idee bizzarre…. ma che la perdita di biodiversità sia a tragedy è innegabile.
Ne accenniamo perchè il 22 maggio era la giornata mondiale della biodiversità indetta dall’ONU.
Non che ce ne importi molto; questo lo diciamo in occasione di ogni giornata globale di questo o di quello che, fra pinkwashing e greenwashing, l’impresa lavaggi di coscienze, sui mercati, potrebbe andare molto bene nonostante la crisi, no.
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Maggio 31st, 2014 by dumbles
qualcuno ha scelto di pubblicare quella foto. Quella delle due ragazzine indiane stuprate ed impiccate all’albero di mango e la gente del villaggio, grandi e piccol* intorno all’albero.
E’ una foto tremenda.
Anche le parole di commento e di sgomento sembrano rimanere appese come cose morte ai rami dei nostri blog…. eppure qualcosa dovrà pur muoversi… dovrà pur cambiare quella cultura maledetta che fa delle donne oggetti da consumo sessuale… in India e nel resto del mondo.
In India, uno stupro ogni 22 minuti, dicono; l’inasprimento delle pene, compresa la pena di morte verso gli stupratori, non ha portato ad una riduzione della frequenza, no.
Le pene aumentate non hanno comunque toccato lo stupro tra le mura domestiche perchè criminalizzare lo stupro coniugale indebolirebbe i valori della famiglia tradizionale ecc. ecc. dicono.
Perciò non si toccano ancora le radici del male e, come sempre, occorre più cultura che legge per disseccarle,
perchè non siano due ragazzine torturate ed uccise i frutti di quell’albero.
* Due degli arrestati per questi stupri sono poliziotti; la polizia dirà che le vittime si sono impiccate da sole per la vergogna.
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Maggio 28th, 2014 by dumbles
La foto ce la potremmo scattare anche da sol*, ma diciamo che quella dell’Istat, ammesso che abbia la focale giusta, è più precisa, ha i numeri.
Li leggete qui od in qualsiasi altro articolo che ne parli e li commenti.
Riassunto: nascite al minimo storico; emigrazione rispetto al 2011: + 36%; disoccupazione in aumento costante; 6,3 milioni di “potenzialmente impiegabili” cioè disoccupati, che è più facile da capire; e chissà se ci sono anche i/le precar*, quell* che lavorano un po’ sì e un po’ no ed in condizioni che non stiamo qui a ricordare, ma che per farla breve, ricordano i tempi presindacali e senza lo snait di rivolta che c’era nell’ottocento.
Poi c’è ovviamente il divario di genere e l’abisso nella distribuzione del reddito.
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Maggio 24th, 2014 by dumbles
Oggi è la giornata della Marcia Globale Contro Monsanto. In tante città si sono svolte azioni dirette, manifestazioni, presidi e cortei contro la multinazionale il cui nome, oltre che essere legato agli OGM, lo è anche a prodotti spesso gemellati con il cancro ed altre gravi magagne dell’umanità.
La storia della Monsanto è lunga e passa per l’agente arancio, il PCB, il DDT, la diossina, la somatotropina bovina…., e poi arriva dove sappiamo con i suoi OGM sposati al loro diserbante obbligatorio: il Roundup.
Anche di questo è nota la tossicità ed uno studio recente ci rende nota pure l‘accumulazione nella soia ad esso resistente.
A Monsanto, naturalmente, fa un baffo, basta vendere e lei, multinazionale, vende bene, detenendo e controllando la maggior quota di mercato delle sementi convenzionali, di sicuro, e non è male neanche come OGM.
E’ evidente che Monsanto è perciò nemica del contadino che va per le sue.
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Maggio 20th, 2014 by dumbles
… ciò che suscita la gonna, soprattutto se a portarla è un uomo.
In Francia, a Nantes se la sono messa dei liceali come loro modo di combattere o suscitare discussioni intorno al sessismo, in una campagna da loro stessi ideata e poi avallata, con tanto di bollino sulla locandina, dal ministero dell’educazione, dell’insegnamento superiore e della ricerca.
Una cosa semplice, forse approvata con paternalismo istituzionale, ma che con la gonna solleva questioni intorno alla libertà del vestire e dell’essere. Tutte cose che fanno incazzare bigott*, moralist* , fascist*.
Ve l’immaginate in Italia? Nicoletta Tiliacos sul Foglio si premura di scrivere che in questo c’è una sospensione del senso del ridicolo.
Da far cader le gonne ed anche le gonadi.
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Maggio 19th, 2014 by dumbles
C’è questo post di Giancarlo Sturloni che parla dell’ alluvione in corso nei Balcani che, come dice lui, non fa notizia.
Quello che si riesce a sapere, invece è drammatico, per i/le mort*, per le frane, i danni al territorio, alle case, all’agricoltura, in aree già povere da prima …. e poi ci sono le mine perchè l’acqua ha travolto anche i cartelli che le segnalavano, le ha spostate, le ha portate con sè… Tanto per dire che la guerra non finisce mai.
E quella con il clima che è stato fatto impazzire poi, è appena iniziata. Chi sono le vittime, già lo sappiamo.
E se cinema e science fiction hanno già elaborato la questione, spettacolarizzato la tragedia e trovato la soluzione nel viaggio interstellare, la fiction politica, quella vera, chissà se mai prenderà atto del cambiamento climatico che si aggira per l’Europa, o se continuerà a baloccarsi dietro grandi opere e grandi stronzate.
Quando il Sole 24Ore riprende la Nasa che ti dice che lo scioglimento dei ghiacci in Antartide è al punto di non ritorno, c’è il caso che siamo al punto di non ritorno.
Siamo tutt* alluvionati; per solidarietà ed anche per probabilità.
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Maggio 14th, 2014 by dumbles
ma anche normalizzare, addomesticare, vendere, svendere.
Declinazioni delle manovre intorno alla vita materiale ed ideale delle persone che ci hanno lasciato un’eredità intellettuale etica poetica o politica.
Un dono prezioso da amare, difendere e coltivare nel rispetto e nella continuità.
O materia prima di appropriazione (spesso indebita) da ri-lavorare e risistemare e fagocitare in nome di una divulgazione generalista istituzionale, paraistituzionale, per circoli, circuiti e senza cortocircuiti… per carità, che piaccia a tutt* e non urti nessun*.
Un modo per ricavare quella moneta che si chiama visibilità, per confezionare l’evento, lo spettacolo, la celebrazione che annichilisce, consuma ed uccide ciò che di più vivo lascia la persona che se ne è andata.
Poesia, follia o anarchia.
Federico Tavan lo avevamo salutato qui, immaginando le celebrazioni a venire.
Sono venute e le abbiamo contestate.
Noi continuiamo a ricordarlo e viverlo.
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Maggio 10th, 2014 by dumbles
Loro ti accusano di terrorismo perchè non vogliono propteste tra i piedi e vogliono continuare indisturbati a coltivare i propri interessi (for ex[po]emple) e poi anche per troncare sul nascere ogni sacrosanta lotta di rivendicazione di diritti, di giustizia, ambientale o di lavoro che si affaccerà all’orizzonte in questo cupo futuro che ci hanno preparato.
Noi dovremo lottare per disinnescare questo trappolone. Perchè sì, siamo tutt* colpevoli di resistere, e questa, oggi, è la migliore colpa possibile. W NoTav! Chiara, Claudio, Niccolò e Mattia Liber* tutt*!
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Maggio 10th, 2014 by dumbles
Di quando salì sul tetto e cadde, ne parlammo qui e qui. Ora Majid è morto.
“Cittadino del Marocco muore dopo 8 mesi dalla rivolta al Cie di Gradisca” freddamente dice il giornale locale, ed è la freddezza di chi ha sempre visto il CIE senza guardarlo, senza realizzare del vulnus -prima che nel diritto- nell’umanità che questi neo-lager rappresentano.
Confinamenti e segregazioni di stato che, prima di essere un’altra occasione di malaffare all’italiana, cercano la loro ragione nell’accondiscendenza di una società escludente razzista e carognesca. Poi infine, si giustificano a prescindere.
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Maggio 7th, 2014 by dumbles
Nuove operazioni di merchandising, fashion e fasciopolitica.
E dove, se non sulle donne? Una operazione puramente commerciale: la campagna Desigual, ed una puramente politica: i circoli Adinolfi.
In comune nulla se non la mamma.
Lo spot Desigual, contestualizzato e criticato qui e probabilmente anche in altri blog che hanno capito come butta bene questa storia del restiling patriarcale, fa leva sullo stereotipo maschilista della femmina che incastra l’uomo con la gravidanza perseguita in modo fraudolento, tramite il buco autoprodotto nel preservativo. Desigual vende vestiti e borsette.
L’altro, Adinolfi, vende il libro “Voglio la mamma”.
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